José Mourinho, un uomo che o si ama o si odia

Pubblicato il autore: Montrosset Marc Segui


Un allenatore ma soprattutto un uomo che o si ama oppure si odia. Potremmo definirlo così José Mourinho.  Un uomo che con il calcio ha avuto e ha tutt’ora tutto a che fare. Lo “special one” è un personaggio unico nel suo genere ma la sua bravura è indiscussa. L’aspetto tattico e la preparazione di qualsiasi partita sono ormai pane quotidiano per lui.
La principale dote del tecnico portoghese è però forse quella di difendere sempre i propri giocatori, anche quando le cose non vanno bene, e di farlo anche a costo di risultare polemicho e “antipatico”. Antipatico ai giornalisti e ai tanti invidiosi.  D’altronde la bacheca del tecnico portoghese parla da sola. 3 volte campione di Spagna con Real Madrid e Barcellona, 3 volte campione di Portogallo con il Porto, 3 volte campione d’Inghilterra con il Chelsea e 2 volte campione d’Italia con l’Inter. A livello europeo l’allenatore portoghese ha poi conquistato 2 volte la Champions League, con Porto e Inter. Le varie coppe nazionali poi sono innumerevoli. A livello personale l’allenatore ha invece vinto 4  volte il titolo di miglior allenatore dell’anno.

Le polemiche e le frecciatine spesso non troppo velate.

José Mourinho ha sempre avuto un carattere molto pungente che lo ha contraddistinto.  Il tecnico portoghese si è dimostrato poi un fenomeno nel riuscire ad utilizzare le conferenze stampa come uno strumento per mettere pressione ai propri avversari… ma anche per togliersi qualche sfizio e per ricordarci a tutti la sua bravura nel fare l’allenatore. “Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e penso di essere speciale.” Fu questa la frase di apertura di Mou nella conferenza di presentazione al Chelsea, dopo aver vinto pochi mesi prima la Champions League con il Porto. Dichiarazione che gli valse il titolo di “special one.” “Credo che l’allenatore dell’Arsenal Arsene Wenger sia un guardone. Ci sono alcune persone, che quando sono a casa, hanno un grande telescopio per vedere cosa accade nelle altre famiglie. Lui parla e parla del Chelsea.”
Saranno sicuramente in molti a ricordarsi anche il gesto delle manette nei confronti dell’arbitro. Le polemiche degli ultimi giorni con l’attuale del tecnico del Manchester United Ole Gunnar Solksjaer ormai non stupiscono dunque neanche più. Nonostante tutto però lo “special one” in molte situazioni è riuscito pure a farci strappare un sorriso. All’Inter si presentò esclamando “io non sono Pirla.” Proprio all’Inter l’all’ora A.D del Catania lo Monaco lo criticò apertamente accusandolo di non essere rispettoso nei confronti degli avversari. Nei giorni seguenti un giornalista gli chiese un parere a riguardo di queste dichiarazioni e la risposta fu molto particolare “Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Gran Prix di Monaco, non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me mi deve pagare. L’Adidas mi paga per parlare di Adidas come sponsor. Non vengo pagato per far pubblicità a Lo Monaco.”
Dunque Tantissime polemiche ma anche un’ ottima capacità oratoria ed in certi casi una discreta simpatia.

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