Interviste D valore, Paolo Vismara: “Brindisi può puntare in alto”

Pubblicato il autore: Enzo Palo

paolo vismara
Il protagonista odierno della rubrica Interviste D valore è Paolo Vismara. Il giovane portiere difende i pali del Brindisi. La società pugliese è a ridosso della zona play-off e conta sulle parate di Paolo Vismara per scalare posizioni in classifica. Il classe 2003 ha un passato nelle giovanili di Torino e soprattutto Atalanta.

Benvenuto Paolo Vismara. Classe 2003 e già portiere titolare di una squadra che lotta per la promozione in C. Come gestisci le tue responsabilità dentro e fuori dal campo?
Sono un ragazzo abbastanza tranquillo, quando si avvicina la partita arrivo con la giusta tensione che mi permette di restare concentrato per tutto il match. Rappresentando una città importante come Brindisi anche fuori dal campo dobbiamo avere il giusto atteggiamento rispettando tutti.

Il Brindisi può puntare alla promozione diretta?
Secondo me il Brindisi può assolutamente puntare a qualcosa di importante, siamo i primi a non nasconderci perché sappiamo che se in ogni partita entriamo in campo con l’atteggiamento giusto e la voglia di vincere, ce la giochiamo alla pari con tutte le squadre. Come abbiamo dimostrato fino ad ora.

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Com’è il clima all’interno dello spogliatoio? Da chi ricevi maggior appoggio?
Il clima all’interno dello spogliatoio è ottimo. Riusciamo a lavorare bene per preparare al meglio le partite. Siamo un gruppo molto unito, tutti disposti ad aiutarci e a sostenerci sempre a vicenda. Personalmente sono sempre pronto ad ascoltare e ricevere consigli da parte di tutti, perché sono costruttivi per la mia crescita. Ascolto soprattutto i ragazzi più grandi di me che con la loro esperienza mi possono aiutare, specialmente perché nella loro carriera certe cose le hanno già affrontate.

Sei cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ci racconti il tuo percorso calcistico e come mai hai scelto la maglia del Brindisi?
Ho iniziato a giocare nella squadra del mio paese, per poi passare all’Atalanta dove ho fatto 11 anni di settore giovanile. L’ultimo anno invece sono stato in prestito al Torino. In Piemonte ho avuto anche la fortuna di allenarmi molte volte con la prima squadra, con giocatori e portieri molto forti che mi hanno sempre aiutato e da cui ho potuto apprendere molto. Scegliere la maglia del Brindisi non è stato difficile, l’ho vista subito come una bellissima sfida, soprattutto per quello che la società vuole realizzare in questi anni. Mi ha colpito molto anche l’atmosfera, i tifosi e tutto quello che si crea in questa città attorno alla squadra.

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C’è un portiere al quale ti ispiri?
Non c’è un portiere in particolare al quale mi ispiro, ma cerco di apprendere e rubare qualsiasi cosa da tutti i portieri più forti per migliorarmi sempre.

Cos’è il calcio per te?
Per me il calcio è la cosa più importante a cui dedico la maggior parte del mio tempo, si fanno tanti sacrifici ma per raggiungere il proprio sogno è il minimo.

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