Short Track: intervista ad Arianna Fontana (2ª parte)

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Tempo di lettura: 2 minuti e 30 secondi.

Con i Mondiali di Dordrecht alle porte (5-6-7 marzo), la pluricampionessa Arianna Fontana continua con impegno e serietà la preparazione verso il titolo Iridato.

Quanto è importante per lei la famiglia?
Arianna: La mia famiglia è tutto, infatti per me il primo Lockdown è stato sia difficile che bello, perchè se da una parte ero separata da mio marito e dalla mia famiglia negli Usa, dall’altra ho avuto modo e tempo di stare con i miei in Italia, il che non accadeva da anni.

Zeus è un ottimo compagno di allenamenti?
Arianna: Zeus è un ottimo compagno in tutto direi, perchè tornare a casa e trovare questo cucciolo di 70 kg che scodinzola, non ha prezzo. Riguardo agli allenamenti bhe, è un puro sprinter che dopo qualche scatto deve fermarsi per un Power nap (ricaricarsi), e alcune volte gli faccio compagnia.

Vede ancora tutto nero o tutto bianco, oppure il Coronavirus le ha fatto rivalutare il colore verde, che simboleggia l’armonia?
Arianna: Per me su certe cose è e sarà sempre nero o bianco, per esempio vuoi vincere oppure no? Su altre certo che si, ma in realtà il virus mi ha reso più selettiva.

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Lo sport insegna che uniti si vince, cosi come quando lei vince una medaglia in giro per il Mondo lo fa per un’ intera nazione. Secondo lei perchè i nostri governanti non riescono ad essere coesi nemmeno sul tema della salute?
Arianna: Ovviamente sono frustrata per il fatto che i nostri politici non riescono a muoversi più velocemente. I ritardi sono dovuti agli interessi personali, e se volessero sul serio aiutare l’Italia, le imprese e le persone che possiedono le attività, farebbero dei loro elettori la priorità. Cosi come nel settore della medicina, dell’istruzione e dello sport, dove in quest’ultimo campo abbiamo rischiato di fare le Olimpiadi da indipendenti. Guardo cosa sta succedendo nel mio bel paese da Budapest e mi si stringe il cuore. Il popolo italiano merita di meglio.

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Sono migliorati i rapporti con le persone che la ostacolavano negli allenamenti?
Arianna: Chi poteva sistemare la situazione se ne è  lavato le mani quando mi sono trasferita a Budapest, e quindi no. Sono andata in Ungheria proprio per potermi allenare in sicurezza e nel migliore dei modi. Sin da subito, con la squadra magiara, ho trovato un ambiente positivo, collaborativo e tutti con la fame di vincere e migliorare, ed è quello che serve per restare ad alti livelli.

Cosa si aspetta dai Mondiali e dalle prossime Olimpiadi?
Arianna: l’inaspettato.

Arriverà fino a Cortina 2026?
Arianna: Farò tutto ciò che potrò per essere al 110% a Pechino, e dopo di che valuterò la situazione.

Dove si immagina di vivere nel prossimo futuro?
Arianna: Non importa dove sarò, perchè ho famiglia ed amici nel Mondo, e troverò sempre il modo di tornare nella mia Italia.

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Che ricordo ha della compianta Lara van Ruijven?
Arianna: Purtroppo non ho avuto modo di conoscerla a fondo, ma so per certo che era una guerriera dal grande cuore, e nelle gare era aggressiva ma mai scorretta. Una volta fuori dalla pista aveva sempre il sorriso sul volto, e quando ti era vicino trasmetteva sempre tanta energia positiva.

Un augurio che le piacerebbe fare agli italiani?
Arianna: Auguro salute e gioia, non perdete mai la speranza e tenetevi sempre strette le persone care, perchè con il loro amore potrete superare anche la più difficile sfida e avversità della vita.

Grazie Arianna ed un grandissimo in bocca al lupo per gli ormai imminenti Mondiali olandesi.

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