Cottarelli sul tetto salariale nel calcio: “Si potrebbe considerare”

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini

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Nel mondo del calcio, sempre più in crisi economica, sta prendendo largo l’idea di introdurre un tetto salariale. Dopo il caos generato dalla Superlega, è emerso il problema finanziario delle società, soprattutto quelle più blasonate. La pandemia ha messo in ginocchio le aziende, tra cui anche quelle del mondo del calcio, abituate a non badare a spese. L’economista Carlo Cottarelli è a favore dell’introduzione di un salary cap, stile Nba.  Come succede nel mondo del basket oltreoceano infatti, le squadre hanno un limite per quanto riguarda gli ingaggi, evitando in questo modo di creare superteam a svantaggio di chi ha meno risorse economiche. In collegamento durante una puntata di Sky Calcio Club, Cottarelli ha affermato: “Il calcio non è un mercato normale. Il salary cap si potrebbe considerare. Bisogna tenere sotto controllo anche quello che prendono i procuratori, che è un elemento fondamentale”.

Tetto salariale nel calcio: chi ne beneficerebbe?

Dopo che Superlega e Uefa hanno trovato un “accordo“, è inevitabile che l’introduzione del tetto salariale sia un’ipotesi più che probabile, potendo di conseguenza cambiare le manovre di mercato di molte società. Sarebbe impossibile vedere infatti una circostanza come quella del Psg dell’estate 2017. Con una squadra già super pagata, il presidente Al Khelaifi acquistò Neymar e Mbappé, non di certo due trasferimenti a basso prezzo. Modello da seguire è il Bayern Monaco, che ogni anno ha i conti in regola ma allo stesso tempo riesce a costruire una squadra di alto livello. Indubbiamente il vantaggio maggiore lo avranno le squadre minori, che vedranno ridursi il gap economico dai top club. Ma anche le grandi società potranno beneficiarne, mettendo a posto dei conti sempre più rossi.

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