Intervista esclusiva a Massimo Paganin: “Inter a caccia del Triplete. Conte? Non so se resterà al Napoli. Vi dico chi va in Champions. Sulla Samp…”

Massimo Paganin ci ha parlato in esclusiva di Inter e della caccia al Triplete, del Napoli e del futuro di Conte. Poi di Atalanta, Bologna, Fiorentina, Juventus e della lotta Champions ed, infine, del nuovo corso della Sampdoria, che vuole portare la squadra di Genova fuori dalle sabbie mobili.

Massimo Paganin

Nelle ultime ore abbiamo avuto il piacere di tornare ad intervistare, in esclusiva, Massimo Paganin, ex calciatore di InterBolognaAtalantaSampdoria e non solo, ed oggi assistente e vice di Paolo Nicolato, alla guida della Lettonia. Con lui abbiamo affrontato i temi più discussi dell’attualità calcistica, a cominciare da quelli che riguardano le sue principali ex squadre.

Salve Massimo Paganin. L’Inter potenzialmente può portare a casa uno storico Triplete: quanto lo ritiene possibile e perché?

Un successo del genere richiede di lavorare e di incastrare tutti dettagli in maniera complicata. Nei prossimi giorni / settimane ne sapremo certamente di più, con le gare di ritorno di Champions League e Coppa Italia. Le possibilità ci sono, ma non è cosa facile. Se ci son riusciti in pochi, un motivo ci deve essere. Il Campionato lo vedo il trofeo più vicino, nonostante la pressione del Napoli. Ma portare tutti e tre i titoli a casa è più complicato. Bisogna ragionare partita dopo partita, non dimenticando che l’Inter è la squadra italiana che ha giocato più match in stagione. La vittoria della Champions richiede di essere perfetti anche nei dettagli.

Ma il bello è già, comunque, potersi giocare ancora tutto nella parte finale di stagione!

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Antonio Conte sta facendo un grandissimo lavoro ed ha altri due anni di contratto col Napoli. Lei crede che resterà effettivamente, nonostante le lusinghe di tante altre big, soprattutto italiane?

Dipende da lui, dalle considerazioni che farà. Il progetto Napoli è senz’altro interessante, ma lui ha da sempre l’ambizione di vincere il più possibile e questo può far sì che prenda in considerazione anche l’ipotesi di andare altrove. Lo ha già fatto in passato con altre squadre. Certo lui ha avuto carta bianca nella costruzione del Napoli, ciò non toglie che vorrebbe ancora di più da De Laurentiis per poter tornare ad un calcio di vertice, non solo in Italia, ma anche in Europa.

L’Atalanta è tornata alla vittoria in Campionato, dopo aver accusato delle difficoltà evidenti. Quanto queste sono dovute, secondo lei, alla decisione di Gasperini di lasciare dopo tanti anni il club bergamasco? Inconsciamente, quando i giocatori sanno che il proprio allenatore può lasciare possono perdere un pochino di stimoli e concentrazione?

Io non credo sia questo il motivo. A giocatori di livello cambia poco se società ed allenatore non proseguiranno insieme. Fisiologicamente hanno fatto qualcosa di straordinario, con un ambiente che si sta strutturando a stagioni da vertice, ma a cui manca ancora qualcosa in tal senso. Secondo me, l’Atalanta ha pagato le tante partite giocate, specie a livello mentale, e le tante pressioni che ha avuto quando lottava per lo scudetto. Ora riprenderanno il cammino per andare in Champions League. Ripeto, l’ambiente sta crescendo, ma gli manca ancora l’ultimo step.

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La Fiorentina ha passato tutta la stagione a dimostrare di essere forte con le big del Campionato e debole con le ultime della classe. Il pareggio interno con il Parma la estromette definitivamente dalla lotta per la Champions?

I punti che distano (6 dalla Juventus) dalla zona Champions, con così tante squadre davanti, fanno diventare quasi impossibile la volontà gigliata di recuperare terreno. Ciò non toglie che stanno disputando una stagione importante, che devono provare a riagganciare la zona Europa League (attualmente hanno 3 punti di distanza dalla Lazio sesta), ma sarà complicato anche questo per le tante squadre in lizza per lo stesso obiettivo.

Non dimentichiamoci, però, che la Fiorentina può andare in Europa League anche vincendo la Conference League, competizione nella quale è ad un passo dalla semifinale.

Italiano sta facendo benissimo a Bologna, con una rosa oggettivamente inferiore a quella di Thiago Motta, ma ha un calendario davanti davvero durissimo. Ce la farà, secondo lei, a bissare la storica qualificazione alla Champions dello scorso anno e chi vede eventualmente come favorita in questa bagarre che coinvolge ancora molte squadre?

Vedo assolutamente favorite Atalanta e Juve. Tudor sa perfettamente cosa deve fare e quello che deve chiedere ai suoi giocatori. Il Bologna è meno attrezzato rispetto ai bianconeri che, ribadisco, con Tudor possono riconquistare solidità ed equilibrio e sconfiggere gli alti e bassi precedenti, nonostante dovranno a breve affrontare due trasferte consecutive insidiosissime contro lo stesso Bologna e la Lazio.

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I felsinei hanno fatto qualcosa di straordinario fin qui, con un Italiano migliorato rispetto a quello di Firenze e che ha gestito l’ambiente in maniera perfetta. Sono anche praticamente in finale di Coppa Italia. Ed un plauso enorme va pure alla società che ha dimostrato di essere grande, ripetendosi in due anni e con due allenatori diversi. Hanno sostituito bene i big partenti ed usufruito della crescita ulteriore di un calciatore importante come Orsolini.

Chiosa sulla Sampdoria in Serie B, che ha battuto 1-0 il Cittadella nell’ultimo turno. Massimo Paganin, il nuovo corso tecnico che si rifà alla storia del club, con tanti ex tornati a Genova, può essere la chiave per uscire dall’incubo classifica di questa stagione?

Sì, il nuovo corso ha ridato subito ai tifosi entusiasmo e voglia di stare vicino alla squadra. Lo stesso Mancini, pur non avendo un ruolo definito, vuole stare vicino alla società. Certo, raddrizzare la barca non è mai semplice, ma le premesse ci sono tutte. Evani ed il suo staff sanno che devono tenere bene i piedi per terra, ma sono consci di potercela fare perché hanno dei buoni giocatori, che hanno solo bisogno di riacquistare dal punto di vista mentale la consapevolezza nei propri mezzi.

Sarà una battaglia dura, che vede coinvolte davvero tante squadre, ma per me possono salvarsi direttamente, senza passare dai playout.