Monza, Boateng e la lotta al razzismo: “Non sono mai stato sostenuto da un collega bianco”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

L’ex attaccante di Milan e Barcellona, Kevin Prince Boateng, è sempre stato in prima linea alla lotta al razzismo e nessuno può negare il suo impegno nel combattere questo fenomeno sgradevole, sia in campo che fuori. Il ghanese però è rimasto deluso dall’atteggiamento di tanti suoi colleghi, i quali non lo avrebbero aiutato in questa battaglia. Intervistato da Il Corriere della Sera, Boateng ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito a una vicenda che risale al 3 gennaio di otto anni fa, ovvero il triste episodio di razzismo nei suoi riguardi durante un’amichevole tra il Milan e la Pro Patria:

“Quei fatti mi provocarono una ferita dolorosa. Avevo fatto tanti sacrifici per giocare in una delle squadre più forti del mondo. Pensavo di essermi messo alle spalle le giornate buie vissute da bambino. Basta, non potevo più accettare comportamenti del genere”.

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SITUAZIONE PEGGIORATA – “Forse è anche peggiorato. Guardiamo a cosa succede nel mondo, all’uccisione di George Floyd. Ammazzano la gente davanti alle telecamere, anche per futili motivi

NESSUN AIUTO – “Nessun bianco mi ha mai detto di volermi sostenere in questa battaglia. Qualcuno si astiene per paura, altri perché ritengono sia più vantaggioso non esporsi in una vicenda che non li riguarda. Comandano i bianchi: se alzassero la voce, saremmo più ascoltati”. 

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