Roberto Mancini: la fermezza e lo stile del mister nel trionfo degli azzurri
La notte degli azzurri a Londra è già entrata nella storia del calcio e non solo.
L'abbraccio commosso di Mancini e Vialli una delle foto simbolo, la solidità e pacatezza dello sguardo del mister una delle chiavi della vittoria dell'Europeo da parte della nostra nazionale.
Mancini e l'Italia: un matrimonio cominciato nel 2018
Pure se accolto con parziale scetticismo da tifoseria e addetti ai lavori (che però uniti pensavano che peggio di Ventura nessuno poteva fare) a Roberto Mancini è toccato il compito di ricostruire.
Ricostruire significa tracciare una linea e cominciare da capo: un compito arduo e stimolante al tempo stesso, spinto dalla consapevolezza che peggio di così non si poteva fare.
E così, nominato CT a maggio del 2018, a un mese dal mondiale russo a cui l'Italia incredibilmente ha mancato di partecipare, Roberto Mancini fa il suo debutto nella panchina azzurra due settimane dopo in amichevole contro l'Arabia Saudita con cui vanno a segno Balotelli e Belotti.
E' solo l'inizio della straordinaria cavalcata (ripresa dai media di tutto il mondo) che porterà gli azzurri a 34 partite senza sconfitte: un record destinato a restare a lungo negli annali.
Il mix giusto di scommesse e talenti affermati
Puntando su alcuni fuoriclasse (Verratti e Donnarumma su tutti), Mancini ha avuto l'abilità di selezionare alcune delle migliori promesse del calcio italiano allevate nei migliori vivai del nostro calcio e venute su a suon di gol (Locatelli e Pessina).
Ma anche l'ardore di scommettere anche su chi di esperienza in A ne aveva fatta ben poca lanciandoli su un palcoscenico di primo livello e affiancandoli ad alcuni capisaldi della nazionale precedenti al disastro del 2017 (su tutti Immobile, Insigne e ovviamente Bonucci e capitan Chiellini).
Il segreto? Amalgamare il tutto e creare il gruppo che tutta Europa ci ha invidiato, perchè sprizzava di teamwork e affiatamento da tutti i pori e ha consentito all'Italia di essere per molti la squadra da tifare, pur essendo un avversario tosto.
Anche la fortuna si è schierata dalla parte di Mancini, che è arrivato allo sbocciare di un talento come Chiesa, con la pandemia che ha rimandato l'Europeo di un anno consentendo a Barella di crescere ancora e diventare ancora più decisivo con l'Inter. E che dire dell'exploit di Spinazzola e di Jorginho diventato uomo simbolo?
La gestione del gruppo e del ruolo di ct azzurro
Consapevole della forza mediatica del ruolo, e di quanto il gruppo stesso si avvantaggiasse del calore della gente, Roberto Mancini ha colto ogni occasione per incontrare la tifoseria nelle difficili gare londinesi, firmando autografi, facendo foto e salutando la gente venuta da ogni parte pur di incontrarli.
Come sabato quando alle 21 locali è uscito dal grosso centro sportivo Tottenham Hostpur Training Centre di Enfield ad omaggiare il folto gruppo di italiani che era da ore fuori dal raduno che ospitava la nazionale.
E ancora la scelta vincente di dare a tutti i convocati spazio nel corso del campionato europeo.
Quasi a pregustare l'arrivo in finale spazio a Sirigu, Raspadori, Bastoni a risultato acquisito.
Fino alla ciliegina sulla torta: sfidare la bolgia assatanata di Wembley, tenere alto lo spirito e i nervi saldi.
Il volto imperturbabile che non tradisce emozioni durante la partita, poi l'esperienza e la fortuna hanno fatto la differenza. Fino all'apoteosi e il pianto liberatorio con Gianluca Vialli. Te lo sei meritato mister.
