Intervista esclusiva a Simone Braglia "Ottimi i nuovi al Milan, Champions ancora possibile. Bravo Vieira, ma Gilardino ha fatto tanto per il Genoa. Balotelli? Mi spiace..."

Intervista esclusiva a Simone Braglia. Cresciuto nelle Giovanili del Como, esordisce da professionista in Serie C2 con il Legnano, vincendo il campionato nella stagione 1982/83. Rientra nel club lariano che lo cede di nuovo in prestito al Pavia, poi ancora alla Sambenedettese. Nel 1987 va al Lecce, mentre l'anno successivo al Monza. Esordisce in Serie A con la maglia del Genoa, con cui approda alle semifinali di Coppa UEFA nel 1992. Quattro anni significativi nel Perugia, con doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A. All'età di 35 anni sigla un contratto con il Milan, tuttavia senza riuscire a esordire.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Simone Braglia. L'ex portiere, nativo di Ponte Chiasso, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra che ha contraddistinto la propria carriera, il Genoa. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club della Serie A attuale in cui ha militato (Como, Lecce e Monza), oltre che sulle condizioni di una sua ex con la quale vinse il campionato di Serie C1 nella stagione 1993/94, il Perugia.

Simone, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Nella Sua carriera c’è stato il grande pregio dell'approdo al Milan, malgrado nessuna presenza. Sulla stagione attuale della squadra rossonera, invece, quali sono le riflessioni personali?

Fino a dicembre scorso, il percorso del Milan è stato piuttosto deludente per varie vicissitudini, oltre che in controtendenza con la storia e il blasone di questo club. I risultati insoddisfacenti, tranne che in qualche gara di un certo livello, sono stati in linea con quelle che erano le prestazioni in campo. Poi, il mercato di gennaio ha cambiato un bel po' lo scenario e sono arrivati rinforzi importanti, tra cui Kyle Walker, Santiago Giménez e João Félix. Sono tre innesti che hanno dato subito un forte impulso a questo Milan, la loro presenza in campo si è mostrata subito determinante. Per il prosieguo di questa stagione, tutti i tifosi si auspicano di vedere dei risultati importanti, com'è giusto che sia per una squadra che ha questo nome.

In relazione ai risultati del Milan in questo campionato, quante possibilità ci sono per il quarto posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League?

Se Sérgio Conceição riesce subito a compattare i nuovi arrivi con quelli già presenti in squadra, con le motivazioni che ha dimostrato di riuscire a dare, direi che questo Milan può ancora ambire a quel quarto posto che significherebbe davvero tanto. Non sarà affatto facile, naturalmente, perché molto dipenderà dai risultati delle altre squadre che precedono. Per quello che si è visto fino a oggi, credo che la Lazio resti l'avversaria più temibile, quindi la più accreditata per aggiudicarsi la qualificazione in Champions. Mancano ancora diverse partite e sarà piuttosto difficile, ma questo Milan ha la qualità per provare a centrare questo obiettivo.

Tra la scalata delle posizioni di classifica in campionato e la qualificazione agli ottavi di Champions League, quale diventa l'obiettivo primario per il Milan?

La Champions rende molto sul profilo economico. È inutile nascondere questo aspetto, perché andare il più avanti possibile in questa competizione significa ottenere grandi introiti. La stabilità finanziaria è il vero obiettivo, ma vale per tutte le società. Per quanto riguarda il profilo puramente sportivo, credo che il Milan abbia le possibilità di passare il turno. Sarebbe molto affascinante che si possa vedere all'orizzonte un derby di Milano agli ottavi di finale. Reputo che questa squadra, rinnovata con gli acquisti di gennaio, sia più orientata alla Champions piuttosto che al campionato, anche se quest'ultimo non va perso di vista, anzi.

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Dall’esonero di Alberto Gilardino fino alla panchina di Patrick Vieira. Ventisette punti in ventiquattro gare di campionato. Qual è il giudizio di Simone Braglia sulla stagione disputata, finora, dal Genoa?

Premettendo che le scelte vengono fatte sempre dalla proprietà, direi che sono stato dispiaciuto per come è avvenuto l'esonero di Gilardino. A mio parere, l'identità di questa squadra è quella del suo precedente allenatore, perché non ho visto grandissimi cambiamenti. A Vieira, comunque, va dato atto dei risultati importanti che sta riuscendo a ottenere, perché ha avuto la bravura di non stravolgere gli assetti di questo gruppo.

