Sara Gama al Salone del Libro: “Europeo? Siamo consapevoli di poter fare bene” – VIDEO

Pubblicato il autore: Mattia DElia


Sara Gama
, capitano della Juventus Women e della Nazionale italiana, si è raccontata al Salone del Libro di Torino. La calciatrice azzurra in compagnia del giornalista Paolo Condò, della schermitrice Mara Navarria (campionessa mondiale nel 2018 e bronzo olimpico a Tokyo 2020) e la paraciclista Katia Aere (bronzo olimpico a Tokyo 2020) hanno parlato delle eccellenze sportive della regione Friuli Venezia Giulia. Ecco di seguito le parole della calciatrice bianconera.

Sara Gama si racconta al Salone del Libro: tra la Juventus Women e la Nazionale

Ecco le parole e i video della calciatrice della nazionale italiana e della Juventus Women:

INIZIO CARRIERA“Ho giocato tanto in giro, a 20 anni in California… Là c’era un agente, all’epoca sconosciuti per noi in Italia, ci si filava poco. Aveva già provato a portarmi via in estate nel campionato professionistico, era il 2007, era l’anno prima di Pechino. Siamo andati con la Nazionale a fare un torneo. Dovevamo andare lì e non potevo lasciare alla Nazionale. Un anno dopo, ci ha riprovato, ma non avevo tagliato il cordone con il Friuli, e col Tavagnacco siamo arrivati terzi. Mi propongono e mi chiamano per questo trials con le ragazze uscite dal college. In più con gente internazionale. Io, alcune danesi, c’era una ragazza giapponese… un clima di vacanza! Il livello era uguale alla nostra Serie A. L’allenamento? Dalle colline, prendevo e scendevo con la bici. Facevo un po’ di allenamento, e andavamo in spiaggia. Venice, Santa Monica. Esperienza incredibile, il primo step per toccare con mano l’estero”

GIOCARE IN FRANCIA“Oggi il Lione è in finale, giocano domani con il Barcellona. L’anno scorso Barcellona-Chelsea, due anni fa con il Lione. Sì, è stata la prima volta in cui ho toccato con mano l’estero, sapevo di poter giocare come si deve. Nel 2013-2014 sono andata al Psg, la Francia era una meta ed era bello andare in Germania. La Francia, culturalmente, mi dava qualcosa. Ero fortemente tentata anche già un anno prima, il treno è passato due volte… cos’abbiamo vinto? Eravamo nel dominio del Lione, per 13 anni. Secondi. La Champions l’abbiamo giocata, sì. Al primo anno mi sono fatta male, al secondo anno siamo arrivati in finale e abbiamo perso negli ultimi minuti la finale contro il Francoforte, a Berlino. Ho giocato una finale di Champions, ora è tempo che l’Italia cresca”.

LA CHAMPIONS LEAGUE E LE PROSPETTIVE DELLA JUVE – “Con il Brescia avevo fatto triplete nazionale e quarti di Champions, era un altro format. Una cosa straordinaria. Qui siamo in una nuova era. Prospettive Juve Women? Era l’obiettivo anche prima dell’inizio dell’anno, è arrivato un nuovo allenatore internazionale che aveva già esperienze importanti. Era lì dall’inizio della nostra avventura, bisognava crescere. Nell’altra formula abbiamo preso il Lione ed è dura. Oggi il Barcellona gioca come il tikitaka, dei mostri sacri. L’Europa sicuramente. Ora siamo andati oltre le aspettative. Abbiamo mandato a casa il Chelsea, poi il Lione di nuovo e siamo riuscite a vincere in casa. Non è poco: nella prima del Brescia in Champions, calcolate che metà della gente alla Juve c’era lì, siamo tornate a vincere e per poco non siamo passate”.

SULLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE FEMMINILE – “Sono due squadre molto differenti: il Barcellona ha un gioco corale strepitoso, mentre il Lione ha un suo gioco, grandi personalità e atlete incredibili. E’ una finale con due grandi squadre, le due potenze del calcio femminile e anche tra il nuovo e la storia (il Lione ha 7 Champions League di cui 5 di fila). Sarà molto interessante. Non so cosa ne uscirà e non riesco a dare pronostici, però credo che sia il massimo del calcio e se lo meritano”.

QUANTO MANCA ALLA JUVENTUS PER COMPETERE IN CHAMPIONS – “Quest’anno abbiamo fatto un percorso al di là delle aspettative. Siamo cresciute tanto se pensiamo che abbiamo affrontato il Lione l’anno scorso e quest’anno e siamo arrivati anche a vincere all’andata, anche se non è bastato. Il gap si sta riducendo e bisogno avere pazienza. La società sta investendo per ridurre questo gap nel minor tempo possibile, ci sono le nuove generazioni e anche i settori giovanili. Siamo lì e dobbiamo dire la nostra”.

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CHE NAZIONALE CI DOBBIAMO ASPETTARE ALL’EUROPEO – “La Nazionale è cresciuta ancora (rispetto al Mondiale) e sicuramente questa volta saremo più consapevoli. L’Europeo è importante perché ci sono le migliori squadre a livello mondiale e quindi c’è la creme. Il girone è tosto però in questi anni siamo ulteriormente cresciute: abbiamo fatto un grande percorso al mondiale e per fare un grande percorso all’Europeo ci vorrà qualcosa di più. Ci sono delle giovani che abbiamo integrato e che ormai possono dire la loro. Tutto questo servirà”.

SULLA FINALE DI COPPA ITALIA “C’è un trofeo in palio e andremo li per cercare di portarlo a casa. Vincere aiuta a vincere e giocare sulle ali dell’entusiasmo hai sempre energie in più, però non pensiamo a quello che viene dopo ma soltanto alla fine di domenica. Abbiamo pensato a lavorare su quello che dobbiamo fare in campo, su delle cose che dobbiamo correggere. Siamo consapevoli che davanti abbiamo un avversario che ha molte qualità e che negli ultimi anni sta facendo bene. Dalla nostra abbiamo la consapevolezza di tanti anni di vittorie e dobbiamo metterla sul campo”.

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