Poco spazio alle giovani promesse del calcio italiano. Quali sono le possibili motivazioni?

Pubblicato il autore: Montrosset Marc Segui


Come mai in Italia i giovani hanno poco spazio? come mai sempre meno talenti del vivaio esordiscono in Serie A? Sono queste le domande che nel nostro paese, parlando di calcio, ci poniamo spesso. Le motivazioni possono essere diverse ed essere legate a vari fattori. Ma partiamo con ordine.

Questione di mentalità

Il primo aspetto riguarda la strategia che sempre più squadre italiane stanno adoperando negli ultimi anni. Il settore giovanile in ottica prima squadra ha poca importanza per un club italiano. Oramai, per far crescere un club, la dirigenza lavora più sugli  investimenti. Le strategie di mercato sono basate sull’acquistare giocatori fatti e finiti, provenienti dall’estero. I giovani del vivaio italiano che hanno la possibilità di esordire in prima squadra vengono girati in prestito, oppure ceduti direttamente ad altre squadre. In casa Juventus basti pensare ai casi di Manolo Portanova e Moise Kean. Sono sempre più rari infatti casi di giocatori, cresciuti nel settore giovanile che si affermano poi in prima squadra per tanto tempo. Donnarumma e pochi altri sono gli unici ad esserci riusciti. La mentalità italiana è dunque questa, ed è ben lontana dal modo di fare dell’Ajax in Olanda o del Barcellona di alcuni anni fa. Strategia che tuttavia, negli ultimi 2 anni, gli spagnoli stanno rispolverando. Entrambe le squadre puntano infatti tutto sui giovani cresciuti nei rispettivi settori giovanili. Tattica che ha dato i suoi frutti in passato. I blaugrana ai tempi d’oro di Messi, Piqué, Iniesta e Xavi, cresciuti nella cosidetta “masia”, vinsero di tutto. Gli olandesi invece nel 2019, con una squadra composta quasi interamente da ragazzi, cresciuti all’interno delle proprie mura, raggiunsero le semifinali di Champions League, eliminando Real Madrid e Juventus nei turni precedenti.

Questione di puro e semplice talento

Un altro dei motivi per cui i giovani calciatori italiani hanno poco spazio è il seguente. Sono in pochi i giovani veramente pronti a confermarsi per tanto tempo ad alti livelli. È infatti molto grande il gap tra i giovani fenomeni dei top team europei ed i giocatori più rappresentativi dei vivai delle squadre in Seria A. i I top team europei hanno la fortuna di poter beneficiare di ragazzini che da anni si stanno consacrando ad alti livelli, dando prova dell’enorme talento. Basta dare un’occhiata in Spagna. In casa Barcellona giovani cresciuti nella cantera come Ansu Fati e Pedri, entrambi classe 2002 si stanno confermando già assoluti campioni. In Inghilterra invece il Manchester City può fare affidamento su Phil foden classe 2000, mentre il Liverpool sul terzino classe 1998 Trent-Alexander Arnold.

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