FC Barcelona – A Getafe (ore 21:00) con qualche dubbio di formazione

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Inizia questa notte al Coliseum di Getafe il primo di una serie di incontri ostici e ingannevoli per il Barça che lo vedranno in 12 giorni affrontare il Getafe, il Ferencvaros in Champions, il Madrid nel Clásico di andata al Camp Nou e la Juventus in Champions. Tutto ristretto e concentrato in una manciata di giorni. 17, 20, 24 e 28 ottobre. Chiamatelo Tourmalet, Alpe d’Huez, concorso a ostacoli, Grande Slam o scalata dei quattordici 8000, ma questo programma che affronta da oggi la formazione blaugrana è realmente ricco di insidie e ostacoli. Come quello di oggi. Il Getafe, squadra di Madrid brutta e scorbutica, fallosa e catenacciara, capace di farsi tirare contro per 20 volte e vincere uno a zero con un unico micidiale contropiede, è uno di questi ostacoli: uno scoglio semi affiorante che difficilmente scorgi dalla barca se non sei perfettamente concentrato e non conosci a menadito lo specchio di mare nel quale stai navigando. Tagliente come una roccia nascosta, infido come una secca invisibile che ti abbranca con la sua massa sabbiosa e ti afferra, ti abbraccia, ti trattiene fino a non farti più muovere. Il Getafe di Bordalás è tutto questo. Ne sa qualcosa l’Ajax di Sergino Dest, eliminato nella scorsa stagione di Europa League proprio dalla formazione madrilena.
Questa notte Koeman dovrà anche pesare la fatica dei suoi ragazzi che hanno viaggiato per l’Europa e il globo con le rispettive nazionali. Tra i più affaticati ci sono certamente Messi, impegnato con l’Argentina in una doppia sfida complicata con Ecuador e Bolivia, sopratutto quest’ultima visto che si è giocato ai 3600 metri d’altitudine di La Paz, e Coutinho, che con la verdeoro ha partecipato al banchetto contro Bolivia, ma in Brasile, e Perù.
Fino ad ora Leo ha partecipato a tutte le gare disputate in questo inizio di stagione e nella precedente dal dopo confinamento. Meriterebbe dunque un po’ di riposo anche per non iniziare a caricarlo di minuti sulle gambe, tanto più adesso che arrivano una serie di gare ravvicinate di differente impegno mentale e fisico. Dunque, nella prima delle tappe di questo programma di gare in successione, l’entrenador blaugrana potrebbe iniziare a pensare a mettere in pratica qualche rotazione nell’undici che scenderà in campo.
Già detto di Messi, anche Busquets è uno dei giocatori su cui si accentrano le attenzioni degli osservatori. Avrebbe dovuto perdere protagonismo in minutaggio in questa stagione (a livello funzionale lo ha perso indubbiamente), ma ha sempre giocato in questo inizio di campionato. Lui potrebbe essere uno dei candidati a un po’ di riposo nel doppio pivote. Non fosse che Pjanic, uscito al 32′ del primo tempo nella partita di mercoledì scorso contro la Polonia della Uefa Nations League, per un problema alla schiena, potrebbe non essere arruolatile per la disputa della gara. Ancora non si sa quanto potrà essere impattante l’infortunio sui prossimi impegni del giocatore. In questo caso, salvo inventarsi soluzioni mai provate in una gara ufficiale fino ad ora, come Alena o Riqui insieme a De Jong, il buon Busi dovrà essere per forza della partita. Se Koeman non potrà fare affidamento su di lui, il bosniaco farà comunque parte del gruppo che oggi parteciperà alla sfida del Coliseum.
In difesa, sul laterale sinistro, Dest prenderà il posto con tutta probabilità dell’infortunato Jordi. Per lui sarà la prima da titolare con la maglia blaugrana in una sfida complicata contro un avversario scorbutico. La garanzia per Ronald – Rambo – Koeman è che il giocatore conosce comunque l’avversario odierno, avendolo affrontato nella scorsa stagione in Europa League con l’Ajax. In attacco Grizzy giocherà “a destra con libertà”, come ampiamente ripetuto da Koeman nell’ultima conferenza stampa.  Il francese ora si trova davanti a un bivio. Se vuole ascoltare verso il trionfo deve farlo partendo da quella posizione. A destra con libertà, come dice il nostro Ronald. Spetterà al giocatore utilizzare quella libertà nel migliore dei modi per incidere con il Barça. Tante carte sopra il tavolo per il tecnico del Barça, tante possibilità di scelta, tante incognite. I giocatori non mancano quest’anno. Giovani certo, inesperti forse, ma certamente tutti pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo con il loro entusiasmo. Trincao (anche se per lui potrebbe esserci l’incognita coronavirus essendo stato a contatto con il positivo Ronaldo in Portogallo), Pedri (autore di un recital nella sua gara della sub-21 con la Spagna); e poi il reietto Dembélé, Riqui Puig (al momento in castigo dietro la lavagna). Le risorse non mancano a questo Barça e al suo tecnico. Le alternative nemmeno. E’ sufficiente solo avere giudizio e una preparazione da chimico attento e esperto per effettuare le miscelazioni tra i vari elementi al fine da mettere in campo una squadra forte, equilibrata e che metta sul prato del Coliseum talento, esperienza, ma anche l’esuberanza che deriva dall’imprudenza della gioventù. Genio e sregolatezza; scintilla e giudizio; freddo calcolo e irruenza con un pizzico di eccesso. Queste sono le doti che servono al Barça in questa stagione. A cominciare da questa notte.

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