Ex Lazio, Sebastián Verón: “Ecco perché andai al Manchester United”

Pubblicato il autore: Veronica Pecorilli Segui


Lazio, Sebastián Verón ex centrocampista della S.S.Lazio racconta in un’intervista le motivazioni per le quali la società lo cedette al Manchester United. Juan Sebastián Verón oggi allenatore sportivo e presidente dell’Estudiantes, lo ricordiamo nel 1996-2000 con la maglia biancoceleste, si rivela uno dei maggiori protagonisti. Soprannominato La Brujita (la streghetta) in onore del nomignolo La Bruja (la strega) con cui era noto suo padre Juan Ramón Verón, calciatore centrocampista.

Sebastián Verón interviene ai microfoni di Four Four Two

Il centrocampista biancoceleste interviene a Four Four Two svelando un pò di chiarezza sugli eventi, sul perchè abbandonò la maglia numero 23: “Firmai per il Manchester United perchè avevo un problema con il passaporto in Italia. Perciò pensai che un cambio di scenario sarebbe stato quello che serviva alla mia serenità. Tuttavia l’Inghilterra non era proprio il campionato ideale per me. Non mi ero fatto una bella idea del calcio inglese. Sapevo che la vita nel Regno Unito sarebbe stata molto diversa da quella che ero abituato a vivere. Avevo un modo di fare molto latino. Ma alla fine il club che mi ha accolto è stato straordinario. Difficilmente se ne poteva trovare uno più organizzato di quello all’epoca. C’erano davvero tante persone disposte a darmi una mano”.

L’esperienza con i Red Devils in Inghilterra

Il Brujita prosegue: “Quello che ho vissuto in Inghilterra mi ha aiutato a cambiare idea. Al Manchester ho vissuto grandi annate. Riuscimmo a vincere il titolo di Premier League, che bello. Sono ancora in contatto con molti dei miei ex compagni di squadra. Sento Yorke, Ferdinand, Fortune, Brown e O’Shea. Ricordo anche che non molto tempo fa incontrai i fratelli Neville, Gary e Phil”.

Sebastián Verón: l’amore dei tifosi

Il centrocampista laziale dichiara concludendo: “I tifosi si aspettavano grandi cose da me. Ma c’era un centrocampo veramente impressionante in quella rosa. La società puntò su di me nonostante a disposizione di Ferguson ci fossero dei giocatori pazzeschi”.

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