Intervista esclusiva a Xavier Jacobelli: “Milan da scudetto, ma il Napoli è favorito. Toro come la tela di Penelope, Pioli è un grande. Juve cantiere aperto. Su Lookman e le romane…”
Abbiamo contattato, in esclusiva, uno dei decani del giornalismo sportivo italiano: Xavier Jacobelli. Con lui abbiamo parlato del mercato del Milan, della forza del Napoli, della Fiorentina di Pioli, delle scelte del Torino, dei casi aperti alla Juventus, della vicenda Lookman (in maniera molto incisiva) e della situazione di Roma e Lazio.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Xavier Jacobelli. L’ex direttore di Tuttosport e del Corriere dello Sport-Stadio, nonché uno dei giornalisti sportivi più importanti ed apprezzati in Italia ha detto la sua sul Milan, la Fiorentina, il Torino, la Juventus, la Lazio, la Roma, l’Inter, il Napoli e l’Atalanta.
Queste le sue parole in materia di calcio e calciomercato.
Salve Xavier Jacobelli, cominciamo dal Milan che ha cambiato tanto e che ha anche venduto moltissimo. Che ruolo si aspetta per i rossoneri in vista del prossimo Campionato? Possono ripetere il percorso fatto dal Napoli senza coppe europee nella scorsa stagione?
Certamente sì, innanzitutto le dico che il miglior acquisto ad oggi è Igli Tare, che è stato subito bravissimo a colmare la lacuna economica della mancata qualificazione alla prossima Champions League attraverso delle cessioni eccellenti. Partendo dai 38 milioni + 4 bonus di Thiaw, poi i 75 per Reijnders. Ma è stato anche capace di vendere e bene calciatori meno di prima pagina, incassando 9 milioni, ad esempio, per Emerson Royal e 3,5 per Pellegrino.
Grazie a queste operazioni il Milan è riuscito a rifare il centrocampo con Modric, Ricci e Jashari. Ora ai rossoneri manca un terzino di fascia ed un attaccante. E si parla di gente come Hojlund e Vlahovic, per intenderci.
Senza coppe, è una squadra che va presa in seria considerazione tra quelle che si batteranno per lo scudetto. Anche se, a mio modo di vedere, il Napoli sarà la grande favorita.
A Firenze c’è grande entusiasmo intorno a Stefano Pioli. Può essere, per le qualità che ha e l’attaccamento alla piazza, il nome buono per l’apertura di un ciclo più ambizioso possibile nel capoluogo toscano?
Intanto iniziamo col dire che stiamo parlando di una realtà che è stata sfortunata con le finali, ma che è andata vicinissima a vincere Conference League e Coppa Italia.
Ha detto bene lei, che ci sono tutte le carte in regola per aprire un ciclo con Pioli, che è l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto. È già stato a Firenze, sia da giocatore che da allenatore, la tragedia di Astori l’ha gestita da maestro. Prima dell’esperienza saudita era stato protagonista del quadriennio dello scudetto numero 19 al Milan, lasciato al secondo posto, arrivando ad una semifinale di Champions League. E andate a confrontarlo con le prestazioni del Milan degli ultimi tempi.
Altra buona notizia è che la Fiorentina potrà contare ancora su Kean, il quale ha rifiutato le lusinghe saudite: è una squadra giovane ed interessante che con Pioli, torno a ripetere, riuscirà ad esprimere tutto il proprio potenziale.
Il Torino ha messo a segno diversi colpi interessanti, pur avendo ceduto Ricci e Milinkovic-Savic. Se migliora la difesa, secondo lei, può finalmente inserirsi in un discorso europeo?
Mi faccia dire che dopo Buongiorno e Bellanova lo scorso anno, ora è stata la volta di Ricci e Milinkovic-Savic. La storia del Torino sembra essere quella della tela di Penelope. Poi, certo, ha fatto diverse operazioni in entrata, delle quali quella di Simeone è la più interessante, ma se continua a vendere i migliori, continuerà ad essere una realtà di piccolo e medio cabotaggio.
Giusta la sua considerazione sulla difesa, che non è andata bene in queste amichevoli e che ha bisogno di essere migliorata.
Concludendo, le dico che ho grande considerazione di Marco Baroni, che è un ottimo allenatore, come lo era anche Paolo Vanoli.