Vorrei aggiungere che Gilardino è stato esonerato in un momento davvero delicato, quando la squadra aveva molte assenze. Poi, c'è stato qualche rientro importante e mi sembrava che il Genoa stesse tornando a fornire buone prestazioni, come la vittoria a Parma e il pareggio in casa contro il Como ottenuto all'ultimo secondo da una situazione di svantaggio. Stava riprendendo la buona strada per far tornare nuovamente il suo Genoa, ma, purtroppo per lui, è andata diversamente. Non è una casualità che Vieira, con il ritorno dei numerosi infortunati, sia riuscito a ottenere risultati importanti, a cominciare dalla presenza di Mattia Bani e Johan Vásquez.

Il Genoa è ritornato ad essere nelle posizioni di classifica che più competono a questa squadra e, in linee generali, il lavoro di Vieira mi sta soddisfacendo. Per il futuro, spero che questa società gloriosa, la più antica d'Italia, possa ottenere qualche grande soddisfazione. Sarebbe bello vederla competere per un obiettivo molto più importante di una tranquilla salvezza.

Sei presenze in campionato, per un totale di poco meno di un’ora complessiva di gioco. Cosa ne pensa dell’acquisto e della gestione di Mario Balotelli da parte di Patrick Vieira?

Indipendentemente dalle valutazioni soggettive che ciascuno può avere, credo che Balotelli sia ancora un calciatore di una certa valenza. Posso soltanto rimettermi a quella che è la volontà da parte di Vieira, il quale sa più di chiunque altro come stiano andando le cose. Presumo che il suo impiego molto limitato non sia stato tanto per una questione di natura tecnica e atletica, quanto per aspetti caratteriali che riguardano il suo rapporto con l'allenatore. In tutta sincerità, mi spiace non averlo visto giocare molto di più in questo Genoa.

Per la prossima gara interna contro il Venezia, le assenze di Milan Badelj e Morten Thorsby possono costituire un alibi, qualora per il Genoa non dovessero arrivare i 3 punti?

Si tratta di uno scontro diretto per il Genoa, per cui i punti restano vitali. Resta una gara fondamentale per il prosieguo, è fuori discussione. L'importante è non perdere queste partite, talvolta può andare bene anche un punto. Anche se mancheranno questi due calciatori importanti, la vittoria contro il Venezia deve essere centrata, soprattutto perché si gioca in casa. Prossimamente, il Genoa avrà diversi scontri diretti e arrivano in una fase cruciale del campionato. Sono fiducioso per il prosieguo, perché penso che sia una squadra piuttosto rodata e responsabile da poter raggiungere l'obiettivo di una salvezza in tutta tranquillità.

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Quattro punti nelle ultime sei giornate di campionato, da quando è iniziato il 2025. Quali sono le considerazioni sul Como di questa stagione?

Il Como è una società ambiziosa, con un progetto serio ed a lungo termine da portare avanti. Oltre ai singoli nomi, intravedo un grosso avvenire per questo club. C'è bisogno di guardare in faccia alla realtà e, senza girarci troppo intorno, l'obiettivo di questa stagione resta la salvezza. È in una posizione di classifica molto rischiosa, per cui non si può pensare ad altro se non raggiungere l'aritmetica permanenza in Serie A. Si potrà pensare a scenari diversi soltanto dopo aver ottenuto questa salvezza, perché è ancora una squadra nuova e con tanti giovani che si stanno approcciando a un campionato strano e difficile, come quello italiano. Ciò nonostante, vedo in alcuni una certa disinvoltura, con Nico Paz sopra tutti. Anche Assane Diao sta dimostrando di possedere grandi potenzialità. Personalmente, sono ampiamente soddisfatto del lavoro svolto sia dalla società che da Fabregas, anche se quest'ultimo dovrà ancora modellare al meglio questa squadra per trovare la giusta dimensione.

“Ci salveremo, non ho dubbi”. Queste sono state le recenti parole di Carlalberto Ludi, Direttore Sportivo del Como. Le condivide?

Non ho il benché minimo dubbio sulla salvezza di questa squadra. È un pensiero che porto con me dall'inizio del campionato e lo ribadisco tuttora. Per me, il Como diventerà un club rivelazione della Serie A per gli anni a venire.

Con l'esonero di Salvatore Bocchetti, torna di nuovo Alessandro Nesta come allenatore del Monza. Cosa ne pensa di questa scelta adottata da parte del club brianzolo?

Al di là dei cambi di allenatore, credo che la condizione del Monza attuale sia la conseguenza di un depauperamento di organico iniziato già dall'estate scorsa. Sono stati ceduti vari calciatori con dei valori tecnici importanti e non sono stati fatti investimenti all'altezza. Mi sembra che la società abbia portato avanti come obiettivo principale la monetizzazione proveniente dalle cessioni più onerose. L'ultima avvenuta, quella di Daniel Maldini, mi sembra sia emblematica di una società che sta tirando i remi in barca. Non so quanto siano vere le voci su un possibile cambio di proprietà, ma non vedo più determinate prospettive future, come quando c'era Berlusconi.

