Juventus in festa per la Coppa Italia, Pirlo: “Mi riconfermerei”

Pubblicato il autore: Julia Gambuzza Segui

In una stagione piena di dubbi e ombre, la Juventus di Andrea Pirlo batte 2-1 l’Atalanta di Gasperini, conquistando così la quattordicesima Coppa Italia e il secondo trofeo stagionale.
Un match avvincente, in cui i bianconeri hanno dimostrato ancora una volta la supremazia sul campo, ma soprattutto la fame di vittoria. Durante la prima mezz’ora la Juventus ha subìto una Dea intensa e feroce, con un Duvan Zapata instancabile, prima con un assist per Palomino conclusosi con una super parata di Buffon, poi con il palo sfiorato: è un’Atalanta in netto possesso palla, alla disperata ricerca del gol.
Al 41′, su ripartenza, arriva l’1-0 di Kulusevski con un meraviglioso sinistro a giro, nato da un intervento di Cuadrado su Gosens. Neanche dieci minuti dopo, la Dea va in pareggio con Malinovskyj.
Il secondo tempo trova una Juventus intensa, grintosa, compatta. Gasperini vuole gambe fresche: dentro Pasalic e Muriel. Una Juve che più volte sfiora il vantaggio. Pirlo decide allora di schierare Dybala per Chiesa, ma nell’istante precedente al cambio – incredibile ma vero – è proprio Chiesa ad andare in rete, siglando così il 2-1.
Un finale nervoso per la Dea, in cui continuano a fioccare cartellini gialli. Tra nervosisismi e scintille, arriva il triplice fischio finale: la vittoria è bianconera. Una vittoria meritata, vissuta, coinvolgente, ricca di emozioni: la nuova maglia della Juventus, l’ultima potenziale Coppa di Gigi Buffon, il compleanno di Andrea Pirlo, il ritorno degli tifosi sugli spalti, un Ronaldo che prova a vincere tutte le competizioni in Tre Paesi. Emozioni che non possono non rendere speciale la serata bianconera. E ad alzare la Coppa al cielo è proprio il numero uno dei numeri uno, Gigi Buffon.

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Pirlo in festa per la Coppa Italia, le prima dichiarazioni

Ai microfoni di Rai Sport Andrea Pirlo, stavolta entusiasta, esprime il proprio amore per la Juventus: “Avevamo la voglia di vincere, di portare a casa questo trofeo. Ci siamo ricompattati, ci siamo messi in testa di voler portare a casa la coppa. Onore a chi abbiamo battuto in semifinale e finale, ma l’abbiamo meritata noi. Mi riconfermerei? Certo che sì. Io amo il calcio fin da bambino, poi la società deciderà. Io vorrei continuare, amo questa società che mi ha dato tantissime soddisfazioni. La carriera da allenatore è più difficile perchè non hai la palla tra i piedi. Da fuori non vedono quello che riesci a vedere tu. Sul Bologna? Giocherà l’ultima partita fino alla morte, come ha sempre fatto.”

Sulle critiche

Il tecnico bianconero continua:“Ci sono state tante difficoltà, non saremmo altrimenti qui a parlare di un quinto posto in classifica. Queste vittorie non possono cancellare gli alti e bassi. Ho imparato tanto, sono successe molte cose, ma il bello del calcio è questo: nonostante non si riesca ad avere risultati al 100% positivi, poi riesci ad avere questo tipo di soddisfazioni. Adesso siamo qui a giocarci la qualificazione in Champions domenica, quando non tutto sarà nelle nostre mani”.

Sogno Champions

La Juventus non è ancora fuori dalla corsa alla Champions: bisognerà aspettare gli ultimi 90 minuti di campionato per sperare nell’agognata qualificazione. I bianconeri dovranno necessariamente battere il Bologna e sperare che il Milan e il Napoli perdano o pareggino rispettivamente contro l‘Atalanta e contro il Verona.
I ragazzi di Andrea Pirlo lo sanno: bisogna crederci fino alla fine.
Non è finita finchè non è finita.

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