Ecco la lettera sui social di un ex calciatore del Palermo e della Juventus appena uscito dal carcere

Pubblicato il autore: Andrea Milano


Fabrizio Miccoli è tornato in libertà dopo 6 mesi di detenzione. Per ora gli è stato concesso l’affidamento in prova. L’ex giocatore salentino fu condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Non proprio una bella cosa per un giocatore dalla carriera importante come la sua. Uscito a metà maggio dal carcere, ha deciso di fare mea culpa e di provare a spiegare, a dire la sua. Lo ha fatto usando il metodo più comune nel mondo odierno, i social. Miccoli che nella sua carriera ha militato tra le altre, in squadre importanti come Lecce, Palermo, Juventus e ha fatto parte della Nazionale italiana, ha postato una lunga lettera, appunto nei social, per rompere il silenzio. Nella lettera che in basso sarà riportata integralmente (ripresa dal suo profilo Instagram) l’ex attaccante prova a spiegare il perchè delle sue malsane azioni. In particolare al fatto di cui è accusato e della gente che gli girava intorno, che a detta sua avrebbe approfittato di lui e della sua figura. Il rammarico più grande è stato anche aver adottato parole sbagliate, sbagliatissime, come quando fu intercettato e sentito utilizzare termini oltraggiosi su Giovanni Falcone. Termini di cui Miccoli si è sempre pentito, non solo ora.“Spesso quando sei al top ti senti invincibile…invece sei solo umano” questo un estratto della lettera di Fabrizio Miccoli che racchiude perfettamente ciò scritto finora. Di seguito il testo integrale.

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La lettera integrale di Miccoli sui social

Fabrizio Miccoli, quasi 43enne, appena uscito dal carcere ha voluto subito rompere il silenzio e pubblicare una lettera sui social. Ha cercato di spiegare, scusarsi e altro ancora, tutto ciò che sentiva dentro in questo periodo e lo ha voluto condividere con il mondo intero. Ecco la sua lettera nella versione integrale ripresa dal suo profilo Instagram: “12 anni fa ho fatto un grosso errore. Uno di quegli errori che ti cambiano la vita. Avevo tutto. Ero il capitano del Palermo, facevo il lavoro che avevo sempre sognato di fare fin da bambino e la gente di Palermo mi faceva sentire a casa. In questi 12 lunghissimi anni ho sempre preferito il silenzio. Ho fatto di tutto ma non ho mai replicato. Quando sei un calciatore in Serie A hai tante attenzioni. Tante persone vogliono un pezzo di te. Tanti ti conoscono ma tu non conosci nessuno. Non sai di chi ti puoi fidare. In realtà ho fatto più di un errore. Il primo grosso errore è stato quello di essere sempre disponibile con tutti. Chi viveva a Palermo in quegli anni…sa. Il secondo errore è stato quello di usare delle parole sbagliate, parole che non pensavo e mai penserò. Spesso quando sei al top ti senti invincibile…invece sei solo umano. Ho chiesto scusa tempo fa per quelle parole e lo faccio nuovamente. L’anno scorso è arrivata la sentenza. Sentenza che non ho condiviso perchè mi sentivo lontano e sono lontano da quel mondo, ma sentenza che ho rispettato presentandomi spontaneamente il giorno seguente in un carcere di massima sicurezza, sempre per scelta mia, per scontare la mia pena. 1 Giorno li dentro sembra infinito, 6/7 mesi…un’eternità. La pena più grande l’ho scontata in questi 12 anni, ogni giorno, nel vedermi accostato ad un qualcosa che non sono e che non mi appartiene. Qualche settimana fa sono tornato in libertà. Non chiedo di essere capito, non chiedo che venga dimenticato ciò che è successo. Non è questo che voglio ottenere con questa lettera. Voglio solo, dopo 12 lunghi anni, chiarire la mia posizione, dire la mia anzichè farla dire ad altri. Ci tengo a ringraziare i miei due avvocati Antonio Savoia (foro di Lecce) e Giulia Solenni (foro di Verona). Voglio ringraziare i miei tifosi che in questi anni non hanno chiesto spiegazioni, mi hanno supportato e mostrato un amore e un affetto che mai avrei pensato”. Queste le parole di Miccoli sui social.

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