Barella a Linea Diletta: “I miei gol più belli contro il Cagliari. Lukaku leader, Chiellini la mamma di tutti in Nazionale”

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

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Il centrocampista dell’Inter Barella si racconta a Linea Diletta: le parole del centrocampista e il video dell’intervista andata in onda su Dazn. Nella nuova puntata di Linea Diletta disponibile da oggi in piattaforma, Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter, dimostra ai microfoni di DAZN la stessa sicurezza che ha sul campo.  Del resto è proprio grazie alla sua leadership se durante l’esperienza cagliaritana ha infranto tutti i record diventando il più giovane capitano della storia rossoblù. Ma Nicolò Barella non si monta la testa e resta focalizzato sugli obiettivi che vuole raggiungere con due maglie diverse: quella dell’Inter e quella della Nazionale che ha avuto già l’onore di vestire e che gli ha permesso di confrontarsi con i giocatori che ammira come Chiellini, che per il suo senso di protezione verso i compagni ha rinominato “mamma”.

Durante l’intervista, Nicolò parla anche del suo attuale allenatore, Antonio Conte, con cui lavora ogni giorno per imparare a “scegliere i momenti” e domare la sua energia per sfruttare al meglio sul campo. Dalla sua parte può contare anche su Romelu Lukaku , il bomber dell’Inter del quale ammira la prestanza fisica e la grandezza d’animo. Spazio anche per parlare della vita privata del campione che cerca di accontentare tutti, anche quei tifosi che chiedono una squadra di “11 Barella”: per il momento è a quota tre, con l’ultima figlia che sta per arrivare. Calcio, basket o danza non importa: il giovane calciatore si dice pronto ad assecondare ogni desideri delle sue ragazze! Le parole di Barella riportate sono estratti dalla seconda puntata della nuova stagione di “Linea Diletta” disponibile su DAZN.

Guarda l’intervista completa a Barella nella seconda puntata di “Linea Diletta

Nicolò Barella, prima di diventare un giocatore dell’Inter, ha giocato nel Cagliari sua città natale e ci racconta un anedotto sul suo soprannome “Radiolina”;

“Il soprannome ‘radiolina’ me lo diedero i ‘vecchi’ del Cagliari come Cossu, Sau e gli altri perché quando ero arrivato in Prima Squadra, giovanissimo, non parlavo mai, mentre quando ho iniziato a giocare mi accusavano di non riuscire più a stare zitto, dicevano che ero diventato una ‘radiolina’ e che mi preferivano taciturno come ero prima “

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Sempre stato un giocatore metodico, ordinato da quando è in nerazzurro e l’impatto di Conte su di lui è stato fondamentale:

” Il Mister mi ha aiutato molto. Prima ero più spirito libero, ora il Mister mi ha dato tante nozioni e mi ha aiutato ad essere più ordinato, a scegliere i momenti e giocando con i grandi campioni, studiandoli in campo, riesco a prendere le parti migliori e farle mie.”

I Primi calci Barella li ha tirati all’età di 3 anni alla Scuola calcio ” Gigi Riva” ex calciatore e figura molto importante per il centrocampista nerazzurro:

“Ho iniziato a giocare a calcio a tre anni e mezzo. Mia madre mi ha raccontato che gli allenatori le dicevano di portarmi al campo e che tanto avrei passato il tempo lì a fare i mucchi di sabbia, invece stavo già sempre attento, ascoltavo i mister con attenzione: da lì mio padre ha capito che c ‘ era qualcosa. Quando ero adolescente mi sono reso conto che ero un po ‘più bravino degli altri e forse potevo ambire a fare qualcosa. Gigi Riva l’ho conosciuto a 17 anni. Mi avevano invitato all’anniversario della scuola calcio di cui lui è presidente onorario, stavo giocando con i bambini, hanno detto ” Arriva Gigi Riva” ed io come un bambino l’ho cercato e abbiamo iniziato a parlare. Mi ricordo che mi fece i complimenti, ha detto che mi seguiva sempre e quando ero piccolo avevo sempre qualcosa in più degli altri, mi fece piacere.”

