Deborah Salvatori Rinaldi dice addio al Milan


L'attaccante Deborah Salvatori Rinaldi lascia il Milan. Lo annuncia attraverso i suoi canali social e lo fa senza una velata vena di polemica. Al momento non ha comunicato la sua prossima destinanzione. Seguirà le orme del collega Hakan Çalhanoğlu passando dall'altra parte della curva di San Siro o sceglierà di lasciare Milano? Alcuni passaggio del suo messaggio lasciano l'interrogativo aperto. Confessa di non dimenticare l'amore che ha per la città lombarda ma allo stesso tempo anche i cori dei tifosi milanisti.

Probabilmente il suo futuro non sarà alla corte di Rita Guarino. Potrebbe invece essere aperta la strada verso Genova qualora la società blucerchiata volesse affiancare ad un organico giovanissimo, elementi di esperienza. Deborah Salvatori Rinaldi è classe 1991, quindi ideale per prendere per mano qualche nuova leva e assicurare un futuro in continuità. Vedremo quali saranno le sue scelte.

Leggi anche:  Europeo, dal 1980 ad oggi: quanto conta vincere il girone per alzare il trofeo? Quasi la metà delle vincitrici non è arrivata prima nel proprio raggruppamento

Il messaggio social di Deborah Salvatori Rinaldi

"E' stato un onore per me aver giocato per uno dei club più importanti al mondo. Ho vissuto un primo anno indimenticabile in cui le soddisfazioni sono arrivate e in cui quello che contava si dimostrava sul campo. L'entusiasmo è stato il motore della nostra squadra. Porto con me tante emozioni positive e tanti sacrifici fatti insieme alle mie compagne, soprattutto perchè abbiamo condiviso tante prime volte ed un periodo buio che è stato difficile per tutti".

Subito dopo però arriva la vena polemica. Pur riconoscendo di dover assorbire gli infortuni lascia capire che Ganz non aveva nei suoi piani la calciatrice abruzzese, più volte lasciata in panchina o impiegata per brevi spezzoni di partita. Una cosa che non è andata giù a Deborah Salvatori Rinaldi che ha così deciso di troncare il suo rapporto con il Milan.

Leggi anche:  Europeo, dal 1980 ad oggi: quanto conta vincere il girone per alzare il trofeo? Quasi la metà delle vincitrici non è arrivata prima nel proprio raggruppamento

Di quest'anno però, porto con me anche tante attese a bordo campo, scalpitavo e lavoravo per essere presente e disponibile ma non sono riuscita a vivermi la squadra come avrei voluto. Partecipando! Questo non solo perchè ho dovuto recuperare qualche infortunio. Il mio futuro sarà inevitabilmente altrove"

I ringraziamenti

Non deve essere però stato facile nemmeno il rapporto all'interno dello spogliatoio con le sue compagne. Tra le cose che afferma non dimenticherà mai, ci sono solo "alcune" delle sue compagne. Evidente quindi che il clima a Milano, sponda rossonera, per lei non è stato assolutamente assolato. Inevitabili alla fine i ringraziamenti ai tifosi e i ricordi che porterà con sè:

"Voglio ringraziare i tifosi che mi hanno sempre sostenuto e scritto. In questi mesi però ho preferito concentrarmi, lavorare in silenzio e con rispetto. Non dimenticherò mai certe emozioni. Non dimenticherò mai l'amore che ho per Milano. Non dimenticherò mai i cori dei tifosi milanisti. Non dimenticherò mai alcune mie compagne di viaggio. Non dimenticherò mai SanSiro. Non dimenticherò mail il gol sotto la curva al derby. Spero di avervi lasciato qualcosa di buono".

Leggi anche:  Europeo, dal 1980 ad oggi: quanto conta vincere il girone per alzare il trofeo? Quasi la metà delle vincitrici non è arrivata prima nel proprio raggruppamento

Tantissimi già i mi piace sotto il suo post. Tra loro anche  la compagna di squadra Valentina Bergamaschi e Laura Giuliani che dovrebbe arrivare a difendere la porta del Milan la prossima stagione