Short Track: intervista ad Arianna Fontana prima dei Mondiali (1ª parte)

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

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Ad un mese e poco più dai Mondiali di Dordrecht in Olanda (5/7 marzo), l’atleta azzurra è in piena preparazione per raggiungere un altro traguardo importante della sua brillante carriera. Arianna Fontana non ha bisogno di presentazioni perchè tutti sanno quello che ha fatto per l’Italia nello Short-track, e dopo l’ultimo Europeo da spettatrice per sua saggia decisione, sta svolgendo l’ultima fase degli allenamenti in quel di Budapest per tentare di portare a casa un altro prestigioso trofeo.

Siete pronta per il Mondiale di Dordrecht?
Arianna: Come tanti atleti ho dovuto cambiare e adattare il mio programma di allenamento durante la pandemia, ma nonostante questo mi sento meglio ogni giorno che passa. Ho ancora dei test per accertare che il lavoro che sto facendo funzioni, ma fino ad oggi è andato tutto in crescendo, quindi non vedo l’ora di gareggiare.

A quando risale la sua ultima gara ufficiale?
Arianna: La mia ultima competizione sono stati i Campionati Europei del gennaio 2020.

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Avere come tecnico il proprio marito che effetto le fa?
Arianna: Lavorare con lui non è stata una scelta presa alla leggera, in quanto potevamo rischiare il nostro rapporto personale ed il nostro matrimonio, ma fortunatamente abbiamo trovato un ottimo equilibrio, perchè sapendo che le nostre vite private e professionali si sovrappongono, ci siamo ritagliati del tempo ogni giorno, per assicurarci di non essere solo allenatore e atleta.
Dal punto di vista delle prestazioni ottenute, mai scelta fu più indovinata, infatti dopo 5 anni che lavoro con Anthony ed il lavoro fatto con lui negli 8 mesi prima delle Olimpiadi di PyeongChang, mi ha aperto la porta ad un nuovo mondo, portandomi ad un livello impensabile per me. Grazie a lui ho realizzato il sogno di vincere l’Oro Olimpico nei 500 metri.
L’essere partner nella vita, sia professionalmente che privatamente, ha rafforzato il nostro rapporto ed il legame che condividiamo. Se sei abbastanza fortunato da fare ciò che ami nella vita con la persona che sposi, ti assicuro che non c’è niente di più gratificante al mondo.

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Cosa ha imparato dalla Pandemia?
Arianna: Ho imparato a dare valore alle piccole cose, quelle cose che diamo per scontate come le interazioni sociali con i propri famigliari, amici, parenti, compaesani, andare a trovare la nonna, uscire per un sushi con le amiche, andare a bere un caffè al bar e fare una chiacchierata con i presenti.

Qual’è il primo paese dove ritornerebbe, anche da turista, a fine emergenza? E perchè?
Arianna: Onestamente, visto che ora vivo a Budapest per gli allenamenti, non vedo l’ora di tornare a casa nella mia bella Valtellina a godermi parenti ed amici il più che posso.

La sua carriera è piena di successi, cosa le manca per completare l’opera?
Arianna: Diciamo che se vogliamo mettere i puntini sulle i, mi manca il titolo overall dei Campionati Mondiali.

Cosa c’è nella vita di Arianna Fontana oltre allo Short-track? E cosa le piacerebbe fare dopo l’agonismo?
Arianna: Ora come ora, tra un allenamento ed un altro, ci sono dei momenti di relax, qualche serie su Netflix,  e per il resto si lavora sulla programmazione Olimpica e sul come spostarsi da un paese all’altro. Stiamo organizzando la nostra prima battuta a pesca nel mediterraneo, che non vedo l’ora di fare! Vi anticipo, inoltre, una novità nel dirvi che sto preparando un mio canale personale YouTube.

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Molti bambini e bambine la seguono con ammirazione e spirito di emulazione. Quali consigli darebbe loro prima di intraprendere questo sport adrenalinico in cui si raggiungono velocità elevatissime in pochi metri?
Arianna: Il consiglio che do è quello di divertirsi quando si è piccoli, non importa quale sport sia, bisogna divertirsi, e una volta cresciuti ed aver compreso che fare l’atleta è ciò che si vuole dalla vita (senza dimenticare che non si può essere atleti per sempre), affidarsi a delle persone che sappiano guidarti ed aiutarti a raggiungere gli obiettivi.

A domani per la 2ª  parte dell’intervista, e ciao da Arianna Fontana.

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