Intervista esclusiva a Michele Gelsi: "Né fenomeno, né brocco, Palladino resta un buon allenatore. L'Udinese? Bella realtà, ma pochi italiani. E l'Atalanta..."
Intervista esclusiva a Michele Gelsi. Cresciuto nelle Giovanili della Fiorentina, esordisce da professionista con la prima squadra viola nella Coppa Italia 1984/85, debuttando con la stessa maglia anche in Serie A nella stagione successiva, all'età di 17 anni. Dopo cinque anni a Firenze, approda in Serie B con il Parma per una stagione, poi il passaggio al Pescara, diventando la seconda presenza in assoluto nella storia del club abruzzese con oltre 300 presenze. Importanti esperienze anche a Livorno e Arezzo, dove vinse il campionato di Serie C1, rispettivamente, nella stagione 2001/02 e 2003/04.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Michele Gelsi. L'ex calciatore, nativo di Capoliveri, comune in provincia di Livorno, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra nella quale ha compiuto i primi passi da professionista, la Fiorentina. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club della Serie A attuale in cui ha militato (Parma e Udinese), oltre che sulle condizioni del Pescara, con i cui colori sociali ha contraddistinto la propria carriera.
Michele, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Nel post gara contro il Napoli e malgrado la sconfitta, sia Raffaele Palladino che Daniele Pradè hanno visto una squadra con qualità e carattere, mentre per Lorenzo Amoruso, ex viola degli anni '90, risulta apatica già da diverso tempo, oltre a ritenere che Palladino andasse esonerato dopo la sconfitta di Monza. Anche in relazione a queste considerazioni, qual è il pensiero di Michele Gelsi sull'attuale stagione della Fiorentina?
Firenze è una piazza stupenda, ma molto esigente. Fa parte della normalità che tutti i tifosi della Fiorentina si aspettino sempre quel qualcosa in più rispetto alla stagione precedente, soprattutto se vedono che nella squadra ci sono delle potenzialità che possono portare a ottenere risultati importanti. Credo che la squadra sia stata costruita bene, seguendo le linee di una programmazione futura promettente. Ci sono tanti giocatori giovani e con buone prospettive di crescita, questa è la giusta base per creare una formazione sempre più solida e competitiva.
In questa stagione, la società avrebbe potuto fare qualche sforzo in più sul fronte degli acquisti per individuare un'alternativa a Moise Kean. Per il resto, ha strutturato una rosa che può ambire a migliorare l'attuale posizione di classifica. L'obiettivo non è di certo lo Scudetto, come si poteva indurre a pensare fino a qualche mese, ma proiettarsi il più in alto possibile. Ci vorrà del tempo, però penso che resti forte l'ambizione di ottenere la qualificazione in Champions League.
Non sono d'accordo sulle considerazioni che riguardano Palladino. Ritengo che non fosse un fenomeno quando la Fiorentina era nelle prime quattro posizioni, ma nemmeno da considerare un brocco soltanto perché, ultimamente, la squadra sta avendo dei disagi sul profilo dei risultati. Bisogna cercare di avere sempre un equilibrio nelle valutazioni e considerare tutti gli aspetti che condizionano un allenatore. Mi sembra che la squadra lo segua e credo che questo aspetto fondamentale sia stato compreso anche dalla dirigenza. Difatti, gli ha lasciato piena fiducia. Per me, Palladino sta facendo un buon lavoro che, tra l'altro, deve essere ancora portato al termine. Conclusa la stagione, si potrà tracciare un bilancio più completo del suo operato.
Dal 4-2-3-1 di inizio stagione al 3-5-2 più recente. Quali particolari variazioni di natura tattica ha notato tra i due sistemi di gioco della Fiorentina di Raffaele Palladino, anche in relazione all'inserimento degli acquisti provenienti dal mercato di gennaio?
La scelta del sistema di gioco resta un aspetto relativo. Si tratta di professionisti che sanno adeguarsi in ogni situazione e giocano adattandosi a quella che è la disposizione dell'avversario di turno. Ho visto giocare diverse volte la Fiorentina e, specialmente in casa, si sono viste cose interessanti con il 4-2-3-1. Poi, nel corso della stagione subentrano, purtroppo, anche aspetti improvvisi come gli infortuni che costringono un allenatore a rivedere l'assetto tattico. Anche un calo di rendimento credo sia fisiologico, perché non va dimenticato che la squadra sta disputando la Conference League che porta via un bel po' di energie per affrontare al meglio campionato.
