Le 149 autoreti dell’Emyrne nella partita da Guinness dei Primati

Pubblicato il autore: Filippo Pecoraro Segui

 Il Calcio non è nuovo a episodi di protesta più o meno plateali. Dal calciatore che si fa sotto all’arbitro con tono minaccioso ben sapendo di correre incontro come minimo a un’ammonizione, a quello che esce dal campo maledicendo e insultando il proprio allenatore che ha voluto sostituirlo; da dirigenti che scendono in campo per “convincere” l’arbitro a rivedere una decisione appena presa (come lo sceicco Fahad al-Hamed al-Jaber al-Sabah che nei Mondiali di Spagna del 1982 durante la partita del gruppo 4 tra Francia e Kuwait costrinse l’arbitro sovietico Miroslav Stupar ad annullare la quarta rete francese realizzata da Alain Giresse), ad altri dirigenti che ritirano la propria squadra per un guasto all’impianto illuminante dello stadio (ogni riferimento all’interruzione del quarto di finale di Coppa dei Campioni del 20 Marzo 1991 fra Olympique Marsiglia e Milan da parte di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani per lo spegnimento di poche luci del Vélodrome non è affatto casuale)… non si può dire che agli spettatori e ai tifosi siano mancate le occasioni per divertirsi o indignarsi a causa di decisioni che potrebbero essere definite quanto meno originali.
il 31 Ottobre 2002, però, ogni precedente originalità fu spazzata via da una partita giocata da formazioni sicuramente non internazionali, non famose in tutto il mondo; anzi, con ogni probabilità famose esclusivamente nel campionato del loro paese, il Madagascar. In quel giorno, per l’ultimo incontro del girone finale della THB Champions League, scesero in campo gli ormai matematicamente campioni dell’AS Adema contro gli eterni rivali dello Stade Olympique de l’Emyrne (SOE); i primi si imposero per 149-0, strabiliante risultato entrato di diritto nel Guinness dei Primati. Si parlava di originalità, però, e di protesta; e infatti l’unicità di questa partita non è tanto nel risultato, quanto nel fatto che le 149 reti dell’Adema furono invero altrettante autoreti di calciatori dell’Emyrne. Tutte deliberatamente realizzate.

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Il motivo della protesta dell’Emyrne va ricercato nel pareggio contro i concittadini del DSA Antananarivo maturato nella seconda giornata del girone finale quando, a pochi minuti dalla fine della partita, un rigore molto dubbio fu concesso e realizzato contro il SOE, fissando il risultato finale sul 2-2 e permettendo all’Adema di vincere il suo primo campionato con un turno di anticipo.
Di conseguenza i calciatori e l’allenatore dell’Emyrne, Zaka Be, decisero per una forma di protesta memorabile: quella di non fa toccare, quanto possibile, palla agli avversari dell’Adema, e di segnare quante più possibili autoreti nei 90 minuti a disposizione. Ci riuscirono per 149 volte, senza che l’arbitro Benjamina Razafintsalama ritenesse di intervenire per porre fine alla pantomima del SOE, e sotto gli occhi degli spettatori alcuni del quali organizzarono anche tumulti per ottenere il rimborso del biglietto.

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La reazione dell’FMF, la Federazione Malgascia di Football, fu assai virulenta nei confronti di Be, al quale furono comminati 3 anni di qualifica; diversi mesi furono invece inflitti ai calciatori del SOE Mamisoa Razafindrakoto, Maritranirina Andrianiaina, Nicolas Rakotoarimanana e Dominique Rakotonandrasana. In più il Ministero dello Sport del Madagascar provvide alla dissoluzione dell’FMF, poi ricostituita.

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