Pianeta bici: Gianni Bugno chiede più sicurezza per i ciclisti

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

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Il Presidente dell’Associazione Internazionale dei Corridori Gianni Bugno, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista del Consiglio del Ciclismo Professionistico che si svolgerà dal 2 al 3 febbraio prossimi. L’ex campione iridato torna a parlare  del dramma vissuto nel mese d’agosto da Fabio Jakobsen, che durante il giro della Polonia venne scorrettamente spinto verso le transenne dal collega Dylan Groenewegen (pentito dell’errore). In seguito a quell’incidente Dylan venne squalificato per 9 mesi (rientrerà il 7 maggio) e Fabio fini in coma farmacologico,  e che per fortuna adesso sta bene e sta preparando  la nuova stagione.

Dichiarazioni di Gianni Bugno:
Ho letto delle minacce ricevute da Dylan Groenewegen dopo l’incidente al Giro della Polonia  e appreso dalla stampa che è stato posto sotto scorta dalla polizia, che ha temuto il peggio per lui ed i suoi cari. Quanto è accaduto è inammissibile, indegno e indecoroso. Le parole e le azioni hanno un peso, e quelle che sono state rivolte a questo ragazzo sono inaccettabili.
Il dito va puntato contro le transenne pericolose che hanno determinato la gravità della caduta, in cui a riportare le conseguenze più gravi è stato Jakobsen. Il corridore Groenewegwn ha commesso un errore in corsa che ha pagato a caro prezzo, anzi ad oggi è l’unico che ha pagato per quanto accaduto sul traguardo di Katowice. Detto questo, auspico che le polemiche appartengano al passato e che una volta scontata la squalifica, tutto il gruppo lo riaccolga con amicizia e comprensione.

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Consiglio del Ciclismo Professionistico (CPA):
Il Cpa ha sollecitato più volte all’UCI sanzioni esemplari per gli organizzatori che hanno dimostrato una evidente carenza organizzativa, ma fino ad ora Dylan resta l’unico colpevole. La sicurezza in gara dei corridori è uno dei temi chiave che nei prossimi giorni verrà dibattuto nel meeting che riunirà tutte le componenti del mondo del ciclismo della massima categoria. Dopo le proposte avanzate nei vari gruppi di lavoro riunitisi tra ottobre e dicembre 2020, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.

Richieste del Presidente Bugno:
Il primo punto della nostra lista di cose, che auspichiamo vivamente diventino operative al più presto, riguarda le barriere che devono essere omologate e certificate e devono costituire una protezione per gli atleti, che presi dalla foga dell’agonismo possono anche sbagliare, come è successo purtroppo a Dylan Groenewegen  il 5 agosto dello scorso anno.
Come movimento dobbiamo fare tutto quanto è possibile per assicurare la sicurezza delle manifestazioni e dei loro attori principali. E’ nostro dovere evitare il dolore fisico e mentale che hanno vissuto, e che stanno vivendo ancora, Fabio, Dylan e tanti altri ciclisti e cicliste, anche delle categorie minori.

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Fonte: INBICI  news24.

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