Nel 3-5-2 c'è possibilità di proiettarsi in avanti con qualche uomo in più, mentre si ha il supporto degli esterni di centrocampo che permettono di difendere con 5 uomini quando occorre. Nella fase transitoria gli interpreti devono essere bravi ad attaccare gli spazi il più possibile, ma occorre sempre del tempo per attuare bene i vari movimenti provati in allenamento. La disposizione della squadra in campo non fa troppa differenza, l'importante è che i giocatori sappiano sviluppare il gioco con una certa determinazione e siano sicuri delle proprie potenzialità.
Da ex centrocampista, cosa ne pensa del nuovo inserimento di Nicolò Fagioli?
Fagioli è un giocatore di grossa qualità, non si può dire il contrario. Credo che non abbia alcun tipo di problemi per quel che riguarda il suo posizionamento in campo. Ha vissuto tantissimi anni alla Juventus, oltre ad aver avuto un'esperienza importante nella Cremonese. Lo si è visto in diversi ruoli del centrocampo, dimostrando di sapersi adattare in svariate situazioni di gioco. Che sia mediano davanti alla difesa oppure un centrocampista interno, penso che resti ugualmente prezioso. Ha tecnica e visione di gioco, ma non è il solo che nella Fiorentina. Mi piacciono anche Adli, Cataldi, Colpani, Mandragora, singoli che sanno dare quantità e qualità al gioco della squadra.
Gara di ritorno degli ottavi di Conference League contro il Panathinaikos. La Fiorentina ha da temere più sé stessa oppure il proprio avversario?
Il Panathinaikos resta un avversario di tutto rispetto. Questa squadra ha ottime individualità e all'andata ha creato molte occasioni da gol, per cui non è un caso che sia riuscita a farne tre. Peccato per quell'errore di Terracciano, ma si è vista anche una Fiorentina che ha saputo reagire al doppio svantaggio e rimettersi in partita per giocarsela a viso aperto, cosa non affatto facile in quell'ambiente così caloroso. Malgrado il 3-2, resta importante giocare la gara di ritorno a Firenze, perché ci sarà un intero stadio pronto a spingere la squadra per portarla alla vittoria. Non sono mai mancate le critiche, ma nei momenti delicati questa tifoseria ha dimostrato di essere intelligente e di sapersi compattare, oltre che essere sempre presente per la propria squadra. C'è grande desiderio di riscattare le due finali perse, per cui bisogna credere fino in fondo a questa competizione.
"Questo Napoli è costruito per lo Scudetto e, secondo me, ha il fattore di giocare una volta alla settimana". Sono parole di Raffaele Palladino, pronunciate subito dopo la gara di campionato contro la squadra di Antonio Conte. Cosa ne pensa?
Sono pienamente d'accordo. Il Napoli di quest'anno è ripartito con tanti volti nuovi, a cominciare dall'allenatore e da Lukaku, ma sono rimasti anche giocatori importanti che sono stati protagonisti con Spalletti. L'intento era quello di creare una squadra competitiva per vincere lo Scudetto, la classifica sta dando ragione ai risultati ottenuti finora. Che abbia soltanto il campionato a cui pensare resta un vantaggio, specialmente se si considera che manca la parte più delicata della stagione. Ha il tempo per organizzarsi di settimana in settimana, senza dover affrontare gare ravvicinate e lunghe trasferte.
L'Inter, invece, ha una rosa così ampia da potersi permettere due squadre, considerando che sta lottando in tutte le competizioni. La formazione è strutturata con quel sistema di gioco che Inzaghi cambia raramente, oltre ad avere grande consapevolezza della propria forza. Ha avuto qualche flessione durante l'anno, ma ha mantenuto sempre la propria identità. Interpreta molto bene un tema tattico che le permette di essere pericolosa in ogni momento della gara, anche quando non è al massimo della forma. Di certo, avrà tantissimi impegni nei prossimi mesi e sarà difficile gestire al meglio tutte le energie, però resta la formazione più completa, oltre che quella da battere.
Juventus-Atalanta 0-4. Più i demeriti della squadra di Thiago Motta oppure i meriti di quella di Gasperini?
Quando una squadra riesce a vincere con quattro reti in casa della Juventus, c'è soltanto da esaltare i tanti meriti. Dall'altro lato, una formazione che ne subisce altrettante testimonia che di errori ne sono stati fatti abbastanza. Se si pensa che Di Gregorio sia risultato il migliore della squadra di Thiago Motta, direi che c'è poco da aggiungere. Il campo dice sempre la verità e non c'è stata partita, vittoria legittima e ineccepibile.
