Intervista esclusiva a Stéphane Dalmat: "Inter, sarebbe bellissimo vincere la Champions! Donnarumma? Il portiere ideale. Salah tra i più forti al mondo, ma credo che…"

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stéphane Dalmat. Cresciuto nelle giovanili dello Châteauroux, esordisce da professionista con la prima squadra del club francese nell'edizione 1997/98 della Division 1 (Ligue 1, dal 2002/03). Nella stagione successiva approda al Lens, campione di Francia in carica, con cui vince una Coppa di Lega Francese (Coupe de la Ligue). Segue l'esperienza all'Olympique Marsiglia, poi quella al Paris Saint-Germain. Dal 2001 al 2003 veste la maglia dell'Inter, dopodiché prosegue in Inghilterra con il Tottenham Hotspur. Torna in Francia con il Tolosa, un anno al Racing Santander e nuovo rientro con il Bordeaux, ottenendo la seconda Coppa di Lega Francese. Chiude da calciatore con Sochaux e Rennes.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stéphane Dalmat. L'ex calciatore, nativo di Joué-lès-Tours, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra con cui ha vissuto l'unica esperienza in Serie A, l'Inter. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione di diversi calciatori francesi che stanno disputando il massimo campionato italiano, oltre che su presente e futuro della squadra allenata, attualmente, da Simone Inzaghi.

Stéphane, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Da ex, la prima domanda non può non riguardare l'Inter. Primo posto provvisorio in campionato con 64 punti, semifinali di Coppa Italia e quarti di finale di Champions League. La squadra attuale, allenata da Simone Inzaghi, può essere in grado di eguagliare quella di José Mourinho della stagione 2009/10?

È sempre difficilissimo vincere, specialmente se si tratta di fare en plein. Quella di Mourinho era una squadra con diversi campioni, ma questa Inter mi piace. Si trova nelle condizioni di giocarsi le proprie chances e resta tutto molto incerto, però ha tanta qualità e tanta esperienza per provare a prendersi tutto. In campionato è riuscita a ottenere qualche punto di vantaggio, anche se il Napoli potrà ripartire approfittando delle molte partite che l'Inter dovrà affrontare in pochi mesi, quindi ci sarà da fare molta attenzione. Il Bayern Monaco è un'ottima squadra e sta andando molto forte anche in Bundesliga, ma l'Inter non dovrà avere paura. Sarà importante fare bene nella gara di andata. Penso che Inzaghi abbia gli uomini giusti per dimostrare di essere davvero una squadra forte. Sarebbe bellissimo tornare a Milano con una nuova Champions.

Il calciomercato è sempre attivo, anche per l'Inter. Si tratta il rinnovo di Simone Inzaghi e si pensa a integrare la rosa. Rumors delle ultime giornate hanno indicato Gianluigi Donnarumma e Mohamed Salah quali due dei possibili nuovi arrivi per la prossima stagione. Sarebbero i nomi giusti per rendere questa squadra ancora più competitiva?

L'Inter avrà bisogno di trovare un portiere che giocherà al posto di Sommer. Ha avuto un rendimento straordinario, disputando tante belle partite, ma ha un'età piuttosto alta e non so per quanto tempo potrà giocare a questi livelli. Sarebbe bellissimo vedere Donnarumma, ma non credo che lui voglia lasciare il Paris Saint-Germain, perché mi sembra che si trovi molto bene in questo club. Il campionato è già vinto, si può dire, c'è la Champions da giocare e anche lui vorrà mettersi ancora più in mostra. A Parigi si parla del rinnovo del suo contratto e sembra proprio che la dirigenza voglia tenerselo stretto. Resta piuttosto difficile che possa andare via, ma lo vedrei benissimo all'Inter.

Sarebbe una cosa fantastica far tornare Mohamed Salah di nuovo in Italia, perché lo reputo uno dei migliori al mondo, ma non penso che il Liverpool lo lascerà andare. Poi, un suo arrivo vorrebbe significare un cambio del modello di gioco di Inzaghi, cosa piuttosto difficile che avvenga. Ha creato vari meccanismi equilibrati con gli attuali calciatori e la squadra sta andando molto bene, penso che vorrà mantenere questo lavoro. Lui è un calciatore molto particolare, sa giocare sia come esterno destro che come seconda punta e ha bisogno di libertà di agire in campo.

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Penso sia difficile che si possa adattare agli schemi di questa Inter, come anche che Inzaghi voglia cambiare il proprio pensiero per fare spazio soltanto a un calciatore, pure se si tratta di un top player. Resta un nome affascinante, bellissimo, ma se si acquista uno come lui non si può pensare di farlo giocare in un ruolo non suo o facendolo entrare dalla panchina.

Da ex centrocampista, se fosse Stéphane Dalmat a scegliere i calciatori da acquistare, quali nomi nuovi porterebbe all'Inter di Simone Inzaghi?

