Intervista esclusiva a Fernando Tissone: "Palladino rilancia l'Atalanta, servono i gol di Lookman. Udinese, Runjaić e Zaniolo fanno la differenza. Sampdoria in C? Impensabile, bisogna ritrovare fiducia"
Intervista esclusiva all'ex centrocampista argentino Fernando Tissone. Dalla nuova era Palladino in casa Atalanta alla lotta scudetto, passando per la gestione Runjaić in casa Udinese alle difficoltà affrontate dalla Sampdoria in serie cadetta. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Fernando Tissone. L'ex calciatore di Udinese, Atalanta e Sampdoria, ha raccolto più di 160 presenze in Serie A tra il 2004 e il 2013 e in carriera ha indossato anche le maglie di Maiorca e Malaga in Spagna e del Karpaty in Ucraina. Dalla lotta scudetto all'arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina dell'Atalanta, passando per gli uomini chiave dell'Udinese e l'obiettivo salvezza della Sampdoria in cadetteria. Ecco le dichiarazioni rilasciate in esclusiva.
La Serie A è apertissima, con quattro squadre racchiuse in due punti: chi vedi favorita per lo scudetto?
"Difficile individuare una squadra favorita. In lizza metto principalmente il Napoli e l'Inter. Poi, non sottovaluterei la Juventus, che nonostante non sia partita benissimo può fare grandi cose con Luciano Spalletti. Anche il Milan e la Roma possono dire la loro. Insomma, è una classifica diversa rispetto a quella che siamo stati abituati a vedere negli ultimi anni. Credo che ci sarà equilibrio ancora a lungo. Non vedo una differenza di qualità e di valori evidente tra le diverse compagini di vertice. Tutte possono fare un passo falso, non vedo grande continuità di risultati. Sarà un campionato avvincente e interessante fino alla fine".
Come giudichi il campionato di Bologna e Como, potrebbero insidiare la zona Champions?
"A parte il discorso scudetto, è molto interessante quest'anno anche la lotta per le posizioni europee. Per la zona Champions, il Bologna c'è ed ha già dimostrato in questi anni di poter fare grandi cose. Vedo bene anche il Como, che con Fabregas si sta confermando come squadra combattiva e di qualità, in linea con quelle che sono le importanti ambizioni societarie. La differenza la farà la continuità da qui alla fine del campionato. Non è scontato mantenere ritmi alti per tutta la stagione. Anche l'Atalanta, che ha una rosa molto forte e ampia, potrebbe dire ancora la sua in zona Europa. Un altro club che alla lunga potrebbe dire la sua è la Lazio di mister Sarri, abituato a posizioni di classifica alte".
Dopo la pesante sconfitta col Sassuolo, l’Atalanta ha esonerato Juric e scelto Palladino fino al 2027: che ne pensi di questa decisione? Ti convince il cambio e che tipo di Atalanta ti aspetti ora?
"Un esonero che arriva così presto non è mai bello per chi allena, ma in questo sport i risultati vengono prima di qualsiasi cosa. Dispiace per Juric perché è una persona di calcio e un ottimo allenatore. Vero che nelle ultime esperienze alla Roma e al Southampton le cose non sono andate per il verso giusto, ma in passato ha raggiunto buoni risultati, mettendo sempre in pratica le proprie idee di gioco. Nell'esperienza all'Atalanta non ha avuto neppure la fortuna dalla sua parte. In questo momento serviva anche una scossa a tutto l'ambiente. La scelta di Palladino mi convince ed è stata fatta anche nel segno della continuità. Il mister ha idee simili a quelle di Juric e Gasperini, soprattutto nel modulo e nei principi di gioco, proporrà un calcio aggressivo e volto all'attacco. La differenza la faranno i risultati, ciò che più serve in questo momento all'Atalanta per allontanarsi da una posizione di classifica che non gli appartiene".
L’addio di Gasperini in estate ha chiuso un’epoca: pensi che l’Atalanta possa restare competitiva o è la fine di un ciclo?
"L'Atalanta ha le ambizioni e la struttura societaria giusta per imporsi ancora ad alti livelli. Gasperini in questi anni ha avuto grandi meriti, ma non è stato l'unico a far funzionare la macchina Atalanta. Le cose positive non arrivano solo dall'allenatore, ma arrivano da tutto l'ambiente. Con una grande organizzazione alle spalle, le giuste motivazioni e obiettivi ben delineati i risultati alla fine arrivano. In questo momento bisogna avere pazienza. La Dea ha anche la fortuna di avere una delle migliori tifoserie del mondo e questo rappresenta un plus importante".
