Champions League, martedì dai due volti per Inter e Atalanta

Pubblicato il autore: Mattia Dalmazio Segui

Serata  un pò così per l’Inter, Conte è fiducioso e ha avuto buone sensazioni per pensare ad un Inter migliore ma l’Inter deve essere migliore non può essere l’Inter che abbiamo visto a Kiev perché il pareggio per 0-0 è un risultato che non esiste  con una differenza importante tra i nerazzurri e gli ucraini (che avevano battuto all’esordio al Real Madrid) anche se la Champions League come ci ha insegnato negli ultimi anni  è diventata un torneo imprevedibile, complicando (e non poco) la difficoltà delle grandi squadre europee nell’affrontare squadre da seconda o da terza fascia. Se la mettiamo dal punto di vista degli episodi l’Inter avrebbe meritato di vincere per le due traverse colpite da Barella e da Lukaku e dall’occasione clamorosa sciupata da Lautaro Martinez ma nel secondo tempo la squadra di Conte è sparita, il tecnico salentino ha ritardato le sostituzioni ma non si può vivere di rimpianti. Conte ha avuto una rosa molto importante ed extralarge  anche per pescare da quella rosa nei momenti di necessità o di difficoltà e soprattutto per dare all’Inter un gioco che al momento non c’è. 
L’Atalanta ha recuperato brillantemente la partita contro l’Ajax grazie alla doppietta di Duvan Zapata, la squadra olandese aveva dimostrato nel primo tempo di avere una squadra molto organizzata negli ultimi 30 metri, la squadra di Ten Hag è andata sul doppio vantaggio ma la partita di Bergamo è stata sicuramente la partita delle non difese, degli errori sia da una parte che dall’altra. L’Atalanta ha incassato nelle ultime 3 partite ufficiali (tra campionato e Champions League) nove goal che sono tanti ed è evidente che ci siano dei problemi ma è altrettanto  evidente che il pareggio vale come se fossero 3 punti perché tiene l’Ajax a debita distanza , il match di ieri sera sintetizza l’ottimo stato di forma di Duvan Zapata e mette l’Atalanta in una condizione di ottimismo per poter pensare alla qualificazione

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  A testa alta Diego, sempre! Lettera aperta a Maradona