Per la vittoria dello Scudetto, invece, quale resta la favorita?
Inter e Napoli sono le principali candidate, ma devono stare molto attente a questa Atalanta che può dire ancora la sua. Quella di Gasperini è una squadra che gioca spensierata, come ha dimostrato proprio contro la Juventus, e non ha alcun tipo di pressione, a differenza delle altre due. Inoltre, non ha più impegni nelle coppe, per cui sa che può concentrarsi sul finale di campionato al meglio. Per la contesa dello Scudetto, dovendo fare un nome soltanto, credo che l'Inter resti la più accreditata per vincere il campionato, ma stavolta sarà lotta fino all'ultimo secondo.
Esordio vittorioso per Cristian Chivu contro il Bologna, poi la sconfitta di Udine e il pareggio contro il Torino. È un Parma diverso da quello di Fabio Pecchia?
Si tratta di un gruppo molto giovane e propenso al gioco. La voglia di mettersi in mostra e l'inesperienza ha portato il Parma a commettere diversi errori in questa stagione, perdendo diverse partite nonostante buone prestazioni. Con l'arrivo di Chivu c'è stato un cambio di marcia, ma anche con Pecchia ha dimostrato di possedere qualità. Per una neopromossa chiamata a salvarsi, quattro punti in tre gare sono molto importanti. Proprio nell'ultima contro il Torino, la squadra ha giocato fino all'ultimo per ottenere il risultato pieno, andando a recuperare per due volte una situazione di svantaggio contro una formazione che lasciava pochi spazi. È stata la dimostrazione che la squadra possiede un'anima, oltre a saper produrre un buon gioco.
Era scontato pensare che l'obiettivo del Parma fosse la salvezza, ma ha tutto per giocarsi fino in fondo questo traguardo. Si arriverà fino all'ultima giornata, perché ci sono anche altre che stanno dimostrando di avere la forza di non mollare, a cominciare dall'Empoli. Da qui alla fine tutte dovranno stare attente, perché arriveranno i primi caldi che metteranno a dura prova sul profilo atletico.
Alla prossima c'è Monza-Parma. Nesta ha dichiarato di credere ancora nella permanenza in Serie A della propria squadra. A maggior ragione, Chivu potrà crederci ancora di più?
Considerando la posizione in classifica di entrambe, se Nesta resta ottimista per la sua squadra, Chivu dovrà esserlo molto di più. Però, il campionato ha raccontato storie incredibili, basti pensare ai precedenti della Salernitana e del Crotone, entrambe con Nicola in panchina. Finché resta la matematica, specialmente per la salvezza, tutto può accadere. Dopo la prestazione contro l'Inter e nonostante la sconfitta, Nesta ha avuto ragione di essere fiducioso. Si tratta di uno scontro molto delicato in cui entrambe giocheranno per vincere, anche se la posizione in classifica del Parma, rispetto a quella del Monza, resta decisamente migliore.
Anche un'esperienza nell'Udinese per Michele Gelsi. Sulla squadra attuale, il lavoro di Kosta Runjaic può portare all'inizio di un nuovo importante ciclo per il club friulano?
Sta dimostrando di essere un allenatore molto preparato, con forte personalità. Quest'anno è uscita fuori una squadra molto fisica ma anche bella da vedere, con giocatori che hanno una tecnica importante. C'è sia qualità che quantità e gli vanno riconosciuti i meriti per essere riuscito a plasmare tutto il gruppo a proprio piacimento. Specialmente in attacco, può disporre di due giocatori che possono fare i gol in qualsiasi momento: mi riferisco a Thauvin e Lucca. Soprattutto quest'ultimo, sarà conteso da molti club. È da tantissimi anni una bella realtà del calcio italiano e ha dato grandi soddisfazioni ai propri tifosi, ma l'unico aspetto che non condivido dell'Udinese è la ricerca di pochi calciatori italiani da inserire in rosa. Spero che si potranno vedere più talenti emergenti di casa nostra su cui puntare, proprio com'è stato fatto per Lucca.
In Serie B, la vittoria dello Spezia sul Pisa ha ridotto le distanze di tre punti tra la squadra di Luca D'Angelo e quella di Filippo Inzaghi. Per il secondo posto, quale delle due resta la favorita?
