Intervista esclusiva a Daniele De Vezze: "Roma da Europa, Gasperini per il dopo Ranieri. Torino, Ricci pronto per una big. Pineto da sogno, ora ci godiamo i playoff"
Intervista esclusiva a Daniele De Vezze, allenatore in seconda del Pineto ed ex centrocampista di Roma, Genoa, Torino e Bari. Dalle ambizioni europee della squadra di Claudio Ranieri alle speranze playoff del Bari in Serie B, passando per la gestione del Pineto al fianco di Ivan Tisci e gli obiettivi futuri. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'ex calciatore Daniele De Vezze. L'ex direttore generale del Barletta e attuale allenatore in seconda del Pineto, club di Serie C girone B, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Roma, Reggiana, Genoa, Livorno, Bari e Torino. Dalle speranze Champions della squadra di Claudio Ranieri alla lotta scudetto, passando per l'obiettivo playoff del Bari e il gran campionato disputato finora al fianco di Ivan Tisci alla guida del Pineto. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
La Roma, reduce da una serie di risultati positivi, si è rilanciata anche in ottica Champions? Claudio Ranieri è stato determinante per la rinascita dei giallorossi?
"Il divario dal quarto posto non è incolmabile, ma il calendario della Roma non è certamente dei più semplici. I giallorossi vengono da una buona serie di risultati positivi e nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato. Visti gli scontri diretti ancora da disputare, per la qualificazione in Champions il discorso resta complicato, ma la squadra è in salute e tutto può succedere. Ranieri ha portato esperienza, carisma e risultati. Un vero e proprio modello da seguire. Si tratta di un romanista doc, conosce l'ambiente alla perfezione e questo ha semplificato le cose. Per questo suo ultimo anno in panchina spero che riesca a portare la Roma in Europa, sarebbe il giusto finale per un grande allenatore come lui. La chiusura di un cerchio".
Chi sarebbe il profilo ideale per la panchina della Roma in vista della prossima stagione?
"Per la panchina punterei su un allenatore italiano. Sono circolati tanti nomi negli ultimi mesi, personalmente mi intrigherebbe molto vedere Gasperini alla Roma. Credo possa replicare quanto di buono fatto vedere all'Atalanta. Mi piacerebbe che si aprisse un nuovo ciclo, a livello di filosofia di gioco e di calciatori. Ovviamente, avrebbe bisogno di tempo, ma credo che puntare su di lui sarebbe la scelta giusta".
Inter e Napoli si giocano lo scudetto, qual è a tuo parere la favorita per la vittoria del campionato?
"Se l'Inter avesse vinto a Parma avrebbe preso quel distacco che in questo momento della stagione sarebbe risultato determinante per la vittoria del campionato. Tutto può succedere, le partite vanno giocate. Al momento non vedo una vera e propria favorita tra Inter e Napoli. Ci sarà sicuramente equilibrio fino alla fine. I margini di errore ora sono davvero ridotti all'osso. I nerazzurri hanno lo svantaggio della Champions League, ma hanno anche una rosa più completa e profonda rispetto a quella partenopea".
Cosa ne pensi della stagione del Genoa e della gestione Vieira in casa rossoblù?
"Sembrava che l'esonero di Gilardino a inizio stagione fosse un vero e proprio azzardo, una scelta frettolosa. I risultati raggiunti da Vieira però sono sotto gli occhi di tutti. La posizione di classifica è invidiabile per quelli che erano gli obiettivi di inizio stagione. Magari i rossoblù avrebbero raggiunto lo stesso la salvezza, anche senza il cambio di allenatore, ma guardando ai numeri e al gioco espresso sotto la gestione dell'allenatore francese ritengo che sia giusto fare i complimenti allo staff tecnico e alla squadra per questa stagione".
In casa Torino si sono messi in luce diversi giocatori, chi tra questi è pronto al salto in una big?
"Vanoli a Torino ha fatto un ottimo lavoro. In ogni caso, penso siano ormai anni che i granata lavorino bene, senza rischiare mai più del dovuto. Forse il Torino è stato favorito anche dal fatto che quest'anno nessuna delle 'piccole' è andata forte e la classifica risulta divisa sostanzialmente in tre parti. Anche quest'anno si sono messi in luce profili interessanti, Samuele Ricci è quello che mi ha sorpreso di più. Credo sia pronto per una big e per contesti più impegnativi. Il Torino lavora bene con le cessioni e rifiutare certe offerte è difficile sia per il club sia per quei giocatori che vogliono alzare l'asticella".
In Serie B il Bari lotta a ridosso della zona playoff, a tuo parere la squadra di Moreno Longo riuscirà a centrare l'obiettivo stagionale?
"Vedo spesso il Bari, penso sia una buonissima squadra. Purtroppo però non riesce mai a fare quel passo, quello step in più che gli permetterebbe di fare un campionato di vertice. Anche il clima di perenne contestazione nei confronti della società non aiuta l'ambiente. Tuttavia, i presupposti per raggiungere i playoff ci sono tutti, sulla carta è una squadra di assoluto spessore. Spero con tutto il cuore che il Bari possa giocarsi le proprie carte per andare in Serie A. Sarebbe importante ritrovare la vittoria. La squadra non deve perdere la concentrazione nei minuti finali, tanti punti sono stati gettati al vento per disattenzioni ed errori banali".
Da ottobre ricopri la carica di vice allenatore al Pineto, cosa ti ha convinto ad abbracciare questa nuova avventura?
"Dopo l'esperienza con Tisci a Cerignola, non avendo ancora trovato squadra, a inizio stagione ho colto l'occasione Barletta, pur nell'inedito ruolo di direttore generale. Quest'anno i pugliesi hanno vinto il campionato di Eccellenza con ampio anticipo, a dimostrazione di quanto il progetto fosse comunque stimolante. Si è tratta di un'esperienza breve, ma comunque interessante e formativa. Poi quando mister Tisci è stato chiamato al Pineto l'ho subito seguito in questa avventura. Sono soddisfatto della scelta fatta. Stiamo lavorando bene e ci stiamo togliendo davvero tante soddisfazioni".
Il Pineto, reduce dalla vittoria contro il Pescara, disputerà i prossimi playoff di categoria, vi aspettavate un risultato del genere? L'aspirazione è quella di continuare a stupire?
"Mancano tre partite alla fine del campionato, siamo matematicamente qualificati ai playoff, cercheremo di arrivare il più in alto possibile per affrontarli nel migliore dei modi. Abbiamo fatto dei numeri davvero importanti, basti pensare che siamo la seconda squadra per punti nel girone di ritorno. Siamo contenti, la squadra è giovane e si è creata la giusta alchimia. Ci sono tre o quattro elementi in rosa pronti ad uno step successivo, al salto di categoria. Cavalchiamo l'onda del momento. Quando ad ottobre siamo arrivati io e Tisci, il Pineto era terzultimo in classifica. La società aveva posto l'obiettivo della salvezza, tutto quello che sta succedendo è un qualcosa di stupendo, che va oltre le aspettative. Continuiamo a sognare, senza porci limiti".
Quali obiettivi ti sei posto per il futuro a livello personale?
"L'obiettivo per il futuro è quello di continuare a lavorare con mister Ivan Tisci. Stiamo facendo bene e puntiamo a creare uno staff importante. Quest'anno abbiamo fatto qualcosa di veramente bello. Siamo pronti anche ad uno step successivo. Al momento non rientra nei piani prendere una squadra in autonomia, poi mai dire mai".