9 anni nella storia: si conclude così questa impresa bianconera

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

Questi 9 anni entrano nella storia perchè, con questa vittoria dell’Inter in trasferta a Crotone, i bianconeri sono matematicamente fuori dalla lotta scudetto.

Stiamo riuscendo nell’impresa di far cadere un regno”. Commenta così, Antonio Conte, la vittoria della sua Inter in casa del Crotone proprio colui che diede inizio a questo regno, come da lui stesso definito. Un’impresa lunga 9 Interanni, con i bianconeri capaci di riscrivere il record di scudetti consecutivi in Serie A, appartenente al Torino, ad un passo da dominare per un decennio. 9 anni, 108 mesi, 472 settimane, 3282 giorni il tempo trascorso da campioni d’Italia col trono lasciato ai nostri rivali di sempre.

Tutto partito con la società che doveva ripartire, dopo 2 settimi posti consecutivi e dopo la condanna relativa a Calciopoli che ha ridimensionato una squadra. La rinascita Agnelli, 8 Settembre 2011: nuovo stadio (Juventus Stadium successivamente diventato Allianz Stadium) con un nuovo condottiero che passò dalla Serie B alla Serie A nella sua squadra, dove lui è cresciuto e dove lui è sempre stato idolatrato. I senatori bianconeri Buffon, Chiellini con i loro nuovi compagni di reparto Bonucci e Barzagli con la quale costruiranno la famosa BBC: un muro difensivo invalicabile, invidiato da tutta Europa. Pirlo che inventava per gli esterni Lichsteiner e Pepe, coppia d’attacco Vucinic e Matri con l’esplosione di Arturo Vidal.

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Juventus 2.0, Conte out e inizio era Allegri

3 anni di dominio nazionale, non internazionale dove la Juventus si fece notare ma non riuscì a fare il passo decisivo. Scossone societario, Conte si dimette e arriva l’indesiderato Allegri. Nessuno lo voleva, contestazioni a Vinovo con i tifosi contro la società ma primo anno e finale di Champions persa contro il Barcellona dei marziani per 3 a 1 con la Juventus rimasta per molto tempo in partita: tutt’ora, per gli Juventini, resta la squadra più forte di questo periodo vincente.

Fiducia acquistata, Allegri fa incetta di trofei e la squadra muta, cambia forma: sembra lontana quella squadra di Conte fatta da giocatori d’esperienza a giocatori affamati di vittorie. Nuovi arrivi, nuove esplosioni su tutte quella di Pogba colmata con gli arrivi di Tevez, Douglas Costa, Cuadrado, Dani Alves tutti giocatori che entrano nella storia bianconera. Altra finale di Champions, Juve con più esperienza ma alla fine vincono ancori i marziani, questa volta Real Madrid guidato dall’idolo CR7 che annienta la formazione di Allegri.

E alla fine arriva CR7

Ciliegina sulla torta di questi 9 anni: Ronaldo, nel 2018, annuncia l’addio al Real Madrid e grazie ad una strategia vincente guidata da Paratici e conclusa da Agnelli, i bianconeri si aggiudicano per 100mln di euro colui che ha sempre purgato, eliminato, infranto i sogni di vittoria alla Juventus: CR7 è a Torino, il giocatore più forte della nostra epoca. Lentamente però, nonostante le vittorie, qualcosa inizia a rompersi: gli scudetti arrivano ma in Champions la Juventus diventa fragile, battuta dai giovani dell’Ajax.

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Così come è arrivato, Allegri va via in un clima di insoddisfazione, contestazione che parte da Nedved e Paratici che guidano il popolo bianconero alla ricerca del bel gioco ma lui lancia l’allarma ” Non basta CR7, serve una rivoluzione”. Ecco, dunque, Sarri che in prima battuta riesce ad esaltare le qualità bianconere ma a lungo termine perde qualcosa. Subentra la Pandemia, subentrano nuovi ostacoli ma lo scudetto arriva insieme ad un’altra cocente delusione quella che costerà il posto all’allenatore ex Napoli: Juve fuori agli ottavi col Lione, con un sorteggio tutt’altro che difficile. Anche lui, va via in un clima teso e rilascia un’ultima dichiarazione ” Questa squadra è inallenabile”. 2 allenatori, seppur così diversi, lanciano l’allarme.

Esperimento Pirlo, fine di un ciclo

Ultima carta, Agnelli svecchia la rosa: oltre De Ligt, arrivato nell’anno di Sarri, arrivano Chiesa e Kulusveski insieme a Mckennie e Arthur. Inizia il processo di svecchiamento rosa con Agnelli che vuole ricominciare e vuole giocarsi il Jolly: aveva cominciato con un ex calciatore e dunque ci riprova con Andrea Pirlo per tornare, ancora una volta, sul tetto d’Italia e iniziare un nuovo ciclo, un nuovo gioco ma senza riuscirci. Oggi, la Juventus, non è più in corsa scudetto e, cosa più incredibile, deve lottare per entrare in Champions in una rivoluzione tutt’altro che riuscita.

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Il passato non si dimentica, ciò che è stato fatto resta. Bisogna ripartire ancora, magari ancora da Pirlo che, dopo aver fatto un anno di esperienza, potrebbe portare qualche risultato o ripartire da dove ci eravamo lasciati, dal punto in cui si doveva cambiare per non inceppare in questo ( ovvero il 2018) con un allenatore che sa gestire questo ambiente e che più di tutti voleva il bene di questa società Massimiliano Allegri.

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