Guarda l’intervista completa a Barella nella seconda puntata di “Linea Diletta”

Cuore Sardo dall’esordio insieme a Gianfranco Zola fino ad indossare la fascia da capitano del suo Cagliari, il più giovane nella storia del club:
“Gianfranco Zola è stato mio allenatore, il primo che mi ha fatto esordire, in un Parma-Cagliari di Coppa Italia: gli devo tanto. Zola è la persona più umile che abbia mai conosciuto nel mondo del calcio: questo mi ha fatto capire che c’è l’umiltà alla base dei successi anche dei più grandi campioni. Lui è un maestro ”.“Indossare la fascia di capitano del Cagliari è stata la mia più grossa soddisfazione. Sono diventato il più giovane capitano della storia rossoblù: mi sentivo quasi invincibile ”.

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Un mix di emozioni nella sua vita da calciatore: dall’Europa League solo sfiorata con l’Inter fino al gol più bello proprio contro la sua ex squadra:

“Questa è stata, fino ad ora, la più grande delusione da quando gioco a calcio. Preferirei la prossima volta alzare la coppa invece che lasciarla la. Penso a quanto tempo siamo stati in Germania, in ritiro, lontani dalle nostre famiglie: ce la saremmo meritata. Incredibile che i gol che più ho fatto in Serie A siano stati contro il Cagliari. È stato strano segnare contro il Cagliari: ero contento, ma dispiaciuto, mi sono emozionato. Mi spiace che qualcuno abbia insinuato che ho gioito: qualcuno vede del male in ogni cosa e mi è dispiaciuto per i miei famigliari ”.

L’idolo, però, d’infanzia è Dejan Stankovic centrocampista ex Inter dalla quale Barella ha preso tanto:

“Dejan Stankovic è un numero 1! I suoi gol riempivano gli occhi, ma il suo atteggiamento da leader in campo, anche senza parlare, era clamoroso. Vedere San Siro che impazziva per lui era emozionante anche solo dalla tv ”.

Lukaku definito lo Shaquille O’Neal del calcio: strapotere fisico ma soprattutto leader in campo grazie all’ottimo rapporto che ha con i suoi compagni:

“Lukaku ha una potenza fisica alla Shaquille O’Neal: nessuno riesce a spostarlo nemmeno in allenamento, servono tre giocatori per bloccarlo. Romi è un grande leader: riesce ad avere una buona parola per tutti, ha un buon rapporto con tutti e poi in campo è determinante come nessun altro. Quando è arrivato è stato incredibile: parlava già italiano! Però per lui dev’essere facile: sa tutte le lingue del mondo! È fortissimo “

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Guarda l’intervista completa a Barella nella seconda puntata di “Linea Diletta”

Il sogno di tutti i calciatori è la Nazionale e Barella deve molto a Mancini che lo ha lanciato in azzurro:

“La Nazionale è il sogno di qualsiasi calciatore: sono molto orgoglioso di esserci arrivato così giovane. Devo tanto al ct Mancini, che ha creduto in me già quando ero a Cagliari. Mancini ha creato un grandissimo gruppo e non è mai facile col poco tempo che si ha per la Nazionale ”.

I Grandi coccolano sempre i più giovani e Chiellini è il calciatore che più riesce a trasmettere questa protezione nei confronti dei suoi compagni di squadra:

“C’è un clima bellissimo nel gruppo: Mancio ha lasciato massima tranquillità a tutti, siamo liberi di esprimerci, non ci sono grandi e piccoli, anzi i grandi aiutano i giovani. Chiello è la mamma di tutti noi! Chiellini è più protettivo di un papà: è davvero protettivo come una mamma, ha sempre fatto sentire importanti anche a noi giovani, ci ha trasmesso fiducia ”.

Barella segue molto il calcio femminile: sta creando una sua squadra di calcio dove magari, un domani, militeranno le sue figlie:

“La mia famiglia assolutamente non è una distrazione, anzi, è qualcosa che mi dà ancora più forza per renderli orgogliosi”. “Sì i tifosi cantano ‘Vogliamo 11 Barella’ e io sto mettendo su una squadra di calcio femminile: io seguo il calcio femminile e sarei felice realizzare i loro sogni, nel calcio o nel basket o nella danza … insegnerò loro a dare il 110% in tutto “

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