Waterloo per il Barça. Perde a Cadice e dice addio alla Liga a dicembre

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Debacle waterloniana del Barça a Cadice. Perde 2-1 una gara imperdibile grazie a due errori difensivi da squadra neopromossa senza alcuna esperienza del calcio professionistico. Con questo risultato il Barcelona dice addio alla Liga già ai primi di dicembre e si appresta a affrontare un campionato che sarà lungo, duro, pieno di polemiche fratricide e interne, e stancante, smembrante e snervante. Oggi a Can Barça tutti vorrebbero trovarsi a poche giornate dalla fine della stagione, non al suo inizio.
Un Cadice ordinato e roccioso in difesa, unito a un Barcelona irregolare, con molti errori negli appoggi ha dato vita a una partita complicata per la formazione blaugrana, che ha tenuto il possesso del pallone, ma senza creare chiare occasioni da rete. Il Cadice, viceversa, non avendo quasi mai avuto il possesso della palla, è riuscito a passare in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Azione contestata dai blaugrana, oggi con la terza maglia, nera e oro, per una chiara trattenuta su Mingueza che ha fatto crollare a terra il difensore, poi rialzatosi. La successiva giocata della sfera, di testa, è stata mancante di coordinazione proprio per quel fallo subito e la precipitazione nel recuperare la posizione verticale. Sul successsivo colpo di testa del centrale, infirizzato verso la propria porta, Ter Stegen è riuscito a intervenire parzialmente solo per evitare l’autorete. Sul tocco debole e laterale è intervenuto Alvaro Gimenez, precedentemente sfuggito al controllo di Dest, che ha definito in rete. Era l’8′. Il Barça ha provato a fare breccia nella retroguardia dei padroni di casa, sempre tranquilla, ben posizionata e sparagnina, ma senza trovare la verve e lo spunto. La manovra del Barça è stata sempre troppo prevedibile e lenta, mancante di dinamicità, verticalità, giocate di prima e fantasia. Male le prestazioni di Busquets, eccessivamente lento e macchinoso, Coutinho, falloso nel senso tennistico del termine, e inconcludente e Jordi, anche lui molto, troppo impreciso negli appoggi. Gli altri non hanno certo brillato, tutti coinvolti in un tepore generale inspiegabile. La maggior parte delle azioni offensive si sono avolte sulla fascia sinistra, ignorando colpevolmente la destra occupata da Dest.
Nella ripresa la situazione è migliorata immediatamente con i cambi realizzati da Koeman. Pedri e Dembélé hanno preso il posto di Mingueza e Coutinho. De Jong è retrocesso nella posizione di centrale difensivo. La mossa ha dato subito i benefici sperati. Maggiore velocità e verticalità immediata con un gioco improvvisamente di prima. Pedri è stata la scintilla che ha acceso la luce nelle nebbie del primo tempo barcelonista, sempre all’attacco ma in maniera sterile. Così si è giunti alla rete del pareggio. Azione sulla sinistra, Jordi, liberato al cross lungo la linea di fondo in area di rigore ha messo in mezzo, ma il suo pallone è stato deviato nella propria porta da un difensore del Cadice. Il ritrovato pareggio, nelle immediate vicinanze della ripresa del secondo tempo ha dato ancora più vigore alla fede blaugrana nel raggiungimento della rete della vittoria.
Ma l’errore era dietro l’angolo e si annidava all’interno di un frutto che sembrava di una succulenta bontà. Sugli sviluppi di una rimessa laterale in zona difensiva sulla sinistra, Jordi ha affidato il pallone a Lenglet che non è riuscito a stoppare il pallone, forse sorpreso dal retropassaggio del compagno. Sul buco creatosi in area di rigore ha provato a mettere una pezza Ter Stegen, ma prima del portiere è riuscito a intervenire Negredo, da poco entrato in campo, che ha evitato la scivolata disperata di De Jong e ha spinto il pallone nella porta sguarnita. Incredibile, inconcepibile, inammissibile. Un errore e una rete subita che forse, ma non è nemmeno certo, si può incassare nel campetto sotto casa dopo una lunga giornata di faticoso studio e tutti i protagonisti sono stanchi mentalmente. Non certamente in un campionato professionistico, in Liga e dal Barcelona. La rete subita al 63′ ha nuovamente dinamitato il Barça. La manovra ne ha risentito e si è rivista una parte della squadra inconcludente e sfilacciata della prima frazione di gioco. Il Cadice non ha mutato di una virgola il suo atteggiamento. Estremamente difensivo lo era sullo zero e zero e così ha continuato per tutta la gara. Il Barça ha operato le sostituzioni di Trincao per Dest e di Pjanic per un lentissimo e imbarazzante Busi. Un lento per un lento. Pjanic non ha svceltito la manovra, se era questa l’intenzione di Koeman. Certamente avrebbe fatto meglio Alena al suo posto o anche Riqui Puig. La formazione blaugrana non è certo mancata di volontà. Ha continuato a insistere andando alla conclusione più volte, ma Ledesma, l’estremo difensore del Cadice, ha parato tutto quello che ha potuto. Laddove non è arrivato lui, sono riusciti i suoi compagni di squadra in ogni modo. La partita è finita con la formazione blaugrana inutilmente proiettata in avanti alla ricerca della rete. Una dimostrazione di impietosa e maestosa impotenza contro un avversario che ha trascorso tutta la sua gara nella propria area di rigore che, alla fine, ha vinto con nemmeno un tiro in porta.

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