Il making of dell’era Koeman

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Con l’arrivo di Messi, ieri pomeriggio all’allenamento, inizia una settimana intensa per Ronald Koeman. Nelle prossime ore si uniranno gli elementi che fino ad ora avevano disertato i primi allenamenti perché impegnati con le rispettive nazionali, maggiori e under 21. Da oggi pomeriggio, dunque si farà sul serio. Nella giornata odierna sono previsti due sessioni di lavoro sul campo. Mattina alle 9:00 e pomeriggio alle 17:30. Due sessioni quotidiane per forzare i tempi in vista dell’inizio della nuova stagione, che per il Barça inizierà alla terza giornata di Liga con l’incontro casalingo contro il Villareal il 27 settembre. Questo il nuovo protocollo di Koeman e il suo staff. Un gruppo di lavoro, ricordiamolo, di prima qualità visto che conta, sopratutto, sull’assistente di Ten Hag di due stagioni fa, quella che si concluse con la cavalcata della formazione dell’Ajax alle porte di una meritatissima finale. Schreuder è dunque garanzia di bel gioco, veloce, aggressivo, leggero e sopratutto offensivo. Praticamente il Dna del Barça. Non solo assistente di Ten Hag, ma Schreuder si è formato anche alla corte di Nagelsmann al Hoffenheim. Dunque due dei migliori e più spettacolari allenatori in circolazione. Una garanzia.

Quando si uniranno tutti i componenti della rosa al gruppo che già sta lavorando da qualche giorno, avremo un quadro più completo del progetto tattico di Ronald Koeman. Sopratutto lo vedremo dispiegato sul campo in occasione della prima amichevole della stagione, quella contro il Nastic in programma sabato prossimo alle ore 19:00 all’Estadi Johan Cruyff.

Il pensiero del tecnico olandese è comunque già chiaro e noto. Il 4-2-3-1 che ha usato anche con l’Olanda fino a quando è stato allenatore in carica della nazionale del suo paese. Doble pivote a maggiore protezione della difesa, e un trio di attaccanti/trequartisti con libertà di aprire e allargare le difese avversarie con i due extremi molto larghi per permettere l’inserimento centrale da dietro grazie allo scollamento dell
e posizioni tra i centrali e i laterali avversari. In avanti una unica punta molto mobile al fine di non dare punti di riferimento ai difensori con l’obiettivo di far perdere loro le distanze, fargli uscire ed essere quindi superati con maggiore facilità. In tutto questo saranno molto importanti i due extremi dunque. Messi a destra, con tutta la libertà possibile di accentrarsi e giocare ovunque, e Ansu Fati, o Dembélé, o Trincao a sinistra. Leo non avrà compiti difensivi e dovrà occuparsi solo di ricevere palla nella metà campo avversaria e imperversare in attacco. Koeman non vuole inutili sacrifici da parte dell’argentino con recuperi e sfiancanti rientri difensivi come spesso gli capita a causa del suo innato spirito di generosità.

Con il possibile arrivo di Depay, Griezmann avrà competizione per il ruolo di nueve; con quello di Eric Garcia, si ristabilirà il numero di difensori arruolatili, posto che Umtiti ormai non rientrano più nei piani del club da molto tempo.

  •   
  •  
  •  
  •