Intervista esclusiva a Denis Godeas: "L'Udinese sempre una bella sorpresa. Venezia? Durissima senza Pohjanpalo. Mi aspetto di vedere la Triestina…"

Intervista esclusiva a Denis Godeas. Esordisce da professionista con la Triestina nella Serie C1 1991/92, per tornare nel club giuliano in diversi periodi della propria carriera da calciatore, contraddistinta per aver giocato e segnato almeno un goal in ogni categoria del settore calcistico italiano, dalla Serie A alla Terza Categoria. Tra le varie, debutta in Serie A con la maglia del Como nel 2002. Sua la rete decisiva che consentì al Palermo l'accesso agli ottavi di finale della Coppa UEFA 2005/06.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Denis Godeas. L'ex calciatore, nativo di Medea (comune del Friuli-Venezia Giulia), ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra che ha contraddistinto la propria carriera, la Triestina. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club della Serie A attuale in cui ha militato (Como, Udinese e Venezia), oltre che sulle condizioni di una sua ex con la quale ottenne il titolo di capocannoniere (28 reti) nella Serie B 2007/08, il Mantova.

Denis, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Da friulano, non può mancare un giudizio personale sull'Udinese, squadra a quota 29 punti dopo ventitré giornate di Serie A. Cosa rappresentano questi numeri? Inoltre, quali calciatori si stanno rivelando una lieta sorpresa?

Sì, seguo volentieri le dinamiche che riguardano l'Udinese, anche perché in questa squadra ebbi la grande occasione di debuttare grazie a Giovanni Galeone, il quale la portò in Serie A nel 1995. Incontro tanti tifosi e devo ammettere che mi lasciano molto perplesso varie voci che manifestano disappunto sulla politica adottata da questa società. Sarà anche vero che sono pochi i calciatori italiani e quelli prodotti dal vivaio che s'inseriscono in prima squadra, ma non capisco come si faccia a parlare male di un club che è in massima serie ininterrottamente da tantissimi anni, oltre ad aver regalato diverse gioie nel palcoscenico europeo con varie edizioni in Coppa UEFA e nella storica Champions League, con Luciano Spalletti in panchina. I tempi sono cambiati, è vero, ma bisogna accettarlo. Poi, resta fuori discussione che l'assetto societario sia tra i migliori nel panorama non solo italiano, ma internazionale.

A parte queste considerazioni, nell'Udinese di oggi vedo una squadra migliorata rispetto a quella della passata stagione. È un gruppo gagliardo, molto fisico, che corre tanto e mette in difficoltà tutti. Sta facendo un campionato superlativo. Anche la formazione di quest'anno ha fatto scoprire, ancora una volta, dei calciatori con buone qualità individuali e di prospettiva, ma il merito va dato a un allenatore che sta facendo le cose per bene e mi sta ben sorprendendo. Fossi un tifoso dell'Udinese, non potrei che essere contento di questo rendimento.

Sono vari gli elementi interessanti in questa Udinese. Da ex attaccante, posso dire che Lorenzo Lucca mi piace molto, ha una forza fisica come pochi, è giovane e può migliorare ancora tanto. Se continuerà di questo passo, tra qualche tempo sarà in una delle cosiddette "big". Anche se non sono più in una tenera età, Thauvin e Sanchez stanno dando un apporto prezioso in avanti. C'è anche Simone Pafundi nella schiera dei giovanissimi, uno che ha del talento ma non riesce a esprimerlo al meglio, nonostante l'Udinese stia facendo di tutto per portarlo ad alti livelli già da alcuni anni. Rispetto agli altri compagni di squadra, mi sembra quello che abbia più difficoltà a reggere sul profilo della resistenza fisica, per cui i problemi da risolvere sono sull'aspetto atletico e non su quello tecnico.

Alla prossima giornata di campionato è in programma Napoli-Udinese. Come preparerebbe la gara Denis Godeas, se fosse al posto di Runjaic?

È una delle più difficili della stagione, senza dubbio, perché tutti stanno vedendo cosa stia facendo il Napoli, ma l'Udinese ha meno da perdere e si concentra meglio in questo genere di partite. La squadra mi sembra piuttosto in salute e sul profilo atletico sta mantenendo livelli più che buoni. Mette bene in difficoltà ogni avversario, perché ha sempre tanta corsa e determinazione.

Tra le due, credo che il Napoli avrà più pressione, perché sa che deve vincere per continuare a tenere il primo posto. Deve giocare come già sa fare, senza stravolgere alcun meccanismo. Il Napoli, in questo periodo della stagione, sta andando molto forte e ha un grande entusiasmo dalla sua. Resta la favorita per la vittoria in questa partita, però Conte sa molto bene che non potrà sottovalutare l'avversario, perché l'Udinese non squadra che regala punti.

