Intervista esclusiva a Sergio Pellissier: “In Nazionale i più forti e non i più giovani, Kean il nuovo Vlahovic. Sulla lotta scudetto…”

Sergio Pellissier ci ha raccontato, in esclusiva, le ultime sul Chievo. Senza peli sulla lingua ha giudicato la Nazionale italiana e, poi, il Torino di Cairo, la scelta della Fiorentina di puntare su Kean. Ha, infine, detto la sua sul Napoli di Conte e la lotta al titolo per quanto riguarda la prossima stagione.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto in esclusiva Sergio Pellissier, storica bandiera del Chievo Verona. Società di cui è adesso il presidente (ex Clivense), dopo averne acquistato all'asta per 330mila euro (sborsati di sua tasca) il marchio, di fronte ai curatori fallimentari. I soci hanno poi ratificato, con un sondaggio (voluto dallo stesso Pellissier e da Ezio Zanin), il cambio di denominazione.

Con lui non abbiamo parlato solo di questo, ma anche di Nazionale, di Torino, Fiorentina e delle big del nostro calcio.

Un saluto a Sergio Pellissier. Rispetto all’ultima volta che ci siamo sentiti, cosa è cambiato negli obiettivi del Chievo (nome che ti sei riconquistato) del prossimo futuro?

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Nulla, continuiamo nella costruzione di un progetto calcistico vincente, con l’obiettivo precipuo di salire più categorie possibili, onorando i nostri colori. Il primo obiettivo è tornare tra i professionisti (ora sono in Serie D, ndr).

Passiamo a parlare di Nazionale. Cosa non ha funzionato nell’Italia degli Europei?

È un enorme dispiacere aver visto un’Italia brutta come mai in passato. In particolare, è sembrata sottomessa, quando la nostra storia dice che siamo abituati a dominare gli avversari. Si può uscire sconfitti, ma non così! Senza cattiveria, determinazione, grinta, voglia e volontà!

La mancanza di un vero bomber può essere stata decisiva? In fondo ci siamo presentati alla competizione con tre attaccanti da uno score non proprio invidiabile: Raspadori (5 reti in Campionato), Retegui (7 reti in Campionato) e Scamacca (12 reti in Campionato).

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Uno dei motivi sì, è senz’altro questo! Il problema è che noi siamo abituati ad esaltare dei calciatori che ancora non hanno dimostrato nulla.

Una volta, poi, era il giocatore più forte a giocare in Nazionale, non il più giovane. Questa volta, invece, non è stato così.

Passiamo a parlare della società in cui sei cresciuto: il Torino. Ti sei fatto un’opinione su questa contestazione che da anni serpeggia nei confronti di Urbano Cairo?

Adesso che sono anch’io presidente di una squadra di club capisco le difficoltà che ha chi ricopre questa posizione. Qualsiasi cosa si fa, ci può essere qualcuno che si lamenta. E poi qui stiamo parlando di una delle tifoserie più importanti e belle d’Italia.

Io credo che Cairo faccia tutto per il bene del Torino, anche se a volte non è facile accontentare dei tifosi così giustamente ambiziosi.

La Fiorentina ha preso Moise Kean: a tuo parere si può rilanciare con la maglia viola?

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Io penso di sì, perché lì potrebbe diventare il giocatore più importante dell’attacco. E lui ha bisogno di giocare, di sentirsi il calciatore centrale di una squadra. Uno dei più importanti quanto meno. Mentre nella Juventus non era così.

Di qualità, tecniche e fisiche, ne ha tante. Può diventare il nuovo Vlahovic per la Fiorentina.

Quali saranno le squadre, secondo te, che l’anno prossimo si giocheranno lo scudetto?

L’Inter che ha cambiato e cambierà poco, e quindi che si confermerà la squadra da battere. Poi Juventus e Milan.

E il Napoli di Conte?

Lui ha dimostrato di saper fare bene con tutte le squadre con cui ha lavorato. Farà investire tanto al suo presidente, perché vuole certi giocatori, quelli adatti al suo credo calcistico. E sono certo che il Napoli diventerà una squadra capace di rompere le scatole a tutti.