France Football, top 10 dei “talenti sprecati”: vince un italiano

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui


La rivista francese che assegna il Pallone d’Oro, ovvero “France Football”, ha stilato la classifica dei 10 talenti sprecati nella storia del calcio e ben sei di questi hanno giocato in Italia.
Ma non solo: due sono italiani e uno è addirittura al primo posto, volto noto del nostro calcio degli anni 2000. Andiamo a scoprire una classifica che farà discutere parecchio.

10. Adriano

Per tutti “L’Imperatore”: nei 4 anni all’Inter 74 gol in 177 partite e una vita frenetica a Milano che l’ha più volte messo alla prova. Si ritira a 34 anni, ma dal 2010 non è più stato il talento visto in Brasile.

9. Andy Van der Meyde

Altro interista dal 2003 al 2005, una carriera quasi interamente giocata in Olanda alternando giocate di classe purissima con la tipica esultanza da arciere dopo i suoi gol. All’Everton inizia il declino, a causa di un mix di alcol e droghe che lo ha costretto al ritiro a 33 anni.

8. Nicolas Anelka

13 maglie vestite in tutta la sua carriera, con l’esplosione vera in Inghilterra con Bolton e Chelsea. Alla Juve una meteora che probabilmente era già in declino, ma con troppi eccessi caratteriali. Oltre ai gol, ci si ricorda di lui per la rivolta in Nazionale francese ai Mondiali del 2010 contro il ct Domenech.

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7. Mario Basler

Centrocampista tedesco degli anni ’90 di cui si rimembrano spesso le litigate con i compagni al Bayern Monaco. Un finale di carriera chiuso in Qatar: prometteva tantissimo da giovane, svanito poi nel nulla.

6. Rashidi Yekini

Attaccante nigeriano vincitore del Pallone d’Oro africano nel 1993, ha raggiunto l’apice della carriera con il Vitoria Setubàl in Portogallo. Morto nel 2012 all’età di 48 anni, in circostanze non chiarissime e in mezzo alla povertà, proprio in Nigeria dove era l’idolo nazionale. Ricordato per aver realizzato il primo gol del suo Paese ai Mondiali di USA 1994.

5. Dimitar Berbatov

275 gol nei professionisti non bastano all’attaccante bulgaro per sfuggire alle grinfie di France Football: secondo la rivista francese un talento purissimo, ma poco incline alla fatica e al sacrificio per arrivare in alto. Memorabile la trattativa di mercato nel quale Fiorentina e Juventus se lo contesero, con tanto di documenti pronti da firmare e i dirigenti di entrambe le società ad aspettarlo in aeroporto a Caselle e al Vespucci: lui prese l’aereo e andò a Londra a firmare con il Fulham.

4. Antonio Angelillo

Nel 1957 a vent’anni si trasferisce all’Inter e la stagione successiva segna 33 reti in 33 presenze: nel 1961 crolla l’aura del bomber argentino che incrinò i rapporti con il mitico Helenio Herrera, il mister lo accusava di lasciarsi troppo distrarre dalla vita notturna a Milano. La sua cessione alla Roma, secondo France Football, “ruppe il fuoco sacro”.

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3. Stan Bowles

Leggenda del QPR degli anni ’70, compagno di follie insieme a George Best (lui invece nella top 10 non c’è, valli a capire i francesi). Uno dei mancini dal talento più cristallino della storia del calcio inglese, al Manchester City è tuttora rinomato come uno dei flop più incredibili del football d’Oltremanica.

2. Paul Gascoigne

No, “Gazza” non è incredibilmente al primo posto. In Italia alla Lazio dal 1992 al 1995, l’attaccante inglese è ovviamente ricordato per le sue memorabili perle dentro e fuori dal campo: i gol nel derby alla Roma e quello contro il Pescara, ma anche le ruote bucate ad Aaron Winter e il serpente morto messo in tasca a Di Matteo, senza dimenticare il fischietto attaccato ad un tacchino che fu lasciato libero di scorazzare sul campo di allenamento.
L’alcol e una vita sempre sopra le righe, lo costrinsero al ritiro nel 2005.

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1. Antonio Cassano

France Football incorona proprio il talento di Bari Vecchia, come il re dei “talenti sprecati”. Nel 2001 passa dal Bari alla Roma per 60 miliardi di lire, fedelissima spalla di Francesco Totti e nel 2006 va al Real Madrid per 5 milioni di euro. Da lì in poi, il declino: due grandi stagioni con la Sampdoria non bastano per rialzarsi. Nel 2017 si ritira e cambia idea per tornare in campo al Verona, ma nel giro di qualche giorno durante il ritiro estivo, cambia nuovamente idea e si ritira definitivamente.
“Si può parlare di talento sprecato per chi ha vinto Scudetto, Liga e ha segnato 150 gol? Sì, se si tratta di Antonio Cassano. La sua carriera è stata come un ottovolante”.

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