Per il momento, credo che Inzaghi abbia i calciatori giusti in tutti i ruoli. Adesso, è difficile pensare a dei nomi per il futuro. Credo che i tre che occupano la parte principale del centrocampo non abbiano facili sostituti, perché sono tutti molto forti. Anche tra quelli meno utilizzati, ci sono valide alternative che non vanno dimenticate: c'è Frattesi, c'è Asllani, c'è Zieliński. Per il momento, l'Inter può proseguire con questi che ha, anche se è facile pensare che ci sarà qualche volto nuovo con l'inizio della prossima stagione.

Tra i centrocampisti dell'attuale Inter, dovendo scegliere un nome, qual è il preferito di Stéphane Dalmat?

Sono tutti molto forti, perché hanno grande carattere, forza, intelligenza tattica. Barella, Çalhanoğlu e Mkhitaryan formano davvero un centrocampo completo, ognuno di loro è fondamentale. Naturalmente, anche gli esterni sono molto importanti e fanno un gran lavoro, sia quando c'è da attaccare che da difendere. Se proprio devo fare un nome, scelgo Mkhitaryan, perché, nonostante un'età importante, mantiene uno stato di forma invidiabile, oltre ad avere una grande visione di gioco.

La Francia ha ottenuto la qualificazione alle semifinali della UEFA Nations League, sconfiggendo la Croazia ai tiri di rigore. Diversi sono stati i nazionali dell'attuale Serie A convocati da Didier Deschamps: Mike Maignan e Theo Hernández del Milan, Manu Koné della Roma, Matteo Guendouzi della Lazio, Benjamin Pavard dell'Inter e Randal Kolo Muani della Juventus. Tra coloro che hanno potuto disputare l'ultima gara, qual è il giudizio personale?

Sono stati convocati calciatori che giocano nelle squadre più forti del campionato italiano, è una bella soddisfazione avere diversi nazionali francesi di un certo valore in Italia.

Maignan ha compiuto un'altra grandissima prestazione, dimostrando di essere un portiere affidabile per la Francia e per il Milan. È stato il protagonista contro la Croazia, ha parato due rigori che sono stati decisivi. Mi sembra in gran forma e credo che manterrà ancora per diverso tempo questo rendimento. Resta uno dei numeri uno più forti. Anche Theo Hernández è stato molto determinato e ha fatto un'altra partita delle sue, correndo su e giù per tutto il tempo. È un altro elemento prezioso della nazionale e resta un titolare inamovibile, le sue qualità non sono in discussione. Con il Milan c'è stato qualche problema di troppo, ma è stato un anno particolare per vari motivi. Sarà importante capire se avrà ancora voglia di restare con la sua squadra attuale.

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Anche Koné ha fatto una gran bella partita, si è comportato molto bene insieme a Tchouaméni. Ho visto tanta corsa e precisione, è stato uno dei migliori della Francia. Infatti, è uscito stanchissimo quando è stato sostituito. Ha personalità ed è ancora giovane, la Roma ha fatto un grande acquisto.

Ha giocato poco ma si è comportato bene anche Kolo Muani, ha segnato uno dei rigori e ha fatto bene il suo dovere. Non trova molto spazio nella Francia, perché ci sono dei calciatori fortissimi in attacco, ma fa parte del gruppo e potrà diventare un altro riferimento importante. Quando è arrivato in prestito dal Paris Saint-Germain, ha iniziato molto bene con la Juventus, poi ha sofferto i problemi che si sono creati nella sua squadra. Anche lui mi piace molto.

Tra i diversi nazionali francesi presenti in Serie A, c'è anche Lucas Da Cunha che gioca nel Como di Cesc Fàbregas. Qual è il pensiero personale sull'allenatore spagnolo?

Fàbregas ha fatto una grandissima carriera da calciatore ed è stato uno dei più forti della storia del calcio, secondo me. Sta facendo un gran lavoro anche da allenatore del Como, perché sta cercando di portare nella squadra la fantasia che aveva quando giocava. È anche una persona di grande valore umano, sono contento per lui che sta riuscendo a togliersi altre soddisfazioni.

Proprio su Cesc Fàbregas, negli ultimi giorni circolano indiscrezioni che lo vedrebbero come prossimo allenatore del Milan. Sarebbe la scelta più appropriata?

Se il Milan deciderà di puntare su Fàbregas, credo che potrà essere un'ottima scelta. Tutti conoscono le qualità che ha, sta dimostrando di lavorare molto bene nel Como, anche se allenare il Milan è molto diverso. Dipenderà anche dalle scelte che la proprietà vorrà fare tra i dirigenti, non è soltanto un problema che riguarda l'allenatore. Fàbregas, però, potrebbe essere un nuovo punto di partenza per il Milan.

