Il Var Madrid si aggiudica il Clasico grazie all’arbitro

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Il Barça perde il Clásico in casa per tre reti a una nel corso di una gara caratterizzata da uno dei più scandalosi arbitraggi a memoria d’uomo, escludendo forse le scorrerie degli stessi madridisti negli anni 30 e 50, e da chiari errori di confusione della panchina blaugrana.
Un primo tempo in cui Koeman ha sorpreso tutti con alcune scelte imprevedibili alla vigilia. Grizzy in panchina e Pedri titolare. In campo altra sorpresa. Il modulo è sempre lo stesso, ma differenti sono i personaggi all’interno dello spartito preparato dal direttore d’orchestra olandese. Ansu Fati trasloca davanti come nueve, Coutinho va a sinistra e Messi centrale come trequartista. Laterale di destra Dest per affrontare la velocità di Vinicius. A sinistra il rientrante Jordi. A metà campo doble pivote classico: De Jong e Busquets. Ed è proprio il 5 blaugrana che ha commesso un evidente errore in una ripartenza del Madrid. Al 5′ Valverde entra in area invitato da Benzema e realizza la rete del vantaggio. Ma il centrocampista blanco è stato favorito da una mancata chiusura di un lento e scarsamente reattivo Busi. Vantaggio del Madrid sulla coscienza de el de Badia. Il pareggio del Barça è stato quasi immediato. Ansu Fati, primo minorenne a segnare in un clásico, è stato l’autore della rete del pareggio. Messi, da centrocampo, ha aperto sulla fascia sinistra per Jordi. Scatto del blaugrana e perfetto cross al centro dove Ansu ha bruciato Ramos e ha insaccato alla pelle di Curtois. 1-1 dopo 8 minuti. Barça e Madrid (il cui allenatore ha lasciato fuori dall’undici Marcelo per Mendy e Modric, in attacco ha schierato a sorpresa Asensio), hanno continuato a affrontarsi a viso aperto. Il Barça con Messi ha avuto due grandissime occasioni. La prima con una strepitosa parata del numero uno delle merengues che ha salvato il risultato, e nella seconda grazie a un miracolo dell’arbitro Martinez Munuera che ha evitato di condurre un rigore enorme a favore dei blaugrana per fallo di Casemiro du Messi. Arbitro e Var hanno evitato di guardare, voltandosi letteralmente a guardare altrove, per impedire di concedere la massima punizione alla squadra di Koeman. Non solo, ma Casemiro, recentemente ammonito, sarebbe stato espulso. Troppo per Martinez Munuera e tutto il Var; sopratutto per Florentino. A conferma di ciò, del Progetto Var, è giunta nella ripresa il rigore a favore del Real Madrid. Un contrasto Lenglet-Ramos, con il blaugrana che tira la maglia al numero 4 blanco e questo si lancia dalla parte opposta alla quale sarebbe dovuto cadere in un chiaro tuffo nel peggior stile… bombaaaaaaaaaaa!, di quelli che si fanno nel corso dell’estate in occasione delle riunioni con gli amici in giardino a base di coca cola, patatine e risate. Tuttavia al Camp Nou è stato tutto vero. Sotto al corpo di Ramos lanciatosi a peso morto, non c’era l’acqua bensì il prato dell’estasi di Barcelona. Martinez Munuera, dopo aver congiurato con il Var ha concesso la massima punizione. Al 63′ la partita è praticamente finita qui. il Madrid ha giocato in tranquillità, forte del vantaggio, della serenità data dal risultato e dal supporto arbitrale che ha fermato quasi ogni tentativo dei blaugrana di attacco. I blancos hanno giocato sempre con il fallo libero, consci del fatto che Martinez Munuera non avrebbe mai sanzionato le loro scorrettezze. In questo modo per i blaugrana è diventato quasi impossibile cercare di invertire la situazione. Uno dei primi falli fischiati a favore dei catalani, se non il primo del secondo tempo è giunto a 15′ dalla fine. Correva il 75′ quando il fischietto valenciano ha assegnato una punizione per un fallo sulla banda sinistra.
I problemi per il Barça non sono giunti solo dall’arbitro. Non è così semplice. Certo, con un arbitro imparziale, dunque non spagnolo, la partita sarebbe andata diversamente. Il Barça si sarebbe ritrovato in vantaggio sull’avversario sia nel punteggio che nel numero di giocatori in campo, ma devono essere messi in evidenza anche errori interni. Quello del cambio delle posizioni in campo da parte di Koeman è uno di questi. Sparigliare le carte e giocare con i giocatori nelle posizioni diverse dalle solite, dove avevano sempre reso alla perfezione è stato un errore madornale. Puoi anche provare a farlo, anche se il clásico non è la partita per fare esperimenti, ma quando ti accorgi che Coutinho a sinistra non rende e con lui tutta la fase offensiva, torni sui tuoi passi e rimetti le cose apposto. Koeman non lo ha fatto e ha tenuto questo schema posizionale per tutto l’incontro. Errore da allenatore inesperto, da Valverde, da Setién. La squadra inoltre, sin dal primo tempo, è apparsa troppo attendista. Non ha esercitato la pressione alta sugli avversari come aveva invece fatto sino a questa partita. La manovra è stata eccessivamente lenta e macchinosa. I giocatori senza palla statici. Nella ripresa è sembrato inizialmente che le cose fossero leggermente migliorate e che l’azione si fosse sveltita. Ma è stato un fuoco di palla, una pia illusione.
I cambi, inoltre, sono stati un’altra pecca di Rambo Koeman. Busquets, uno dei peggiori in campo nei primi 45′, con a suo carico una marea di palle perse, mancati recuperi e una presenza addirittura irritante tanto era lento e indolente, è rimasto in campo fino all’81’. Anche Pedri, deludente la sua prestazione, è uscito insieme al numero 5. Lo stesso allenatore è stato lento nelle reazioni. Ciò che si era sempre rimproverato a Valverde e Setién era la loro incapacità di leggere le partite e effettuare i cambi troppo tardi, quando la partita era ormai andata, chiusa, finita. Oggi il tecnico olandese è caduto nello stesso errore dei suoi predecessori. I primi cambi, tre, all’81’. Sono entrati Griezmann (per Ansu), Trincao (per Pedri), Dembélé (per Busi). Così facendo, in preda alla disperazione per mancanza di tempo, Koeman ha sconvolto la squadra dal punto di vista tattico presentando uno schieramento in cui tutti attaccavano e nessuno più faceva filtro o difendeva. Un suicidio. Il Madrid aveva davanti una prateria d’erba da percorrere in contropiede che non ha mancato di sfruttare. Los de Zidane hanno così avuto in quei pochi minuti tutte le occasioni che non erano riusciti a mettere insieme nel restante porzione di gara. Neto vi ha messo una pezza finché ha potuto, ma al 90′, nell’ennesimo contropiede, è giunta la rete che ha chiuso l’incontro sul risultato di 3-1 per il Madrid.

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