Per il Venezia prime cinque gare del 2025 con tre pareggi e due sconfitte, ma sono stati diversi i punti persi in situazioni di vantaggio contro Empoli, Parma e Verona. Considerando anche la cessione di Doge Pohjanpalo, quante possibilità di permanenza in Serie A ci sono per la squadra allenata da Di Francesco?

Conosco molto bene anche Venezia, ho vissuto un'esperienza importante lì. C'è anche un mio amico ed ex compagno di squadra, il direttore sportivo Filippo Antonelli. Mi dispiace molto vedere questa condizione di classifica, oltre che una realtà piuttosto complicata.

La perdita di Pohjanpalo sarà molto sentita, è fuori discussione, ma l'offerta ricevuta dal Palermo è stata piuttosto importante ed era difficile dire di no. La squadra è nelle mani di un allenatore preparato ed esperto, sta dando l'anima e sta facendo tutto quello che può con chi ha a disposizione. Naturalmente, in campo non va Di Francesco e, obiettivamente, il Venezia non mi sembrava irresistibile già dall'inizio della stagione. Sapevo che avrebbe fatto fatica, lo sarà ancora di più con questa cessione.

Anche la sfortuna sta facendo la propria parte, perché si è fatto male Stankovic e in porta non c'è un degno sostituto. Ci sarà anche un calendario con partite decisamente non semplici da affrontare. Un po' tutto si sta mettendo contro questa squadra. Purtroppo, non vedo grandi aspettative e la salvezza resta davvero complicata da raggiungere.

Soltanto una vittoria per il Como, quella contro l'Udinese, nelle cinque giornate disputate nel 2025. Denis Godeas si sarebbe aspettato di vedere la squadra allenata da Cesc Fabregas nella parte sinistra della classifica?

Erano tante le aspettative prima che iniziasse il campionato, vari acquisti che hanno portato entusiasmo a tutto l'ambiente e che lasciavano presagire che il Como diventasse una delle rivelazioni di questa stagione, con il classico bel mix tra giovani di prospettiva e più esperti della categoria. Belle parole spese e molti apprezzamenti, ma, per quello che si è visto fino ad oggi, è una delle più grosse delusioni. Questa società ha speso davvero tanto, sia nel mercato estivo che in quello di gennaio, ma i risultati non sono stati affatto all'altezza di questi investimenti. I punti in classifica non sono proporzionati al budget speso, perché il Como avrebbe dovuto trovarsi piuttosto lontano dall'attuale posizione.

Sta facendo tanta fatica e nel calcio attuale bisogna badare più alla praticità che alla bellezza del gioco, specialmente se si tratta di una neopromossa. Sono state tante le buone intenzioni da parte della società, così come apprezzo gli sforzi compiuti da Fabregas per proporre un calcio innovativo, ma sono sempre i risultati a parlare per tutti. Questa squadra sta compiendo il minimo sindacale.

Tra i vari, è stato acquistato Raphaël Varane dal quale ci si aspettava che diventasse un riferimento per la difesa, ma non ha giocato un solo minuto. Anche altri più esperti mi hanno sorpreso in maniera negativa. Paradossalmente, proprio dai giovanissimi stanno venendo fuori le sorprese migliori, tra cui Nico Paz che sta andando fortissimo ed Alieu Fadera che si sta comportando bene.

Oltre a Monza e Venezia, più staccate rispetto al terzultimo posto in classifica, quale di quelle che giocano per la permanenza in Serie A rischia di più?

A malincuore, credo che tra quelle che stiano facendo più fatica ci sia il Parma. Ho avuto la fortuna di giocare con Fabio Pecchia al Como, lo conosco piuttosto bene e so quanto sia maniacale nel preparare le gare nei dettagli. È un allenatore che ha dato dimostrazione di riuscire a portare a compimento gli obiettivi con una certa bravura, basti vedere la bellissima promozione ottenuta lo scorso anno.

Nonostante la squadra abbia un'impronta giovane, composta da tanti ragazzi che possono ambire a un'ottima carriera, l'ho vista in seria difficoltà negli ultimi mesi. Non so cosa sia potuto accadere, perché ha iniziato piuttosto bene e fa strano vederla in quella posizione di classifica. Credevo facesse un campionato diverso, anche se mancano ancora tante partite per rimediare. Ha tutte le qualità per tirarsi fuori dalla zona pericolosa, la classifica è piuttosto corta e lascia spiragli di miglioramento.

Oltre ad Audero e Magnani, al Palermo arriva anche Doge Pohjanpalo. Tuttavia, la squadra allenata da Alessio Dionisi proviene dall'ultima sconfitta interna contro il Pisa e la classifica registra 30 punti. D'ora in avanti, quale campionato si aspetta di vedere dai rosanero?

