FC Barcelona – Manita contro il Betis con l’incubo difesa

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Manita del Barça in casa contro il Betis. 5-2 con luci, quella accesa da Messi, e ombre, una difesa ballerina degna del miglior corpo di ballo del Metropolitan Opera House di New York.
Messi in panchina è la notizia del pomeriggio. Koeman ha deciso di assegnare un po’ di riposo al minero 10 che finora le aveva giocate tutte. Giusto così in una partita di Liga alla vigilia delle partite con le nazionali dove ci saranno impegnative trasvolate oceaniche per l’argentino. Al posto del diez ha giocato Griezmann, per la prima volta da quando è in maglia blaugrana nella zona di campo prediletta dall’alsaziano. Il giocatore ha risposto presente con una buona attitudine tra le linee del campo. Dai suoi piedi è giunto l’assist che ha portato alla rete dell’uno a zero blaugrana. Azione nata sulla sinistra con De Jong che ha affidato il pallone al 7. Scatto perentorio tra le linee nemiche e palla sulla destra a Dembélé, che entrato in area dal suo lato corto ha puntato l’avversario, fintato il tiro, rientrato sul sinistro e fatto partire un bellissimo e forte tiro indirizzato sotto la traversa che ha colpito e affondato Bravo, uno dei tanti ex della serata nell’equipo betico. Tutto sommato un buon primo tempo quello dei blaugrana. Buono l’inizio, con un gioco veloce e buone verticalizzazioni nonostante l’assenza dell’argentino. E’ mancata la magia che solo lui è in grado di creare, ma la squadra ha eseguito perfettamente lo spartito attribuitogli da Ronald Koeman. Sono subito fioccate le occasioni per il Barcelona, ma la scarsa mira ha impedito la marcatura iniziale. Tre, quattro chiare occasioni nella prima parte del primo tempo di Ansu e Griezmann sono terminate fuori di un niente. Eccessiva ricerca dell’angolino estremo? Semplice scarsa precisione? Comunque sia il Barça ha continuato a mostrare pecche nella finalizzazione. Quando i ritmi stavano iniziando a calare e si iniziavano a immaginare atmosfere vissute a Vitoria e contro la Dinamo Kiev, è giunta la rete del vantaggio grazie alla connessione De Jong, Griezmann, Dembélé. Il Betis, che aveva in precedenza minacciato la difesa catalana, con due grandi potenziali occasioni con due svarioni difensivi dalla parte di Piqué, ha subito il colpo. Il Barça ha continuato a giocare bene e a sbagliare sotto porta. Al 33′ gli errori hanno coinvolto anche un tiro dagli undici metri, un rigore conquistato dalla formazione blaugrana per un fallo di Mandi (ammonito) su Ansu Fati. Per Griezmann è proprio un periodo nero nelle conclusioni in questo inizio di stagione se è vero che ha fallito anche la conclusione dal dischetto. Il tiro del numero 7, debole e non sufficientemente angolato, è stato parato da Claudio Bravo. Sul finire del primo tempo è giunto il pareggio di Sanabria. Contropiede e pareggio del Betis. 1-1 all’intervallo. Nella ripresa Koeman inserisce Messi nel suo undici. Il suo ingresso è illuminante, sconvolgente per i piani del Betis, sconquassante. Si appropria della gara come un bambino del pallone che ha portato al campo nel momento di tornare a casa. Appena il tempo di riprendere a giocare e Leo ha acceso la luce. Prima azione, prima palla in area di rigore. L’argentino si lancia sul pallone, attrae difensore e portiere. Invece di impossessarsi della sfera, il diez salta, fa velo e fa scorrere il pallone per l’area di rigore sgombra di maglie del Betis a favore di Griezmann che insacca a porta vuota la rete del contro sorpasso. Una meraviglia. Pura poesia. Messi incanta ed è decisivo anche quando non tocca il pallone. Se nei primi 45′ il Barça aveva giocato bene, nella ripresa ci si accorge, con Messi in campo, che prima il Barcelona aveva giocato alla luce tenue e fioca delle candele. Con Messi è un altro Barça; un’altra squadra. Con Messi in campo si accende la luce. Lui è il faro del gioco, del calcio. Meglio, lui è Il Gioco del Calcio. Fantasia al potere con il 10 blaugrana sul prato del Camp Nou. Sulla scia dell’entusiasmo scatenato dalla velocità frizzante del rosarino il Barça passa ancora. Questa volta su calcio di rigore causato da un fallo di mano sulla linea di Mandi per parare letteralmente una conclusione a colpo sicuro di Ousmane Dembélé. Seconda ammonizione per Mandi e conseguente espulsione. Sul dischetto Leo Messi, che non si fatto irretire dall’ex compagno di squadra e ha calciato la palla laddove nessun portiere sarebbe mai potuto arrivare. In alto, sotto la traversa, alla sinistra dell’estremo difensore. Sul 3-1 e in superiorità numerica il Barça ha iniziato a imbarcare acqua in difesa. Una fragilità difensiva impressionante, imbarazzante, agghiacciante. Davanti devastante, dietro estremamente fragile. Sembra di vedere una difesa di bambini davanti a giocatori più grandi di età. Questo è l’aspetto più preoccupante di questa squadra. Il Betis, pur in inferiorità numerica, è riuscito a andare in rete con una facilità assoluta, quasi disarmante. Squadra messa molto male in campo nella fase difensiva, con tutti i giocatori in maglia blaugrana ammassati in maniera scriteriata sulla destra e tutto lo spazio del mondo al centro e a sinistra del terreno di gioco. Il Betis ha quindi accorciato le distanze al 73′. Nonostante la fragilità difensiva, non solo nelle azioni manovrate ma anche nelle palle da fermo, il Barça, sfruttando anche l’uomo in più e la verve speciale del suo uomo faro, è riuscito a segnare ancora e a rimettere le giuste distanze nel risultato tra le due squadre. Prima Messi (doppietta per lui) su azione con un destro micidiale a spaccare la porta all’82’ e poi Pedri al 90′ hanno tranquillizzato gli umori dei barcelonisti portando a casa una partita con 5 reti che da fiducia a Messi e a tutto l’ambiente. Ci sono ancora molti problemi in chiave difensiva su cui si dovrà lavorare. Per adesso barra avanti, randa, fiocco e spinnaker issato e prua in direzione della vetta della classifica.

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