Sul Milan di questa stagione, invece, cosa ne pensa? Quanto potrebbe penalizzare una mancata qualificazione in Champions League sulle scelte future della società?

Il Milan ha avuto varie difficoltà, ha cambiato l'allenatore a metà campionato e le cose non sono andate per come erano state pensate dalla prima giornata. Pensavo che Sérgio Conceição riuscisse a fare meglio, ma questo non toglie che lui resti un grandissimo allenatore, perché ha dato dimostrazione di saperci fare con un club molto importante come il Porto. Non faccio parte del Milan e non conosco le dinamiche, ma penso che lui abbia responsabilità fino a un certo punto, perché credo che ci sia un problema d'intesa tra i dirigenti di questo club.

A parte Inter, Napoli e Atalanta, per il quarto posto sarà una battaglia. Ci sono altre squadre che hanno più punti del Milan e lo tengono abbastanza lontano. Se la qualificazione in Champions non dovesse arrivare, penso che sarà una grande problema per la società, perché il difficile sarà convincere calciatori di un certo livello che non potranno disputare le gare di questo bellissimo torneo. È vero che il Milan resta sempre una delle big del calcio mondiale, ma i grandi calciatori vogliono giocare soprattutto la Champions, non soltanto il campionato. Non credo che riuscirà a prendere il quarto posto, ma, naturalmente, potrei sbagliarmi.

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Se non il Milan, oltre a escludere le prime tre squadre in classifica, qual è la favorita in campionato per raggiungere l'ultimo posto utile per la Champions League?

È davvero una lotta apertissima, sono diverse le squadre in pochissimi punti e resta difficilissimo individuare la favorita, ma, per quello che ho visto finora, penso che la Lazio abbia qualcosa in più delle altre. È una bella squadra.

Dopo l'esonero di Thiago Motta, è stato scelto Igor Tudor. In vista della prossima stagione, si valuta anche il nome di Roberto Mancini per la panchina della Juventus. Quest'ultimo sarebbe la scelta migliore, secondo Stéphan Dalmat?

Sì, assolutamente. È un allenatore che ha tantissima esperienza, ha vinto molto con vari club e ha portato la Nazionale Italiana a vincere l'Europeo. Potrebbe essere la persona giusta da cui la Juventus può cominciare a cambiare tante cose. Mancini ha dimostrato di essere un grande allenatore, oltre che un grande calciatore.

Non conosco bene i problemi del club, ma quando viene esonerato un allenatore a campionato in corso vuol dire che le cose non sono andate bene. Non saprei dire quante colpe ha avuto Thiago Motta e quante ne hanno avute i calciatori, è sempre difficile stabilire chi ha sbagliato di più e chi meno. Penso che la squadra voglia chiudere la stagione nel miglior modo possibile, però per il futuro direi che Mancini potrebbe essere la scelta giusta come allenatore della Juventus.

Nell'esperienza da calciatore all'Inter, qual è il ricordo più significativo che Stéphan Dalmat porta con sé?

Ho tantissimi bei ricordi dell'Inter, ma, purtroppo, quello più grande è anche il più brutto: il 5 maggio 2002. Non potrò mai dimenticare quel giorno. Ancora oggi, dopo più di vent'anni, ne parlo con diversi miei amici. Dovevamo vincere il campionato prima di quella data, perché penso che lo Scudetto lo perdemmo non contro la Lazio ma contro il Chievo Verona. Ricordo molto bene quella partita, segnai anche un goal. Avevamo la vittoria in mano, poi subimmo quel pareggio all'ultimo minuto. Secondo me, c'erano anche due rigori per noi che non furono concessi, uno su Di Biagio e uno su Ronaldo. Il campionato si decise in quella giornata, fu una delusione enorme.

Poi, ricordo che il rapporto con Héctor Cúper non era buonissimo, anzi. Lui arrivò dal Valencia, aveva fatto un gran lavoro con quella squadra e volle portare la sua filosofia anche all'Inter. Mi faceva giocare perché sia il Presidente Moratti che tanti tifosi chiedevano che fossi in campo, ma noi due riuscivamo a dialogare poco. Inoltre, non avevo le caratteristiche per fare quello che lui mi chiedeva.

Cúper non aveva buoni rapporti anche con altri miei compagni, soprattutto con Ronaldo e Seedorf. Infatti, loro due chiesero di andare via nel 2002 e fu una grandissima perdita per tutta la squadra, perché erano di una classe infinita. Tutti sanno quanto hanno vinto nella propria carriera e cosa sono stati in grado di fare. L'anno successivo anch'io chiesi di andare via, arrivò una proposta dal Tottenham e accettai immediatamente. Peccato, poteva andare diversamente in quella squadra, ma porterò sempre l'Inter nel mio cuore.

Stéphane, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.

Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.