Inzaghi ha dato un'identità alla squadra, sempre desiderosa di giocare con tutti a viso aperto. Ha già vinto due campionati in Serie B, per cui credo che la sua esperienza potrà essere determinante per raggiungere il traguardo della promozione. Anche La Spezia è una bella piazza, con un grande pubblico che ha voglia di rivedere la massima serie, ma si può dire lo stesso di Pisa. Nonostante quest'ultima sconfitta nello scontro diretto, credo che il Pisa riuscirà a mantenere il vantaggio di punti sullo Spezia.
A 16 anni e 25 giorni è il più giovane ad aver segnato nella storia del Pescara, oltre che in un campionato professionistico. Si tratta di Antonio Arena, il quale sogna, tra le varie, di vincere i Playoff con la propria squadra. È la nota più lieta di questa stagione per la squadra abruzzese?
Quando c'è un giovane che esordisce così presto e riesce anche a fare gol, è sempre una grande vittoria per tutto il calcio. Poi, proprio perché proviene dal settore giovanile del Pescara, si tratta di una gioia immensa. Arena deve essere un punto di partenza di questa società, perché la programmazione andrà fatta, principalmente, dalla formazione del proprio vivaio, per poi investire su alcuni elementi che possano fare la differenza in questo campionato.
Il Pescara non può restare nelle "sabbie mobili" della Serie C, perché ha una storia importante fatta di tanti trascorsi in Serie A e Serie B. Con Baldini la squadra aveva trovato subito un'identità, che ancora c'è, però dall'inizio si sapeva che fosse una squadra molto giovane, quindi non molto esperta. Si tratta di un buon organico, ma non attrezzato per vincere il campionato. Del resto, la classifica parla da sé. La Ternana ha i calciatori più esperti della categoria, specialmente in attacco, ma anche l'Entella dispone di singoli che hanno già giocato in Serie B. Il divario con queste due squadre già c'era dall'inizio e, inevitabilmente, alla lunga è venuto fuori.
È un grandissimo dispiacere vedere il Pescara in queste condizioni. Vivendoci, so quanto sia una sofferenza per tutta la città. Ci sono ancora i Playoff a dare speranza per invertire questa rotta, è vero, per cui spero di cuore che il sogno di Arena, che è anche quello di tutti i tifosi, si avveri.
Nel Girone B di Serie C, la Virtus Entella si sta dimostrando di essere la squadra più forte oppure la Ternana ha ancora tutto il tempo per smentirla?
La Ternana è una squadra attrezzata per vincere il campionato, perché ha tanta qualità, specialmente nel centrocampo e in attacco. Darà filo da torcere all'Entella che non ha grossi nomi ma possiede un'unione di squadra molto solida. Gallo sta facendo un ottimo lavoro e, nonostante non abbia giocatori molto offensivi, riesce a creare trame di gioco per consentire ai suoi di arrivare al gol con semplicità ed efficacia. C'è una forte identità di gruppo che sa bene cosa fare in campo. Anche la Torres è una squadra che dispone di giocatori che sono insieme da molto tempo ed è stata sempre nelle prime posizioni di classifica. Se resta difficile vincere il campionato, nei Playoff sarà una delle protagoniste per cercare di centrare l'obiettivo della Serie B.
Come si può spiegare il 7-1 del Ghiviborgo sul Livorno che resta, però, al primo posto con 14 punti di distacco dalla seconda?
Nell'arco di 27 partite di campionato, ci può stare che il Livorno abbia avuto una giornata decisamente storta. Perdere così non fa mai bene, anche se si è al primo posto con tantissimi punti di vantaggio. Il 7-1 è un'umiliazione, sia per la squadra che per la tifoseria. Credo che proprio nessuno si sarebbe immaginato un risultato così eclatante. Delle volte, può accadere che diversi giocatori non riescano ad entrare mai in partita. Si tratta di un episodio che va subito archiviato, anche se nessuna squadra vuole perdere in questo modo.
Il Livorno ha già vinto il campionato, manca pochissimo per l'aritmetica. Mi sarei aspettato di più sia dal Siena che dal Grosseto, perché erano quelle che potevano rendere il campionato più avvincente, ma entrambe hanno stentato e venti punti di distacco sono un'enormità.
Anche il Livorno è una società che merita altri palcoscenici calcistici. Con un pubblico da, almeno, 7/8 mila spettatori, direi che la Serie C resti il minimo. Si ripartirà da questo campionato che resta sempre difficile per qualsiasi società, per poi cercare di programmare, quantomeno, un ritorno in Serie B.
Michele, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.
Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.