FC Barcelona – Koeman Pedri e Trincao meglio di Dembélé difensivamente

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

La conferenza stampa di Ronald Koeman, ieri notte a Balaídos, è stata ricca di spunti e titoli regalatici dal tecnico barcelonista. L’allenatore olandese ha parlato dei suoi giocatori (Pedri, Trincao e Dembélé), della squadra e dell’arbitraggio. Da quel gran professionista che è, è sempre stato equilibrato e morigerato nei giudizi e nelle parole.
Tutta la stampa ha notato che nel momento della necessità, durante il secondo tempo, con la squadra sotto sforzo per il fatto di essere rimasta in 10 uomini dalla fine del primo tempo, Ronald ha mandato in campo Pedri e Trincao per alleggerire il carico di fatica dei giocatori offensivi e non Dembélé. In molti si sono chiesti il perché di questa scelta. Era ovvio che questo sarebbe stato uno dei punti dell’approfondimento nel dopo gara. L’allenatore non si è sottratto alle domande e alle sue responsabilità. E’ stato chiaro. E’ un problema di modulo tattico. “Pedri e Trincao, adesso mi danno qualcosa in più di Dembélé a livello difensivo”. Questa è stata la motivazione della scelta. Il Barça stava producendo uno sforzo enorme giocando in 10 contro un avversario, e in un campo, nel quale non vinceva da 6 anni. Anche a livello psicologico non era una situazione facile per la squadra. La formazione blaugrana aveva necessità di fare le due fasi nel migliore dei modi. Attaccare e difendere assieme, uniti, senza dimenticanze o vuoti mentali. Dembélé è un giocatore fulmineo, ma troppo spesso si assenta dal campo a livello di concentrazione e dimentica i compiti affidatigli. In inferiorità numerica, con le energie che iniziavano a vacillare, serviva una squadra unita nei ripiegamenti difensivi. Da questo punto di vista il francese è ancora inaffidabile. Trincao e Pedri, molto più diligenti e professionali. Ciò non vuol dire che, nonostante le voci di mercato, Ousmane sia stato tagliato dal tecnico. Non è detto. Può essere così, ma non necessariamente. La motivazione data dall’allenatore è giustificabile esclusivamente dal punto di vista tattico.
Della squadra, il 4 del Dream Team ha parlato sperticandosi in elogi. Ha rimarcato l’unità di gruppo, l’identità, e la voglia di rivincita che anima questo gruppo dopo la delusione delle passate stagioni. “Nell’intervallo abbiamo cambiato modulo passando al 4-4-1. Abbiamo fatto un gran lavoro” Con uno in meno abbiamo creato le migliori occasioni per segnare (oltre a realizzare due reti più una terza annullata n.d.r.). Come l’abbiamo definita ieri notte, questa squadra è un blocco di diamante stando alla sua durezza e convinzione. Koeman in poco più di un mese ha trasformato una formazione impaurita e bullizzata dagli avversari in una che non teme niente e nessuno, che affronta a testa alta ogni difficoltà e pericolo con la consapevolezza dei forti. Il più grande merito del tecnico è quest’aspetto mentale. Aver trasformato un coniglietto cacciato in un leone spavaldo che da la caccia all’avversario in ogni zona del campo.
Tema arbitraggio. Nel dopo gara Koeman è entrato nel merito del secondo giallo mostrato da Del Cerro Grande, arbitro della provincia di Madrid che viene inviato a arbitrare il Barça in un campo storicamente complicato per la formazione blaugrana. Il verbo “inviare” non è mai stato usato più a puntino che in questa situazione. Koeman si è mostrato sorpreso per il cartellino giallo ammettendo l’esistenza del fallo sì, ma mostrandosi molto dubbioso sulla legittimità dell’ammonizione. “Si può discutere sulla correttezza dell’ammonizione. E’ stata una decisione molto dura. Ma preferisco parlare di come la squadra ha reagito nel campo in inferiorità numerica”. Signori, chapeau! Questo allenatore ha veramente il physique du rôle per essere l’allenatore del FC Barcelona.

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