FC Barcelona – Vittoria a Vigo… nonostante Del Cerro Grande

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Sotto il diluvio di Vigo, in un campo da tregenda per il Barça, in cui non vinceva da sei anni, il Barcelona di Koeman segna tre reti, non ne subisce nessuno e impartisce una lezione di calcio a tutta la Liga.
Il primo tempo del Barcelona è stato perfetto. Quello dell’arbitro, Del Cerro Grande, pessimo. La squadra blaugrana, messa in campo da Koeman con il medesimo once della gara contro il Villareal, ha dato spettacolo in attacco e centrocampo, mostrandosi comunque solida in difesa. Il Barça è sempre più la squadra di Koeman. Nel giro do pochissimo tempo il tecnico olandese è stato in grado di entrare nella testa e nei muscoli dei giocatori, infondendo loro calcio altamente spettacolare, velocità, intensità, gioco di prima. Tutti capitoli che l’ex tecnico degli Orange aveva sviscerato, uno dopo l’altro, nel giorno della sua presentazione come nuovo tecnico blaugrana. Il Barcelona migliora sempre di più, a vista d’occhio, con il passare dei giorni. Ci sono già stati dei netti e visibili passi avanti dalla partita contro il submarino amarillo, già di per se piacevole. In trasferta, elemento foriero di cattive prestazioni da un paio d’anni a questa parte, per di più in uno dei terreni di gioco più avari di soddisfazioni e amari quanto a ricordi e precedenti, il Barça ha danzato sulle punte come se fosse sul palcoscenico del Metropolitan al Lincoln Center. Tutti i giocatori, che oggi facevano esordire la bellissima maglia nera (terza nella storia del club) con nomi, numeri, profili dorati, sono stati superlativi. Su tutti Ansu Fati, autore di una rete fenomenale e Coutinho. Il ragazzo ha stupito ancora una volta con una giocata di gran classe e una rete (la terza nelle prime due giornate) con un tocco di esterno ad anticipare difensore e portiere avversario. Il brasiliano, invece, sembra un altro giocatore da quello passivo e impaurito che aveva giocato con la maglia blaugrana prima del passaggio al Bayern. Adesso è sempre al centro dell’azione, richiede la palla e si propone con una sicurezza quasi mai vista al Barcelona se non nei primi 6 mesi dell’avventura al Camp Nou. Anche questa è una vittoria del tecnico barcelonista. Pessimo, invece, il fischietto della gara. Del Cerro Grande, forse stanco di prendere acqua e vento inutilmente, ha deciso di salire agli onori della cronaca, prendersi la scena per cercare di ottenere la nomination a miglior attore protagonista. Sul finire del primo tempo il fischietto della provincia di Madrid (solo in Liga capita che un arbitro di Madrid arbitri il Barcelona)  ha fatto uscire dal suo cilindro una ammonizione per Lenglet (la seconda) così come avrebbe potuto tirar fuori un coniglio o una lunga fusciacca multicolore. Espulsione per il difensore e Barça in 10 per tutto il secondo tempo. Nomination ottenuta per Del Cerro Grande, così come anche il premio. No, non l’Oscar. Piuttosto il Razzie Award. Koeman non si è addormentato, come avrebbero fatto i suoi due predecessori, attendendo magari l’86’ per effettuare la prima sostituzione. Fuori Griezmann e dentro Araujo. Il modulo è passato dal 4-2-3-1 al 4-4-1.
La ripresa non ha mostrato una squadra blaugrana timorosa, impacciata, fragile mentalmente e impaurita. Al contrario. Quella che è scesa in campo in inferiorità numerica è stato un blocco di granito. Meglio; un diamante inscalfibile. In uno stadio in cui negli ultimi sei anni il Barça non aveva mai visto, il 10 blaugrana è sceso in campo con una forza caratteriale mai vista. Hanno continuato a giocare come se fossero ancora in 11 contro 11. Non solo non si è manifestata la differenza numerica in campo, ma addirittura il Barça ha comandato con autorità, segnando una, due reti (autorete su slalom in area di Messi e Sergi Roberto) e vedendosene annullata un’altra per un fuorigioco millimetrico di Leo. Oltre a questo tanto altro. Pressione a perdifiato a tutto campo, aggressività e cattiveria. Questa è stata una faccia del barca di Koeman finora inedita. Quando c’è stato da battagliare è stata battaglia. Difesa compatta e sicura, con tutti i 10 rimasti che rientravano all’unisono, e quella dose di cattiveria nei contrasti che è sempre mancata negli ultimi anni. Il Barça di Koeman continua a vincere e a stupire ogni gara di più.

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