Mughini: “L’eliminazione della Juventus? Una tragedia shakespeariana. In società vorrei uno come Moggi”

Pubblicato il autore: Gaetano Masiello Segui

Mughini
Il giornalista e tifoso della Juventus, Giampiero Mughini, ha rilasciato un’ intervista a Radio Bianconera durante il programma radiofonico “Up&Down” in cui è tornato a parlare dell’eliminazione della Juventus in Champions League contro il Porto ricordando anche la figura dell’avvocato Gianni Agnelli, che quest’anno avrebbe compiuto 100 anni.

Mughini tra passato, presente e futuro della Juventus

IL RICORDO DI GIANNI AGNELLI: “Non ho avuto modo di vivere da vicino l’Avvocato, io ho vissuto la Juve di cui lui era l’immagine più prepotente. Era il proprietario della Juventus, il tifoso più acceso, parlava dei calciatori come fossero suoi dipendenti. Era straordinario non solo per lo sport ma anche per la vita pubblica italiana. Era un personaggio internazionale”.

SULL’ELIMINAZIONE DELLA JUVENTUS: “L’eliminazione dalla Champions League è stata una tragedia shakespeariana. Attualmente la Juventus non è una grande squadra, non è colpa di nessuno ma ci sono alcune partite dove fa fatica e si sudano le stette camicie. Il Porto è una bella squadra, ma resta l’eliminazione. La Juventus non può permettersi Haaland e non so se possiamo tenere Ronaldo, 81 milioni di euro in un anno contano. Nessun calciatore cambia il rendimento della squadra”.

SUL FUTURO DELLA SOCIETA’: Del Piero è juventino e lo resterà per sempre ma con lui in società non cambierebbe nulla. Fare il dirigente è diverso, Moggi per esempio non aveva mai giocato a calcio ma è stato il miglior dirigente del calcio italiano. Quando acquistò Ibrahimovic, nessuno lo sapeva. Vorrei uno come Moggi alla Juventus. Paratici aveva fatto bene ai tempi di Marotta, adesso la politica di prendere i giocatori a tasso zero non ha pagato. Rabiot non vale 8 milioni di stipendio”.

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