Palermo è un posto che mi è rimasto nel cuore, perché lì ho vissuto un'esperienza unica. All'inizio di campionato, credo che fosse obiettivo di tutti quello di trovarsi in ben altre posizioni di classifica. Anche in questa città erano tante le aspettative, ma le cose sono andate in una direzione piuttosto lontana da quella prefissata. Bisogna soltanto pensare di essere concreti il più possibile e di centrare la migliore posizione nei Playoff, perché questa è una squadra che deve fare di tutto per andare in Serie A.

L'acquisto di Pohjanpalo dice tanto, perché questo attaccante è un lusso per una formazione che milita in Serie B. Anche gli arrivi di Audero e Magnani testimoniano che la società abbia desiderio di ambire ad altri traguardi. La strada è piuttosto lunga e insidiosa, basta poco per stravolgere gli equilibri. C'è tutto il tempo e il modo per fare bene, con il pensiero di diversi giocare il tutto per tutto nei Playoff.

Oltre al neo acquisto di Paulo Azzi dal Cagliari, Giovanni Stroppa ritrova Mattia Valoti, entrambi insieme ai tempi del Monza. Dalla Cremonese ci si attendeva un campionato con un migliore rendimento in classifica?

Anche la Cremonese è una squadra che ha fatto investimenti piuttosto oculati, ma è mancato l'equilibrio nel portare avanti una certa programmazione. I cambi di allenatore, inevitabilmente, hanno condizionato le prestazioni del gruppo. Sono stati molti i punti persi e la distanza dalle prime posizioni è diventata netta. I nuovi innesti del mercato di gennaio sono un segnale di come questa società voglia arrivare il più in altro possibile, ma credo sia normale non essere particolarmente contenti per il rendimento di questa stagione. Manca ancora tanto e può rilanciarsi per fare ancora meglio nel girone di ritorno, fermo restando che il distacco dalle prime due posizioni dice tanto su quello che è stato, finora, il campionato della Cremonese.

Mantova a quota 28 punti, a tre lunghezze dalle posizioni per i Playout ma a due dall'ultimo posto utile per i Playoff. Quale obiettivo si aspetta dalla squadra allenata da Davide Possanzini?

Il Mantova sta facendo il campionato che deve, all'insegna dell'equilibrio tra prestazioni e risultati, avendo il chiaro obiettivo di mantenere la categoria. Si tratta di una neopromossa, con una società che ha calibrato bene il budget in occasione del mercato di gennaio. Resta in una posizione di classifica delicata e basta una sequenza di pochi risultati a far cambiare tutto.

Possanzini è un attore serio e capace, sta portando avanti il lavoro iniziato lo scorso anno ed è stato bravo a non stravolgere l'assetto della squadra. Fa giocare un calcio senza fronzoli. Ho letto e sentito di pareri contrastanti sui troppi goal subiti per via di un gioco impostato dal basso, specialmente dopo l'ultima di campionato giocata a Modena, ma è anche vero che si tratta di una squadra che segna abbastanza. Credo che lui saprà fare tesoro di certe situazioni negative e sono sicuro che migliorerà determinati aspetti per rischiare di meno. Nel suo insieme, sta svolgendo bene il suo lavoro e va lasciato tranquillo.

Da regolamento del campionato di Serie B, se la terza in classifica arriva con 14 punti di vantaggio sulla quarta, al termine della regular season, accede direttamente nella massima serie. Resta soltanto un'ipotesi o c'è la concreta possibilità, considerando gli attuali 11 punti di distacco dello Spezia dalla Cremonese?

La Serie B la conoscono tutti. È un campionato complicato per tutte le squadre, ma quest'anno si sta profilando una situazione piuttosto anomala. Non mi sembra di ricordare un precedente dove il distacco fosse così ampio tra le prime tre e le restanti. Arrivano i mesi peggiori, proprio a febbraio e marzo le gambe iniziano a diventare più pesanti e la stanchezza può farsi sentire all'improvviso. Poi, bisogna anche essere fortunati a non incappare in infortuni seri che possono pregiudicare la stagione. È vero che Sassuolo, Pisa e Spezia hanno corso alla grande e fatto tantissimi punti, ma ce ne sono ancora tanti da fare. È un distacco da tenere in seria considerazione, perché si tratta di forbice piuttosto larga, ma credo che le prime tre non riusciranno ad avere, fino al termine del campionato, lo stesso ruolino di marcia che hanno avuto finora. Undici punti sono già tanti e sarà difficile che la terza potrà staccarsi ulteriormente. Penso, quindi, che i Playoff si disputeranno anche in questa stagione.

