Intervista esclusiva a Max Esposito: "Napoli, senza Garcia nessun alibi. Mazzarri scelta giusta per riportare entusiasmo, per il futuro dico Conte"

Ai nostri microfoni è intervenuto in esclusiva l'ex calciatore, di ruolo centrocampista offensivo, Massimiliano Esposito, che in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Catanzaro, Reggiana, Lazio e Napoli. Da Mazzarri alla sfida scudetto: ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Massimiliano Esposito. L'ex calciatore, centrocampista offensivo, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Reggiana, Lazio, Napoli, Brescia e Ternana. Dopo la gavetta in Serie C tra le fila del Catanzaro, Esposito ha totalizzato complessivamente 172 presenze e 16 reti in Serie A e 121 presenze e 12 reti in Serie B. Ecco le sue dichiarazioni.

Il Napoli ha recentemente esonerato Rudi Garcia, ti aspettavi di più dall’allenatore francese?

"Francamente, visti i suoi trascorsi e quanto fatto negli ultimi anni, non mi aspettavo potesse fare di più. Da parte sia mi aspettavo sicuramente un po' più di intelligenza calcistica per così dire, soprattutto nel portare avanti almeno per la prima parte della stagione il lavoro svolto da Luciano Spalletti lo scorso anno. Il Napoli era una macchina perfetta, bastava solo andare avanti sulle idee inculcate dal tecnico toscano ai calciatori. Purtroppo non è stato così, Garcia è entrato subito a gamba tesa con la sua metodologia, mettendosi anche diversi giocatori contro. Il suo è stato un approccio controproducente per tutti, i risultati e la classifica lo confermano ampiamente".

Se dovessi individuare le “colpe” del gruppo squadra, invece, quali sarebbero? Dove hanno mancato di più i calciatori azzurri a tuo parere?

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"Le colpe spesso si dividono, in questo caso invece faccio fatica ad individuare mancanze da parte del gruppo squadra. I calciatori azzurri hanno dimostrato in diverse occasioni, come contro il Real Madrid in Champions League, di poter giocare sui livelli dello scorso anno. Certo, se poi l'allenatore comincia a cambiare ruolo anche a giocatori chiave e inizia a fare un turnover spesso inappropriato, dare il massimo diventa difficile per tutti. Un conto è mandare la squadra in campo con autostima e entusiasmo, un conto è andare contro gli ideali con cui è stato vinto uno scudetto, creando malcontento nello spogliatoio. In campo scendono i calciatori, ma il ruolo dell'allenatore è fondamentale".

Walter Mazzarri è l’uomo giusto per il Napoli in questo momento? Ti saresti aspettato un nome diverso per la panchina azzurra?

"Walter Mazzarri è stato preso fondamentalmente per due motivi. In primo luogo, ha accettato il ruolo di traghettatore, accontentandosi di pochi mesi di contratto, a cifre ridotte. Poi, a differenza degli altri profili sondati, conosce la piazza alla perfezione e oltre all'esperienza può portare un'importante botta di entusiasmo all'ambiente e allo spogliatoio. E' stata una scelta intelligente da parte della società. Su chi avrei puntato? Per dare continuità al progetto il nome giusto sarebbe stato sicuramente quello di Antonio Conte. Però, si sapeva sarebbe stato difficile strappare un sì a campionato in corso. Vedremo per il futuro. Tudor, invece, non mi entusiasma più di tanto: è ancora giovane, deve fare esperienza. Sarebbe stata comunque una scommessa".

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Il Napoli non ha un calendario facile, in sequenza: Atalanta, Real Madrid, Inter e Juventus. Su quale aspetto dovrà lavorare maggiormente Mazzarri?

"Mazzarri dovrà lavorare innanzitutto sulla testa dei giocatori, soprattutto per superare queste prime difficili sfide. Deve far capire alla squadra che ora non ha più alibi. Adesso il Napoli deve scendere in campo consapevole delle proprie forze e consapevole di quello che ha fatto pochi mesi fa. A breve ci sarà anche il ritorno di Osimhen, Mazzarri potrà schierare il Napoli ideale. Insomma, quella stessa squadra che fino a pochi mesi fa dominava il campionato. Senza Garcia non ci sono scusanti. Confido di vedere finalmente il vero Napoli".

Alla ripresa del campionato ci sarà il match tra Juventus e Inter, le prime della classe. Chi ti ha impressionato di più finora? Chi è la favorita per lo scudetto a tuo parere?

"L'Inter è la squadra che sta avendo maggiore continuità, di prestazioni e di risultati. Però è anche vero che negli anni i nerazzurri ci hanno abituati a partire bene per poi calare nella seconda parte di stagione. Conosco la Serie A, i valori delle squadre usciranno fuori pian piano, è ancora presto per sbilanciarsi. Le maggiori indiziate per lo scudetto sono sicuramente le prime quattro in classifica: Inter, Juve, Napoli e Milan. Si giocheranno lo scudetto fino alla fine".

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Rispetto alla passata stagione, la Lazio vive un campionato un po’ in chiaroscuro, cosa ne pensi della squadra di Sarri?

"La Lazio è un'incognita. A mio parere rispecchia un po' il proprio allenatore. Sarri è sempre stato lì per spiccare il volo, poi però per un motivo o per l'altro non ci riesce. Le sue squadre gli somigliano, si può prendere ad esempio anche quanto fatto al Napoli. Tanti complimenti, ma alla fine poche cose concrete. Ha attraversato anche un periodo di contestazione e di scarso feeling con la società e lo spogliatoio. Adesso è tornato un po' di sereno nell'ambiente Lazio, ma non credo che la squadra possa finire tra le prime cinque del campionato".

Nonostante i recenti risultati non brillantissimi, il Catanzaro sta sorprendendo un po’ tutti in B. Ti aspettavi un impatto del genere con la serie cadetta?

"Il Catanzaro, sulle ali dell'entusiasmo per la promozione in serie cadetta, è partito benissimo. Poi, è ovvio che nell'arco di un campionato ci siano alti e bassi. Viene da alcuni risultati negativi, ma ha dimostrato di saper esprimere un bel gioco e tornerà sicuramente su quei livelli. Sono sicuro che la squadra di Vivarini farà un ottimo campionato".