Vittoria a Parma e pareggio interno contro il Bologna. Quanto possono essere determinanti queste ultime due gare per l’autostima del Lecce e quanta tranquillità può fornire il distacco attuale con quattro punti di vantaggio sulla terzultima?

Per una squadra che ha come obiettivo quello di salvarsi, quattro punti sono davvero tanti. Oltre al rendimento della squadra, mi piace evidenziare che il Lecce sia una società in salute. Ha un direttore sportivo, Pantaleo Corvino, che riesce a trovare sempre calciatori da valorizzare e sui quali, poi, capitalizzare. Anche quest'anno la squadra ha un gruppo piuttosto coeso, malgrado abbia avuto dei periodi difficili in precedenza. Mi sembra che si sia ritrovata una certa serenità, oltre che la convinzione dei propri mezzi. Contro il Bologna, in particolare, ha offerto una prestazione convincente: se non fosse stato per Skorupski, il Lecce avrebbe avuto altri due punti in più in classifica. Le possibilità di salvezza di questa squadra sono molto alte.

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Domenica prossima è in programma Monza-Lecce. Più una grande occasione per Alessandro Nesta di tentare il tutto per tutto oppure per Marco Giampaolo di trovare altri punti determinanti per la permanenza in Serie A?

Mai nessuna gara è scontata, ma credo che ci sia più pressione per il Lecce che non per il Monza. Viste le condizioni delle due squadre, l'importanza del risultato resta molto più grande per Giampaolo. Il Monza non farà regali, come è giusto che sia, ma mi sembra piuttosto demotivato. Il Lecce sa che dovrà giocare questa gara mantenendo molta l'umiltà, ma, se metterà la voglia che si è vista nelle ultime giornate di campionato, credo che potrà tornare a casa con una vittoria fondamentale per la stagione.

Scudetto 2024/25. Quale squadra resta la favorita per la vittoria?

Per me la favorita è il Napoli, perché ha una squadra tecnicamente valida e caratterialmente molto forte, oltre che un allenatore che non trascura alcun dettaglio. Considero Antonio Conte uno dei migliori allenatori, non soltanto in Italia. L'Inter, pur essendo una squadra con qualità complessive superiori, dovrà affrontare numerose partite e il rendimento da tenere a certi livelli sarà piuttosto difficile. Basti pensare alla partita di Firenze, per cui ci vuole poco per avere una giornata no e compromettere un percorso. Potrà essere un fattore che può permettere al Napoli di avere un vantaggio per il prosieguo del campionato.

Anche quattro stagioni nel Perugia e una nella Lucchese. Lunedì prossimo c’è proprio Lucchese-Perugia, valevole per la ventisettesima di campionato. Quale gara si aspetta di vedere?

Credo che si tratti, principalmente, di una gara tra due nobili decadute del calcio italiano. Il rendimento di entrambe è lo specchio delle condizioni delle rispettive società. Per i trascorsi che hanno vissuto, questa categoria resta piuttosto stretta sia per la Lucchese che per il Perugia, ma specialmente per quest'ultima. Spero che potranno tornare a disputare, quantomeno, una Serie B, perché va fatto tutto il possibile affinché si difenda il patrimonio storico di queste due realtà. Tutto, però, dipenderà dai desideri e dai progetti delle proprietà.

Tornando al presente, credo in questa gara rischi di più il Perugia, perché le pressioni di questa piazza si fanno sempre sentire, anche se si disputa un campionato di Serie C. Quello di Lucca è un campo piuttosto difficile e la posta in palio resta altissima. Si tratta di una partita da vincere per tutte e due, ma il mio auspicio è che il Perugia la possa far sua, sia per dare una svolta immediata a questa stagione che come monito a un futuro più radioso per questa squadra.

Quali portieri dell’attuale Serie A stanno piacendo a Simone Braglia?

Credo che sia troppo penalizzato dall'opinione pubblica, ma il portiere che mi sta piacendo di più è Alex Meret. Subito dopo, c'è Marco Carnesecchi. In questa stagione, secondo me, sono loro due i maggiori protagonisti di questo campionato. Soprattutto per Carnesecchi, se continuerà con questo rendimento e tenendo conto di un'età ancora molto giovane, potrà diventare uno dei portieri più interessanti nel panorama internazionale.

Simone, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.

Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.