Per la Triestina un totale di sei vittorie in questo campionato, ma tre di esse sono avvenute dall'inizio del 2025, di cui l'ultima sul terreno di gioco del Lumezzane. Come si sta comportando Attilio Tesser, secondo Denis Godeas?

Attilio Tesser è il mio mister del cuore, perché è colui che mi ha allenato più di tutti. Lo considero il valore aggiunto di questa squadra. Non sono soltanto un ex della Triestina ma un tifoso di questa maglia. La stagione è partita malissimo, con una gestione dell'insieme davvero folle, tanto da creare una sorta di mostro che sembrava destinato a un esito senza possibilità di rimedio. Per fortuna, nel caos totale c'è stato il suo arrivo e da fine novembre in poi ha messo un bel po' di cose al proprio posto. Rispetto alla prima parte di stagione, si è vista una Triestina completamente rivoluzionata, molto più organizzata e tranquilla, un'altra squadra, insomma. Nell'ultima gara di Lumezzane la prestazione è stata superlativa, occorre ripartire da questi tre punti preziosi ottenuti, tra l'altro, con pieno merito.

Con Tesser la squadra ha avuto un rendimento da Playoff, ma il gap attuale con i punti salvezza resta piuttosto considerevole. L'aspetto più significativo è vedere, finalmente, una squadra seria in campo. La situazione, però, resta piuttosto delicata. I danni della prima parte di stagione sono stati talmente tanti che, qualora dovesse riuscire a portare la squadra alla salvezza, entrerebbe di diritto nella storia di questo club.

Sta tornando anche un po' di entusiasmo nella piazza, per cui mi aspetto che tutti i tifosi diano una grande mano a questa squadra per le gare che restano da giocare. Mi auguro di cuore che questa Triestina possa compiere un autentico miracolo sportivo.

Prima presenza per Arthur Ioniță e prima rete realizzata con la maglia della Triestina. In extremis, è arrivato anche Luca Strizzolo, mentre Sofian Kiyine è stato ceduto in prestito Foggia. Eetu Vertainen sembrava destinato al Pescara, invece è rimasto. Qual è il giudizio sul lavoro di Delli Carri nella fase di calciomercato, appena concluso?

Anche in chiave mercato, la Trestina ha mosso dei colpi di prestigio. Delli Carri è un conoscitore della categoria ed è riuscito a portare gente esperta in una squadra che ha bisogno di tentare il tutto per tutto per raggiungere la salvezza. Credo che sia stato molto bravo a riequilibrare la rosa, andando a selezionare il gruppo con calciatori realmente motivati.

Ioniță in Serie C è una garanzia ed è partito subito alla grande, ma avrà bisogno di ulteriore minutaggio in campo per trovare la migliore condizione fisica. Anche Strizzolo è un attaccante che si porta dietro tantissime partite del campionato di Serie B, riuscendo a raggiungere risultati importanti, tra cui l'esperienza di Pordenone. Può fare la differenza in questo campionato, la Triestina si aspetta di vedere anche i suoi goal.

Per il Padova sette punti nelle ultime 5 gare di campionato, mentre il Vicenza ha totalizzato l'en plein e si ritrova a 3 punti dal primo posto. Sono più i demeriti della squadra di Andreoletti o i meriti di quella di Vecchi?

Penso siano vere entrambe le condizioni, ma l'ultimo periodo di Padova e Vicenza rappresentano la fotografia del calcio, in cui nulla è da dare per scontato. Fino a qualche tempo fa, sembrava che il primo posto del campionato fosse già ampiamente assegnato, ma un periodo strano del Padova ha rimesso in piena corsa un Vicenza che non si è mai arreso all'idea di potercela fare. Probabile che ci sia stato un eccesso di sicurezza da parte della squadra di Andreoletti che ha determinato questo rallentamento. Credo che il Padova sia la squadra più completa di questo girone, però c'è un Vicenza che ha il morale altissimo e ha messo il fiato sul collo.

Tra due giornate c'è proprio Vicenza-Padova. Per il primo posto, si decide tutto in questa gara?

Non credo sarà decisiva, ma potrà rappresentare un grande spartiacque per il campionato. Se il Vicenza dovesse riuscire a fare sua la gara, il Padova rischierebbe tantissimo, in quanto il morale andrebbe tutto dalla parte della squadra di Vecchi; se dovesse vincere il Padova, verrebbe messa una grande ipoteca in favore della squadra di Andreoletti. L'unica cosa certa è che nessuno regalerà niente e per entrambe ci saranno ancora tante partite con avversari agguerriti per i rispettivi obiettivi. Il girone che sembrava già chiuso da tempo si è trasformato in un'arena dove si daranno battaglia due grandi squadre, anche se, al momento, il Padova mantiene un piccolo ma prezioso margine di vantaggio.

Denis, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.

Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.