Intervista esclusiva a Davide Lanzafame: "Juve giovane, Tudor scelta giusta. David una scommessa, Vlahovic cessione complicata. Dubbi su Cuesta a Parma, salvezza tutta da conquistare"

Intervista esclusiva a Davide Lanzafame. Dalle ambizioni della Juventus di Igor Tudor all'acquisto dell'attaccante canadese Jonathan David, passando per gli obiettivi del Parma di Cuesta e il nuovo Palermo di Pippo Inzaghi: ecco le dichiarazioni rilasciate dall'ex attaccante.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Davide Lanzafame. Tanti i temi toccati dall'ex attaccante scuola Juventus, con un passato importante in Serie A e in massima serie ungherese, dove ha conquistato il titolo nazionale con le maglie di Honvéd e Ferencváros. Dal mercato in entrata dei bianconeri alle delicate situazioni relative a Dusan Vlahovic e Douglas Luiz, passando per l'arrivo a Parma del giovane allenatore Carlos Cuesta alle ambizioni di Palermo e Bari in Serie B. Ecco le sue dichiarazioni.

Cosa ne pensi della conferma di Igor Tudor sulla panchina della Juventus? Quale sarà l'obiettivo dei bianconeri per la prossima stagione?

"Il mister quando è subentrato nella scorsa stagione ha raggiunto gli obiettivi che erano stati prefissati. Si tratta di un allenatore con esperienza, con personalità, che conosce molto bene l'ambiente Juve. Quindi penso che sia la scelta più funzionale in questo momento, specialmente perché quella bianconera è una squadra dall'età media tendenzialmente bassa e Tudor lavora molto bene con i giovani. L'obiettivo della Juventus per la prossima stagione deve essere quello di stare nelle prime quattro in classifica. Insomma, bisogna innanzitutto assicurarsi la qualificazione in Champions, poi si vedrà".

Chi è la favorita per la vittoria del prossimo scudetto?

"Negli ultimi anni quando si parla di scudetto la sorpresa è sempre dietro l'angolo. Ricordo che quattro anni fa, ad esempio, lo vinse il Milan, che sulla carta era nettamente inferiore all'Inter. Chiaro che in questo momento, anche se si prende in considerazione quanto fatto vedere nella scorsa stagione, Napoli e Inter sono le più attrezzate per la vittoria del campionato. Tuttavia, penso che sia da monitorare anche la Rom di Gasperini e il Milan di Max Allegri, facilitato dall'assenza in Europa e che sicuramente potrà concentrare tutte le sue energie sul campionato".

Douglas Luiz ha inizialmente disertato il raduno bianconero, cosa non ha funzionato finora nel rapporto tra la Juventus e il centrocampista brasiliano?

"Purtroppo sono dinamiche che possono accadere all'interno di una squadra e di uno spogliatoio. A volte non si è ben consigliati anche dagli agenti, che magari possono forzare una situazione per incentivare a un cambio di squadra. Cosa non ha funzionato? Non te lo so dire con precisione, perché solo dall'interno è possibile comprendere e giudicare una situazione del genere. Magari ci sono stati grossi problemi di adattamento. È chiaro, però, che ben due allenatori l'hanno relegato in panchina nel corso della stagione, quindi probabilmente lui non ha mai reso al meglio. Douglas Luiz è sicuramente stato al di sotto delle aspettative, è stato pagato come un top player, ma non si è mai imposto in bianconero. Sicuramente ora la Juve cercherà di trovare la soluzione migliore per entrambe le parti. Poi, bisogna vedere anche che tipo di offerte arriveranno, altrimenti cercheranno di rivalutare il giocatore, come è giusto che sia".

La Juventus ha acquistato Jonathan David a parametro zero, qual è il tuo parere sull'attaccante canadese?

"Sicuramente Jonathan David era uno degli attaccanti più appetibili sul mercato europeo, soprattutto perché a parametro zero. Non è un calciatore di primissima fascia, ma a mio avviso si tratta comunque di un ottimo acquisto. Certo, rispetto al campionato francese quello italiano è più difficile da affrontare. A livello tattico siamo una spanna superiore a tutti, con allenatori molto bravi e quindi per per gli attaccanti che arrivano da altre realtà è complesso imporsi fin da subito. Anche per lui sarà necessario un periodo di adattamento. Tuttavia, mi auguro che la Juve abbia trovato un grande bomber".

