Intervista esclusiva a Di Napoli: “Lotta scudetto ancora aperta, ma quanto è forte Lautaro! La Salernitana si salva se…”

Con Di Napoli abbiamo parlato della lotta per lo scudetto, di campioni come Lautaro Martinez, del Napoli di Rudi Garcia, delle speranze di salvezza della Salernitana e del suo futuro nel mondo del calcio. Si è confermato una persona schietta e che sa quello che vuole.

Nelle ultime ore, in esclusiva, abbiamo sentito Arturo Di Napoli, ex attaccante (soprannominato Re Artù), tra le altre squadre, di Inter, Napoli, Salernitana e Messina. Con lui abbiamo parlato di qualcuna delle compagini in cui ha militato e non solo.

Di Napoli, il duello scudetto è già una lotta a due tra Inter e Juventus, o pensi che ci sia qualche altra squadra che possa rientrare?

No, il Napoli può rientrare, ma anche il Milan. Certo l'Inter fino ad oggi si è dimostrata davvero una grande squadra (anche la Juve), ma il calcio è uno sport per definizione che genera grandi cambiamenti in poco tempo.

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Quindi, la corsa per il titolo non è a due squadre.

Restando sull'Inter: Lautaro Martinez è il più forte giocatore della Serie A?

Lautaro ha atteggiamenti da leader (che rappresentano la cosa più importante), oltre che essere capace di compiere gesta da campione. Se non è il più forte di tutti, è comunque sicuramente uno di quelli più bravi.

Che stagione ti aspetti dal Napoli, dopo quella entusiasmante dello scorso anno?

Bisogna ammettere che sul lavoro di Rudi Garcia, sui risultati che otterrà ci sarà sempre l'ombra di Spalletti il quale, come hai detto giustamente tu, ha fatto cose delle cose straordinarie nella passata stagione.

Un fardello troppo pesante?

No, perché è stato bravo a far ritrovare subito compattezza alla squadra ed a riprendersi dopo le prime difficoltà. Non è un fardello troppo pesante, altrimenti lo sarebbe stato, ad esempio, anche per Simone Inzaghi con Conte o in tanti altri casi del genere.

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L'importante sarà, come per ogni allenatore, rimane ancorato al proprio credo calcistico e fare in modo che i suoi calciatori lo seguano con entusiasmo e convinzione.

C’è un giocatore di Serie A in cui ti rivedi oggi?

In uno soltanto no, perché ognuno ha la propria personalità e faccio sempre fatica a fare delle comparazioni del genere. Ma è certo che mi sento accomunato a tutti quegli attaccanti che giocano con convinzione, che cercano sempre la giocata, che provano a puntare e saltare l’uomo, che, insomma, non si accontentano.

Ritieni che la Salernitana abbia una rosa attrezzata per salvarsi o Filippo Inzaghi è chiamato ad un’impresa disperata?

Ci vuole equilibrio per riprendersi. Sicuramente a gennaio serve un buon calciomercato di riparazione, ma non lo vedo assolutamente come un team spacciato o una vittima sacrificale. Il Campionato è lungo e c'è tutto il tempo per riconquistare una classifica dignitosa.

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Inzaghi, secondo me, ha le qualità per tirare fuori la Salernitana da questa situazione, ma devono comunque cominciare a fare dei risultati, in attesa dei rinforzi di gennaio.

Chiudiamo con una domanda personale: come vedi Arturo Di Napoli, nel 2024, all'interno del mondo del calcio?

Io sono impegnato nel progetto, a cura di Gabetti Sport, di riqualificazione degli stadi. È davvero importante, oggi, supportare i presidenti delle squadre di calcio in operazioni di prospettiva. Bisogna star loro vicini, altrimenti diventano attori che mettono i soldi e poi come risultato vengono pure contestati.

In tal senso l'accordo che Gabetti ha stilato con la Serie C è lungimirante, perché mira appunto a ristrutturare e riqualificare stadi ed impianti sportivi.