Finora la Dea ha segnato poco. A Firenze Palladino aveva valorizzato Kean: secondo te chi potrebbe essere il “Kean” della sua Atalanta?
"Credo che il Kean di Palladino a Bergamo possa essere Lookman, da lui mi aspetto tanti gol. Ma stiamo parlando di un giocatore diverso da quello della Fiorentina. Palladino in una squadra così forte non farà fatica a trovare soluzioni importanti, soprattutto nel settore offensivo dove la Dea abbonda di qualità e talento. Certo, in attacco vanno anche un po' rivitalizzati Scamacca, che deve recuperare al 100% dall'infortunio, e Krstović, che deve abituarsi a pressioni diverse rispetto a quelle di Lecce".
L’Udinese di Runjaić sta vivendo un campionato solido ed equilibrato: ti aspettavi una squadra così compatta?
"L'Udinese ha fatto una grandissima scelta nel portare in Friuli un allenatore come Runjaić, capace di capire e orchestrare al meglio un gruppo variegato come quello bianconero, che punta tantissimo sugli stranieri. L'allenatore riesce ad entrare nella testa dei giocatori e i risultati stanno arrivando. L'Udinese è una squadra molto equilibrata e concreta, che non avrà problemi a mantenere la categoria, obiettivo primario del club".
A Udine stanno brillando Zaniolo e Arthur Atta: che opinione hai di loro?
"Su Zaniolo non avevo dubbi. Si tratta di un giocatore forte, che ha già dimostrato di avere numeri davvero importanti. Ha fatto bene soprattutto a inizio carriera tra Roma e Nazionale. Anche all'Aston Villa e al Galatasaray ha fatto vedere cose interessanti. L'anno scorso all'Atalanta era chiuso da tanti giocatori offensivi forti e in gran forma e successivamente alla Fiorentina non è riuscito ad imporsi. Adesso ha trovato spazio, fiducia e soprattutto meno pressioni. Si tratta della piazza giusta in questo momento della sua carriera, non a caso sta facendo la differenza in bianconero. Atta? Si tratta di un ottimo centrocampista, un calciatore moderno. Sta dimostrando di essere forte, spero continui a crescere sempre di più. L'interesse del Napoli nei suoi confronti non è un caso".
In Serie B continua la crisi della Sampdoria, ultima nonostante i cambi in panchina: cosa non sta funzionando? Ti aspettavi una stagione diversa e credi possa ancora salvarsi?
Quello relativo alla Sampdoria è un grosso dispiacere. Il club sta vivendo una situazione delicata, che si trascina ormai da anni. Quando le cose si fanno bene dall'alto verso il basso si vede, quando manca qualcosa a livello societario purtroppo si comincia a vacillare. Ovviamente, diventa difficile trovare i risultati in questo contesto, senza pianificazione né progetto. I giocatori e l'ambiente non riescono ad essere tranquilli. La colpa, in ogni caso, va comunque attribuita a tutti. Non riesco ad immaginare la Sampdoria in Serie C, è impensabile. Spero che con l'arrivo di Gregucci e Foti possa cambiare qualcosa. Bisogna ritrovare la fiducia persa e l'obiettivo deve essere quello di mantenere la categoria. La Sampdoria ha una tifoseria da Champions League, altro che terza serie. Ora si respira pessimismo, bisogna cambiare la mentalità a tutto l'ambiente".
Oggi di cosa ti occupi e quali sono i tuoi prossimi obiettivi o progetti professionali?
"Lo scorso anno ho fatto il corso a Coverciano Uefa B, spero l'anno prossimo di poter fare quello Uefa A. Intanto, sto lavorando a Malaga in un centro sportivo, assieme a mio fratello, dove faccio allenare giocatori professionisti. In particolare, giocatori in vacanza o attualmente senza squadra. Ad oggi, ad esempio, sto lavorando con l'ex attaccante di Juventus e Osasuna Pablo Moreno. Per il futuro l'obiettivo è quello di allenare in Italia. Bisogna però prepararsi al meglio, studio ogni giorno per farmi trovare pronto quando sarà il momento".