Dusan Vlahovic, messo sul mercato dai bianconeri, sembra essere diventato un "peso" per la Juventus. Ti aspettavi un epilogo del genere?

"Il calcio va veloce: oggi sei fondamentale, domani sei di troppo. La Juventus e l'agente del calciatore stanno cercando di monitorare quale possa essere la soluzione migliore. C'è da dire che non è semplice, perché Vlahovic è all'ultimo anno di contratto e ha un ingaggio veramente importante, inoltre il suo valore di mercato non può mai essere comparabile alla cifra spesa dai bianconeri qualche anno fa. Credo che la questione rimarrà aperta fino all'ultimo giorno di mercato. Certo, è un peccato perché quando è stato preso dalla Fiorentina si pensava che con Vlahovic si potesse aprire un nuovo ciclo in attacco, che potesse rappresentare la punta per il presente, ma anche per il futuro. Pur essendo un giocatore promettente, sostituire punte come Tevez, Higuain e Ronaldo per lui non è stato semplice, forse anche a livello mentale. Qualcosa con la Juventus si è rotto, ma rimane comunque un giocatore di grande valore".

Kenan Yıldız è il nuovo uomo copertina di questa Juventus?

"Il ragazzo ha tanti margini di miglioramento, però bisogna avere equilibrio. Se la Juventus pensa che con Yıldız siano risolti tutti i problemi, è un errore. Il turco è un giocatore che, messo all'interno di una squadra valida e forte, può esprimersi su alti livelli. Però, ad oggi, non può essere un leader assoluto della squadra, anzi bisogna non caricarlo di troppe responsabilità e mantenerlo libero mentalmente. Solo in questo modo potrà fare un'altra ottima stagione come quella di quest'anno".

Il Parma è ripartito dal giovane allenatore Carlos Cuesta, cosa ne pensi della scelta dei gialloblù per la panchina? Che tipo di campionato ti aspetti dai ducali?

"Troppi allenatori stranieri in Serie A, è un peccato. Purtroppo con tutte queste società estere l'andazzo sarà questo anche nei prossimi anni. In Italia abbiamo i tecnici più bravi al mondo. Tanti sono ancora liberi e conoscono benissimo il nostro campionato. Cuesta è sicuramente un profilo valido, ha fatto anche da secondo ad Arteta all'Arsenal, ma a mio parere non ha la gavetta e l'esperienza di alcuni suoi colleghi italiani senza lavoro. E' assurdo che lui abbia una panchina e uno come ad esempio Daniele De Rossi no. Il Parma fa parte di quelle 6-7 squadre che si giocheranno la salvezza fino alla fine. Ha dato via un giocatore importante come Bonny e forse verrà ceduto anche Leoni. La squadra ne esce sicuramente indebolita. La politica adottata è quella di una società giovane, di una rosa giovane e di un allenatore giovane. Quindi, i punti di domanda sono tanti".

Palermo e Bari lotteranno per la massima serie, quale delle due squadre ti sembra la più attrezzata per la lotta promozione?

"Si tratta di due situazioni e due proprietà differenti. Senza giri di parole, il Bari in questo momento funge un po' da seconda squadra del Napoli. E questo da ex giocatore del Bari e da attuale tifoso barese provoca dispiacere. La sensazione è quella che non ci sia una proprietà che investa realmente per poter riportare la squadra e la piazza dove meritano. L'incognita resta anche per la prossima stagione. Per quanto riguarda il Palermo, invece, sia per la scelta di puntare su Pippo Inzaghi per la panchina sia per gli investimenti fatti finora sul mercato, è sicuramente tra le pretendenti principali per la promozione diretta in Serie A".

Allenerai in Promozione all'Autovip San Mauro, quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

"Vengo da tre anni di esperienza, uno all'estero e due in Eccellenza, con ottimi risultati. C'erano state possibilità per andare ad allenare fuori dal Piemonte, ma ho preferito fare una scelta legata soprattutto alle esigenze della famiglia, quindi sono rimasto vicino casa. Ho trovato una società che vuole crescere e provare la scalata nei prossimi anni. Questo mi ha stimolato molto. Sono ancora giovane ed è chiaro che il mio obiettivo per il futuro è quello di allenare e mettermi alla prova in categorie superiori. Ma tutto passa sempre per la gavetta".