Pari del Barça contro un buon Sevilla

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Il Barça si ferma al Camp Nou davanti a un bel Sevilla, forte e organizzato e ben schierato in campo. Il Barça ha dato l’immagine meno brillante di questo inizio di campionato, ma davanti aveva veramente una signora squadra. La squadra di Koeman, dopo gli incroci con Villareal e Celta ha affrontato un Sevilla sbarazzino, ben messo in campo e a punteggio pieno in campionato. Un primo tempo equilibrato, aperto, ben giocato. Gli andalusi hanno mostrato subito la loro faccia migliore. Buona disposizione in campo, fraseggio e velocità nel lanciare gli attacchi. Rakitic, da ex, è sceso in campo al Camp Nou per la prima volta con una camiseta non blaugrana dopo molti anni di militanza alla corte di Messi. I sevillisti sono giunti a Barcelona preceduti dalla fama di avere vinto per la sesta volta l’Europa League e di essere stati battuti dal Bayern Monaco solo sul finale di una Supercoppa d’Europa che avrebbero ampiamente meritato di vincere davanti ai campioni d’Europa in carica.
Il Barcelona di Koeman, sceso in campo con il medesimo undici delle prime due partite, con l’unica eccezione di Araujo al posto dello squalificato Lenglet è apparso meno mobile, veloce delle precedenti uscite stagionali. Anche con meno pressione offensiva. Ha pensato forse più a controllare le giocate efficaci e veloci degli avversari in maglia bianca. Altra chiave di lettura del leggero calo di brillantezza dei blaugrana può essere il fatto che questa con il Sevilla giunge appena tre giorni dopo la vittoria corsara a Vigo. In questo breve inizio di stagione due partite in una settimana si fanno certamente sentire sulle gambe e sulla testa dei giocatori.
Le marcature del primo tempo sono giunte entrambe ad inizio gara. Ha aperto le danze la formazione di Lopetegui con il De Jong andaluso all’8′. Nemmeno il tempo di pensare allo svantaggio che il Barça ha subito pareggiato. Rete di Coutinho che ha sfruttato un tocco alla disperata di Navas su lancio di Messi per Jordi per insaccare di prima sotto la traversa.
La ripresa è stata caratterizzata da una crescente stanchezza delle due compagini. Ha retto meglio il Sevilla che ha tenuto palla e fatto la gara per larghi tratti, ma sempre senza creare evidenti pericoli alla porta difesa da Neto. Solo una traversa colpita da Araujo nel tentativo di intervenire su un pallone basso calciato nell’area piccola dall’attacco sevillista. Il Barça, molto giù di forze sopratutto nei due centrocampisti Busquets e De Jong, si è paradossalmente reso molto pericoloso negli ultimi 10 minuti di gara. Prima con Trincao, sul cui tiro l’estremo difensore ospite ha compiuto un grande intervento, poi con Messi, infine con De Jong. Ma il risultato non è mutato fino al triplice fischio dell’arbitro che è stato protagonista di un mancato fischio in area su un intervento ai danni di Messi.
Koeman ha compiuto quattro dei cinque cambi consentiti. C’è stato l’esordio di Dest per Jordi, uscito infortunato dal campo per un problema muscolare. Il ragazzo ha avuto qualche pallone giocabile e si è dimostrato abile nei fondamentali della velocità che nel fraseggio. Le prime due sostituzioni sono state quelle programmate. Pedri e Trincao hanno preso il posto di Ansu e Griezmann. Per il francese un buon primo tempo, ma una seconda non all’altezza, sopratutto per una grande occasione sprecata sotto porta, nella quale gli è mancata forza e lucidità dopo una lunga galoppata. Le seconde due sono interessanti perché hanno comportato un cambio di modulo, il primo da quando Koeman siede sulla panchina del Barça. Pjanic per Coutinho (la sua uscita dal campo si è avvertita per i ritmi crollati all’improvviso e per essere mancante un collante tra i due reparti di centrocampo e attacco) e Dest per Jordi. Il cambio tattico si è avuto con il bosniaco, giacché con il suo ingresso la squadra si è schierata con un 4-4-2. I blaugrana stavano soffrendo eccessivamente in mezzo al campo, con Busi e Frankie a corto di fiato e autori di notevoli errori di misura. Pjanic, entrato al 75′,  ha aggiunto forza e stabilità al reparto insieme a Pedri (il quarto sulla mediana). Con l’ex Juventus sul terreno di gioco la squadra è stata più equilibrata, e non è un caso che proprio dopo il suo ingresso il Barça abbia avuto le migliori occasioni della ripresa.

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