Paolo Rossi, una vita in rete

Pubblicato il autore: antonio gentile Segui

Le storie nel calcio non hanno mai fine così come quelle degli uomini, mettendo in evidenza pagine indimenticabili di una vita calcistica. Una di queste è sicuramente quella oggi di Paolo Rossi scomparso a 64 anni. Lascia un vuoto enorme a tutti, nella memoria delle imprese nel Mondiale di Spagna ’82.

Rossi è partito da lontano, con alti e bassi causa di infortuni, giungendo alla rinascita nel Vicenza a suon di goal. Ma dalle gioie ci sono anche periodi di amarezze come a Perugia dove il giocatore rimase coinvolto nello scandalo del calcio scommesse, uscendone distrutto. Gli addetti ai lavori lo vedevano come un talento verso il viale del tramonto. Nulla di più sbagliato.

La storia di Paolo era davanti a lui. Dopo aver superato il periodo buio di Perugia passa alla Juventus con un ingaggio mostruoso. Il primo a credere in Paolo fu il suo maestro di vita Enzo Bearzot, che lo volle fortemente ai Mondiali con critiche che avanzavano sempre di più su una Nazionale non convincente.

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L’Italia fece il botto con l‘Argentina, insieme ad un giovane Maradona  irruento. Rossi suonò la carica con il Brasile calando un tris di goal contro campioni del calibro di Socrates e Zico. Successo sulla Polonia con un 2-0 per raggiungere la finale contro la Germania, dove fu suo il primo goal fino ad arrivare alla gioia incontenibile di un Tardelli. Rossi entrava nella storia, guadagnandosi il soprannome di Pablito Re di Spagna.

L’Italia intera andò esaltandosi con il ritorno dei suoi eroi conquistando quella coppa tanto ambita, ma sfumata a Messico ’70 sotto il talento di un grande Pelè. Capocannoniere al Mondiale ricevette anche il Pallone d’oro dando più prestigio al suo Palmares.  Le luci si spensero col tempo. La carriera di Rossi si spostò a Milano, sponda rossonera prima di finire al Verona e poi diventando commentatore tv. Le immagini di Paolo Rossi attraversano il tempo mentre sullo sfondo rimane la voce di Nando Martellini Campioni del Mondo“.

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