Fulvio Collovati a SuperNews: "Calcioscommesse? Bisogna fare pulizia. Solo Milan e Napoli possono impensierire l'Inter. Mourinho, addio Roma a fine stagione"

Ai microfoni di SuperNews è intervenuto in esclusiva Fulvio Collovati, campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1982. Dalle polemiche legate al calcioscommesse allo stato di forma delle big italiane, ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

Collovati

Ai microfoni di SuperNews è intervenuto in esclusiva Fulvio Collovati, campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1982. Opinionista sportivo ed ex calciatore, in passato ha vestito, tra le altre, le maglie di Milan, Inter e Roma, con all'attivo più di 400 presenze in Serie A e 50 presenze in Nazionale. Dalle polemiche legate al calcioscommesse allo stato di forma delle big italiane, ecco le dichiarazioni rilasciate da Fulvio Collovati ai nostri microfoni.

Che idea si è fatto circa le ultime notizie relative al calcioscommesse? Potrebbe rappresentare un ulteriore duro colpo per il calcio italiano?

"Vengo dal 1980, quando ci fu il primo scandalo legato alle scommesse. L'Italia ha sempre reagito a queste situazioni: ha vinto il Mondiale nel 1982 e anche nel 2006 dopo Calciopoli. Bisogna fare pulizia, è inevitabile, ma l'Italia saprà risorgere anche adesso. Bisogna far capire a questi ragazzi il valore del denaro e che quando si firma un contratto bisogna rispettare le regole. Penso che i calciatori d'oggi lo facciano per noia e solitudine, e questo è davvero triste. Sono dei professionisti, questi comportamenti sono inaccettabili. Ci sarà certamente una punizione esemplare".

Il pareggio in campionato contro il Bologna ha fatto perdere all'Inter il primato in classifica. Qual è la causa di questi stop inattesi a suo parere?

"L'Inter ha senza dubbio alcuno la rosa più competitiva del campionato. A volte però va incontro a questi cali di tensione, che a mio parere derivano da una sorta di narcisismo. Con tutto il rispetto per Bologna e Sassuolo, fare un solo punto in queste due partite non è accettabile. L'Inter è la squadra che meglio ci rappresenta in Europa, lo dimostra anche il fatto di aver giocato alla pari col Manchester City in finale di Champions League, ma in Serie A deve continuare a giocare con umiltà se vuole portare a casa la seconda stella".

Il cammino del Milan finora è sicuramente positivo. Dopo i tanti cambiamenti avvenuti in estate, si aspettava un avvio del genere? Che stagione sarà per i rossoneri?

"Il Milan a differenza dell'Inter è una squadra con tanta umiltà, lo dimostra il grande cammino in campionato fatto finora. La squadra di Pioli ha sbagliato solo nel derby, per il resto è stata strepitosa. E' una squadra consapevole dei propri limiti, soprattutto a livello di rosa, però si sacrificano tutti per il gruppo e questa è la forza dei rossoneri. Il Milan e il Napoli, a mio parere, sono le uniche squadre che possono impensierire l'Inter in ottica scudetto".

Dopo le difficoltà iniziali, la Roma deve ripartire da Mourinho o farebbe meglio senza il portoghese?

"Le responsabilità non vanno addossate tutte a Mourinho. Tolto Lukaku, la squadra non si è rinforzata granché sul mercato. A centrocampo sono arrivati dal calciomercato Aouar e Renato Sanches, ma si fanno sempre male. Il portoghese è un allenatore che esige tanto, a mio parere non è stato accontentato in toto. La mia sensazione è quella che a fine anno dirà addio ai giallorossi e ciò sta condizionando inevitabilmente anche le prestazioni della squadra, i giocatori certe tensioni le percepiscono. In ogni caso, la Roma saprà risollevarsi e farà un buon campionato".

Dopo la sconfitta contro la Fiorentina, in casa Napoli è stato messo in forte discussione Rudi Garcia. Si aspettava di più dagli azzurri e dal tecnico francese? Conte sarebbe il profilo ideale per gli azzurri?

"Lo scorso anno il Napoli ha fatto un qualcosa di irripetibile. Chiunque dopo Spalletti sarebbe andato in difficoltà. Rudi Garcia in questo momento è sicuramente l'anello debole degli azzurri, ma prendersela solo con lui è ingiusto. Tanti giocatori sono fuori condizione, Osimhen, Kvaratskhelia e Anguissa su tutti. Qualche errore lo ha commesso, però l'impressione è che sia stato condizionato anche dalla scarsa fiducia dell'ambiente, presidente compreso. Napoli è una piazza particolare. Si parla di Conte, ma è impossibile che prenda una squadra in corsa in questo momento. E' un allenatore che esige tanto sul mercato, magari è un discorso che si potrà riaprire a fine stagione".

La Juventus di Allegri potrebbe rappresentare la sorpresa in ottica scudetto?

"Ho molte perplessità sulla Juventus, soprattutto sotto il profilo del gioco. Poi, è una squadra con poca esperienza, che dovrà fare i conti con il caso relativo a Fagioli e la questione Pogba. Vero che non ha le coppe, ma ciò rappresenta soltanto un alibi per gli allenatori. Non a caso, pur non avendo le coppe, ha preso 4 gol dal Sassuolo. Nelle prime quattro posizioni la squadra di Allegri può rientrarci, ma non penso possa competere per lo scudetto".

Cosa ne pensa della vicenda doping legata a Paul Pogba?

"Sicuramente è un grande dispiacere. Tutti noi ricordiamo che grande calciatore è stato Pogba, ma bisogna anche tener conto che ormai sono tre anni che non gioca. La Juventus è andata per empatia, ma doveva riflettere di più sul suo stato fisico. Dispiace perché è un ragazzo che sta soffrendo, però penso che i suoi anni migliori nel calcio siano in ogni caso già alle spalle".

L'Italia è alla ricerca di punti importanti contro l'Inghilterra, è fiducioso in vista di Euro 2024? Condivide la scelta di affidare la panchina a Luciano Spalletti?

"Spalletti è un'ottima scelta da parte della Federazione. Con l'allenatore ex Napoli si puntava ad un forte ricambio generazionale, visti gli ultimi accadimenti però ci sarà sicuramente una frenata in tal senso. Agli europei ci possiamo qualificare anche per secondi, l'importante è andare in Germania. Dopo la delusione legata al Mondiale, non possiamo permetterci ulteriori passi falsi".

Roberto Mancini, invece, è volato in Arabia, cosa ne pensa?

"La scelta di Mancini non la condivido. Ognuno è libero di fare ciò che vuole. Personalmente, come calciatore, ho sempre fatto scelte di prestigio, non scelte legate esclusivamente ai soldi....".