Le cause del flop della Juventus

Pubblicato il autore: Montrosset Marc Segui


Dopo Calciopoli e dopo la Serie B la Juventus è probabilmente nel suo momento peggiore. A livello di risultati, probabilmente solo Del Neri e Ferrari hanno fatto peggio di Pirlo. A livello di ambizioni e di progetti invece la stagione attuale è sicuramente quella più negativa.  Le aspettative erano sicuramente diverse ad inizio campionato e lo scenario di una Juventus che potesse non qualificarsi per la Champions League era inimmaginabile per qualunque tifoso della vecchia signora. La stagione della Juventus preannuncia la fine definitiva del ciclo bianconero? Probabilmente sì ma cos’è che non ha funzionato quest’anno?

Centrocampo tallone d’achille della squadra da tantissimi anni

Dopo la finale di Berlino del 2015, il centrocampo bianconero si è involuto in maniera costante. Nel 2015 il centrocampo era composto da Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal. Nell’estate di quella finale vennero ceduti Vidal e Pirlo. L’anno successivo venne venduto anche Paul Pogba. La dirigenza bianconera per far fronte a queste perdite acquistò Pjanic, Khedira, Matuidi ed Hernanes. Ottimi giocatori ma sicuramente ben lontani dall’essere paragonabili ai centrocampisti della finale di Berlino. Adesso il centrocampo bianconero è composto da Arthur, Mckennie, Ramsey, Bentancur e Rabiot, giocatori ancora giovani e con grandi margini di miglioramento. Calciatori che magari potranno rappresentare il futuro della squadra bianconera ma sicuramente non il presente.
Oltre che sul piano qualitativo, La Juventus, ha perso tanto anche su quello realizzativo. Pirlo, Marchisio, Pogba e Vidal contano assieme 222 gol. Apparte Mckennie e Ramsey, il centrocampo attuale non dispone di giocatori con un gran fiuto del gol. Il totale dei gol di tutto il centrocampo attuale è infatti di 79 reti.

Leggi anche:  Juventus, Cristiano Ronaldo non si sbilancia: "Quello che verrà, sarà per il meglio. Ora sono concentrato sull'Europeo"

Il peso di indossare la maglia bianconera

Il peso di indossare una maglia prestigiosa come quella della Juventus può rappresentare motivo di orgoglio. Tuttavia bisogna anche avere la personalità per saperlo fare. Torino è una piazza molto esigente. I tifosi della Juventus vogliono il meglio e difficilmente perdonano giocatori, presentati come dei campioni se poi non all’altezza di rispettare le aspettative. Anche se si è giovani alla Juventus non si può sbagliare. Altrimenti iniziano ad arrivare i primi fischi e le prime critiche.  La pesantezza di onorare la maglia bianconera si è potuta vedere in particolare in Kulusevsky quest’anno. Lo svedese non hai ancora realmente dimostrato di essere da Juventus. Negli anni scorsi ci si può ricordare di tanti giovani arrivati da piazze piccole dopo aver fatto bene che non hanno però saputo ripetersi in bianconero. Basti pensare a Sturaro a Perin e a Rincon. Giocatori che dopo aver fatto bene rispettivamente al Genoa e al Torino non hanno saputo dimostrarsi all’altezza di onorare una maglia così prestigiosa ma allo stesso tempo così pesante come quella bianconera.

Leggi anche:  Dove vedere Milan Genoa Primavera, streaming gratis e diretta TV in chiaro

L’inesperienza di Pirlo

Pirlo invece non si è dimostrato all’altezza di allenare una squadra come la Juventus. La scelta di Agnelli e della dirigenza bianconera è stata molto azzardata e i risultati lo hanno poi dimostrato. Pirlo, alla prima vera esperienza alla guida di una panchina si è dimostrato inesperto sotto diversi aspetti. Sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista della comunicazione dei media l’allenatore ha fatto vedere diverse lacune. “Mi do un 6 di stima”, “non sono contento di questa stagione come penso non lo sia neanche la società“. Queste sono state le dichiarazioni di Pirlo nel recente periodo. Dichiarazioni che sembrano essere più di resa che  di umiltà e che non hanno fatto sicuramente bene all’ambiente. Lacune che tuttavia il neo allenatore bresciano potrebbe colmare col tempo, magari allenando piazze più tranquille e semplici rispetto alla Juventus.

Leggi anche:  Buffon torna al Parma: accordo raggiunto e fascia da capitano pronta

La perdita del DNA della Juventus

Nel 2012 e cioè l’anno del primo scudetto post calciopoli Conte aveva la fortuna di poter allenare icone come Buffon, Barzagli, Chiellini, Marchisio e Del Piero. Campioni che avendo giocato per tantissimi anni nella società bianconera capivano veramente l’importanza di giocare nella Juventus. Queste bandiere juventine erano poi in grado di trasmettere questa importanza ai più giovani ed ai nuovi arrivati. Con il passare degli anni Del Piero Marchisio e Barzagli si sono ritirati. Il cosiddetto DNA della Juventus si è lentamente sgretolato. Gli unici bianconeri rimasti da all’ora sono Chiellini e Buffon. L’età avanza anche per loro però ed nessuno dei 2 è più realmente al centro del progetto.

  •   
  •  
  •  
  •