Cosa pensa che farà la Juventus, in chiave mercato in entrata, da qui al 1° settembre?
Non ricordo una Juve a 2 settimane dall’inizio della stagione con così tanti casi aperti di mercato in uscita ancora da risolvere. Considerando poi che, se non vende, non compra… Manca un regista da diversi anni. La prova di Dortmund è stata comunque incoraggiante, anche se le gambe pesantissime di questi tempi rendono necessario prendere con le molle partite del genere.
La Juventus resta una squadra ad oggi incompleta. Kolo Muani vorrebbe tornare, ma è ancora a Parigi, perché la società bianconera chiede una proroga del prestito, mentre il Psg vuole la cessione definitiva. E poi diverse operazioni in entrata di quelle fatte un anno fa pesano sul mercato come zavorra.
Chiudo con una nota di rammarico: la Juve è stata molto intelligente a fare l’operazione della seconda squadra qualche tempo fa, ma se si fanno crescere i giovani in casa e poi li si vende comunque (vedi Mbangula e probabilmente Miretti) non va bene. La Juventus resta un grande punto interrogativo, un cantiere aperto che soltanto il 1° settembre prossimo permetterà un giudizio definitivo. Deve cominciare ad accelerare, a partire dalla situazione di Vlahovic.
L’Inter pare non voler rilanciare su Lookman, almeno fino a quando non avrà ricevuto segnali dall’Atalanta. Sullo sfondo rimane sempre il Napoli, interessato anch’esso al calciatore. Come pensa che finirà questa querelle?
Dipende da chi si presenterà a Zingonia con i 50 milioni cash richiesti dalla società di appartenenza. Il prezzo del terzo marcatore dello scorso campionato lo impone l’Atalanta, che lo ha preso da semi sconosciuto andato malino nell’ultima stagione al Leicester e che ora è diventato un grandissimo giocatore, Pallone d’Oro africano e mattatore assoluto della vittoria bergamasca in Europa League. Ha firmato un contratto, se non si presenterà un club alle condizioni dell’Atalanta, lui deve continuare a fare il suo dovere e non assumere un comportamento negativo, che gli costerà giustamente una multa pesante.
Se all‘Inter interessa in modo totale, non possono bastare i 40 milioni + 3 di bonus della prima offerta, o i 42 + 3 della seconda. Consideriamo, poi, che i bonus sono collegati alle prestazioni della squadra milanese e non a quelle individuali di Lookman: altra condizione poco accettabile, da chi ne detiene il cartellino. Attenzione comunque al Napoli, ma anche alla Premier League, vedi soprattutto all’Arsenal che cerca un attaccante con quelle caratteristiche.
Le società devono sapere che, se si cede a queste cose, esse diventeranno sempre più deboli. Eccezioni a questo mondo del calcio sbagliato sono proprio il Napoli di ADL (basta guardare la gestione del caso Osimhen) e l’Atalanta di Percassi. Società che ha chiuso il decimo esercizio utile in positivo consecutivo e che ha una potenza economica incredibile.
Chiudiamo, Xavier Jacobelli, con le romane. I biancocelesti, con il mercato bloccato, puntano tutto sul loro top player che è Mister Maurizio Sarri. Mentre, sull’altra sponda, la Roma di Gasperini aspetta tre rinforzi da qui a fine trattative. Che obiettivi devono porsi le due squadre romane per la prossima stagione?
Sia l’una che l’altra si batteranno per l’Europa. Quale lo vedremo più avanti. La Roma di Gasperini credo farà bene, ma gli serve il tempo perché assimili il suo gioco e credo che i Friedkin asseconderanno le sue richieste sul mercato.
Per quanto riguarda la Lazio, ha detto bene lei, l’uomo in più è Sarri. Apprezzo molto il suo atteggiamento in queste grosse difficoltà dovute al mercato bloccato e questo gli fa onore. Onore e orgoglio sono anche le caratteristiche che permettono alle squadre di avere delle rese superiori a quelle delle aspettative, nelle difficoltà. Ho visto che Sarri si è affidato anche al contropiede nei test pre-campionato e questa è un’ulteriore testimonianza del suo enorme pragmatismo. Si tratta di un tecnico eccellente, non aggiungo altro.