Calcio, Milan: addio a Giovanni Lodetti. Aveva 81 anni. Ecco chi era 'Basleta', simbolo della squadra di Nereo Rocco

Addio a un altro simbolo che fece la storia del Milan di Nereo Rocco, Giovanni Lodetti. Soprannominato 'Basléta', se ne va per sempre all'età di 81 anni. Con i rossoneri vinse due Scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Coppa delle Coppe. Con la Nazionale Italiana si aggiudicò il primo storico Europeo del 1968.

Addio a un simbolo che resterà, per sempre, nella storia del Milan: Giovanni Lodetti. Nacque 81 anni fa a Caselle Lurani, un comune della provincia di Lodi. Con il club rossonero, guidato all'epoca da Nereo Rocco, vinse tutto quello che si poteva vincere: due Scudetti (1961/62 e 1967/68), due Coppe dei Campioni (una nell'edizione 1962/63 contro il Benfica, l'altra in quella 1968/69 contro l'Ajax), una Coppa Intercontinentale giocata nel 1969 contro gli argentini dell'Estudiantes La Plata (vittoria per 3-0 nella sfida di andata a Milano e sconfitta per 2-1 in quella di ritorno a Buenos Aires) e una Coppa delle Coppe (vittoria contro l'Amburgo per 2-0 nella stagione 1967/68). Con la Nazionale italiana si aggiudicò lo storico primo Europeo del 1968, vinto contro la formazione dell'ex Jugoslavia.

Milan, addio a 'Basleta' Giovanni Lodetti

L'origine di questo soprannome provenne dal suo mento piuttosto pronunciato: 'basleta', difatti, è la versione in dialetto milanese di questo significato. Era un uomo sempre pronto a correre e a non mollare mai, in campo come nella vita di tutti i giorni. Questa volta, però, Giovanni Lodetti ha dovuto per sempre arrestare la sua corsa. All'età di 14 anni era già entrato a far parte del settore giovanile del Milan, compiendo il proprio esordio nel 1962 con la maglia del 'Diavolo' nella gloriosa prima squadra gestita da 'Paròn' (il Padrone) Nereo Rocco. Sul terreno di gioco della SPAL disputò la prima gara che vide i rossoneri superare gli estensi con un netto 3-0.

E' stato uno dei centrocampisti più prolifici di quel Milan d'oro, mediano di corsa e sacrificio che agiva con umiltà e dedizione, uno di quei 'portatori d'acqua' che correvano per supportare dall'inizio alla fine l'intera squadra. Divenne presto un titolare inamovibile di una squadra che conquistò tanti trofei, totalizzando 288 presenze ufficiali e realizzando anche 26 reti. Ha avuto la fortuna e l'onore di giocare insieme ad altri simboli della storia del calcio, quali José Altafini, 'Golden Boy' Gianni Rivera, il tedesco Karl-Heinz Schnellinger e Giovanni Trapattoni.

Con la Nazionale italiana non può essere dimenticato il titolo di Campione d'Europa nel 1968, dopo la finale 'in bella' vinta per 2-0 contro la Jugoslavia a Roma. Nonostante un curriculum a dir poco prestigioso, non venne convocato da Ferruccio Valcareggi nel Mondiale del 1970 in Messico. Giocò anche con la maglia della Sampdoria, del Foggia e del Novara, chiudendo in quest'ultima la propria carriera da calciatore professionista nel 1978.