Intervista esclusiva a Stefan Schwoch: “Lukaku il dopo Osimhen, il Vicenza risorgerà. Su Torino, Venezia e lotta scudetto…”

Stefan Schwoch ci ha parlato, in esclusiva, di tanti dei temi attuali del nostro calcio di Serie A, B e C. Si è soffermato in particolare su alcune delle sue ex squadre come Vicenza, Napoli, Torino, Venezia, ma anche su altro ancora. Vi lasciamo alle sue parole.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto telefonicamente Stefan Schwoch, ex calciatore e da anni commentatore televisivo. Tutti lo ricordano per essere l’attaccante più prolifico di tutta la storia della Serie B.

Abbiamo approfittato della sua conoscenza e competenza in ambito calcistico, per commentare i fatti recenti che hanno riguardato molte delle sue ex squadre da calciatore (Vicenza, Napoli, Torino, Venezia) e non solo.

Ciao Stefan Schwoch. Partiamo con il parlare di bomber come te: fossi un dirigente del Napoli, come andresti a sostituire un centravanti fortissimo come Osimhen?

Il nuovo allenatore del Napoli conosce bene Lukaku: un giocatore che ti dà forza e ti garantisce un punto di riferimento in avanti. Non che si dia poco da fare, anzi, ma lavorando poi tantissimo come chiede Conte può diventare un calciatore ancora più importante.

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Passiamo alle questioni del Torino: avresti continuato a puntare su Juric e quanto Vanoli potrà dare, secondo te, al popolo granata?

Juric non ha mai centrato l’Europa e questa cosa gli è forse costata il posto, nonostante uno stile di gioco ed un lavoro che reputo positivi.

Delle quattro partite visionate del Venezia quest’anno, tra cui le 2 finali dei playoff che ho commentato, ho visto una squadra forte caratterialmente e con delle caratteristiche di gioco importanti. Sono quindi contento per Paolo (Vanoli, ndr) e credo che farà ancora molto bene anche in granata.

Come si riparte da una sconfitta come quella del Vicenza contro la Carrarese?

Non è facile, la finale è stata vinta dalla squadra meno accreditata, ma che ha anche meritato di più nelle due gare che ho visto (la Carrarese).

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Bisogna capire con che voglia desideri ripartire la società più che i giocatori biancorossi. Il presidente Rosso cosa farà? Ha compiuto investimenti importanti e deve continuare a farli perché una città come Vicenza deve stare almeno in Serie B. Il tutto considerando che ha perso tanti giocatori per problemi fisici e si trova ora senza attaccanti: Ferrari ha fatto il crociato, Ronaldo è infortunato, Rolfini idem.

Con il lavoro e tanta energia positiva per salire, si può puntare l’anno prossimo ad una promozione senza passare per i playoff.

Il tecnico Stefano Vecchi ha parlato dell’importanza della conferma dello zoccolo duro: può essere questo il segreto per ritentare un nuovo percorso promozione con esito, però, diverso da quello di questa stagione?

La conferma dello zoccolo duro è sempre importante. Non scordiamoci dei risultati ottimi che la squadra ha collezionato da quando è arrivato questo nuovo mister (quindi la prima cosa per la quale sono contento è che sia ancora lui l’allenatore del Vicenza). Le rivoluzioni totali non vengono mai premiate, quindi è bene che si conservino almeno 6-7/11 della sua vecchia squadra.

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Un consiglio che daresti al Venezia (la compagine che ti ha fatto vivere la Serie A) da neopromossa, per vivere una stagione di Serie A positiva?

Di partire anche loro dai vecchi giocatori, di non smembrare la rosa, basandosi su scelte ad esempio come quelle fatte dall’Empoli in questo senso. Partendo dalla conferma di Pohjanpalo, che rappresenta una punta centrale essenziale per il Venezia.

Da quale squadra italiana ti aspetti il mercato più importante per dare del filo da torcere maggiore, nella prossima stagione, all’Inter scudettata?

Sicuramente da Juventus e Napoli. Gli azzurri, in particolare, devono cambiare sicuramente qualcosa di importante.