Selvaggia Lucarelli: “L’uso che il giornalismo sportivo fa delle belle ragazze è già una molestia”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


Giorni fa, la giornalista di “Toscana Tv” Greta Beccaglia é stata palpeggiata in diretta tv da un tifoso della Fiorentina, durante un collegamento post match Empoli-Fiorentina, terminato 2 a 1. Il caso ha fatto e continua a far discutere, perché ha duramente colpito la sensibilità di donne e uomini che, nel 2021, trovano inaccettabile sminuire gesti di questo tipo e ridurli a “semplici goliardate”, motivati dalla “rabbia scaturita per la sconfitta della Viola”, come lo stesso Serrani ha dichiarato nel goffo tentativo di giustificare il suo comportamento. Il ristoratore di Chiaravalle, però, non é riuscito a intenerire nessuno: il Questore di Firenze lo ha punito con 3 anni di DASPO, e dovrà inoltre confrontarsi con una denuncia per violenza sessuale. Il “caso Beccaglia” ha suscitato sdegno, polemiche e anche tante riflessioni, alcune di queste strettamente connesse all’episodio, altre invece più inerenti al ruolo delle donne in questo particolare settore. La riflessione di Selvaggia Lucarelli parte dal recente fatto di cronaca per muovere una critica verso l’uso che il giornalismo sportivo farebbe delle belle ragazze.

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Selvaggia Lucarelli: “Dovrebbe finire l’epoca delle donne umiliate dalla degradante linea editoriale del giornalismo sportivo”

Nel suo editoriale su “Domani”, la giornalista, speaker radiofonica e scrittrice Selvaggia Lucarelli denuncia senza filtri alcune pratiche che considera proprie del giornalismo sportivo. Una delle critiche più importanti riguarda la scelta di diverse tv locali e programmi sportivi di puntare su ragazze esteticamente piacevoli, ma spesso con poca o nulla competenza nel settore. A tal proposito, secondo quanto dichiarato dalla Lucarelli, la stessa Greta Beccaglia non risulta essere una giornalista professionista: la 27enne sembra non essere ancora iscritta all’Albo e aver terminato da poco i due anni per richiedere il tesserino da giornalista.

Si legge nell’editoriale: “É il caso di interrogarsi sulla realtà delle tv locali che sono lo spaccato più genuino di questo paese, in cui la donna é presente in quantità massiccia in programmi sportivi, in una avvilente quota specifica che è, molto spesso, “bella ragazza allo sbaraglio”. (…) Basta dare un’occhiata ai programmi sportivi nelle tv locali e non: è (quasi) tutto un pullulare di ragazze bellissime, chiaramente inesperte, talvolta imbarazzanti, messe lì sulla mensola alle spalle del conduttore come una Coppa Italia“.

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“Basta donne come specchietti per le allodole nel calcio”

Da qui, la critica ad un sistema che fa delle donne “specchietti per le allodole nel calcio“, la necessità di invertire la rotta e di indurre un cambiamento culturale. Nella chiosa finale del suo pezzo, la Lucarelli tuona: “Perché sì, una mano sul sedere è una molestia, ma una donna inesperta o decorativa piazzata scientificamente nei programmi sportivi è parte di una cultura molesta che andrebbe punita con un daspo definitivo e irreversibile”.

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