Francesco Repice a SuperNews: “Può essere il Mondiale di Messi, tiferò Argentina. Mourinho ha ragione su Karsdorp”

Pubblicato il autore: Luca Piedepalumbo


In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Francesco Repice, storico giornalista di Radio Rai e radiocronista di ‘Tutto il Calcio Minuto per Minuto’ su Radio 1, per fare il punto sul Mondiale in Qatar in partenza il prossimo 20 novembre e per commentare le recenti esternazioni del tecnico portoghese José Mourinho.

Manca poco all’inizio del Campionato Mondiale di calcio in Qatar. Ai nastri di partenza ci sono 32 squadre, chi è la principale pretendente per l’ambito trofeo?

“Penso che le compagini favorite per la vittoria finale siano le solite. Un gradino sopra le altre, in particolare, ci sono Argentina e Brasile. Credo che queste due squadre abbiano un organico superiore anche alla Francia. La formazione di Deschamps ha grandissime qualità, ma diversi problemi interni da risolvere per esprimersi al meglio. In assenza dell’Italia, comunque, tiferò Argentina”. 

Oltre alle solite corazzate, in Qatar ci saranno tante formazioni interessanti. Quale sarà, secondo lei, la squadra rivelazione di questi Mondiali?

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“Mi aspetto qualcosa di importante dal Belgio. Se ne parla sempre ma non arrivano mai fino in fondo, questa può essere l’occasione giusta. Poi mi aspetto grandi cose anche da qualche squadra africana, possono dare filo da torcere fino ai quarti di finale”.

Venendo ai singoli giocatori, chi potrebbe essere l’uomo copertina di Qatar 2022? E chi potrebbe essere, invece, il calciatore rivelazione, quello che potrebbe consacrarsi?

“Mi viene in mente Messi, soprattutto perché questa rappresenta l’ultima chance per lui per vincere un Mondiale. Sarebbe una bellissima storia, spero possa essere grande protagonista. Il calciatore rivelazione? Confido molto in qualche giocatore africano. Per esempio Anguissa potrebbe diventare uno di quei calciatori in grado di fare la storia di questo Mondiale”.

Guardando lo stato di forma dei nostri possibili convocati, c’è ancora più rammarico per la mancata qualificazione? Fin dove poteva arrivare l’Italia in questi Mondiali?

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“Non è facile pronosticare fin dove sarebbe potuta arrivare l’Italia. Il Mondiale non è un campionato, va avanti chi dimostra di essere più in forma nell’arco di appena sette partite. Sarebbe stato meglio arrivarci ai Mondiali e basta. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte”.

Cosa ne pensa dei risultati ottenuti dalla Roma nell’ultimo periodo e delle recenti esternazioni di Mourinho su Karsdorp?

“Penso che Mourinho abbia sempre ragione. Anche sulla questione Karsdorp, ci mancherebbe altro. Si tratta di un calciatore che è stato difeso dall’allenatore portoghese a partire da quest’estate e fino alle recenti esternazioni, a un certo punto però bisogna anche prendersi le proprie responsabilità. Tante volte è stato ascoltato, capito e perdonato da Mourinho, ma c’è un limite a tutto che non va oltrepassato. Si tratta di un limite che non è trapelato e che conoscono solo nello spogliatoio della Roma. Mourinho ha fatto benissimo a fare quello che ha fatto.

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Voglio ricordare anche quanto accaduto con Veretout la scorsa stagione. Nonostante le chiare esternazioni da parte di Mourinho, con conseguente emarginazione del calciatore francese, al termine della finale di Conference League Veretout è stato il primo a correre per abbracciare il tecnico. Mourinho è così: lo prendi o lo molli per quello che è. Non può stare a pensare alle questioni dei calciatori, lui deve far vincere le partite alla Roma e deve concentrarsi al 100% su questo”.

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