Intervista esclusiva a Ferreira Pinto: "Atalanta, Scamacca più di Krstović per ritrovare i gol. Juric si gioca la permanenza, ma la squadra è viva. Lecce, Di Francesco ha coraggio e merita la salvezza"
In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto il calciatore brasiliano Adriano Ferreira Pinto. Dalle ambizioni dell'Atalanta di Ivan Juric alla situazione legata ad Ademola Lookman, passando per le prestazioni del giovane Camarda e le possibilità playoff del Cesena di Mignani. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Adriano Ferreira Pinto. L'ala destra, 46 anni a dicembre, attualmente in forza in Promozione lombarda all'Almé, in carriera si è affermato soprattutto con le maglie di Atalanta, Lecce e Cesena. Dalla situazione della squadra di Ivan Juric al ballottaggio in attacco tra Krstovic e Scamacca, passando per la lotta scudetto e le chance salvezza del Lecce di Di Francesco. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
La Serie A è più equilibrata che mai, con quattro squadre racchiuse in due punti: chi vedi come favorita per lo scudetto e perché?
"L'Inter in questo momento ha la rosa più forte del campionato. Subito dopo metto il Napoli di Antonio Conte. Sono queste le due squadre che fino alla fine si contenderanno lo scudetto. Poi, bisogna valutare e guardare anche il percorso che faranno in Champions League. Se andranno avanti, con la conseguenza di un calendario molto più fitto, ne può approfittare il Milan, che ha il vantaggio di non giocare le coppe europee. La squadra di Allegri è partita benissimo ed ha le qualità per mantenere fino in fondo questo livello".
Alla Juventus è arrivato Spalletti al posto di Tudor: può essere la svolta per rilanciare i bianconeri?
"L'obiettivo principale della Juventus deve essere quello di centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Non vedo i bianconeri in grado di inserirsi nel discorso scudetto. La rosa è ottima, Luciano Spalletti ha il compito di far girare al meglio la squadra. Il mister deve imporre il suo gioco ed entrare nella testa dei giocatori per invertire la rotta. Questo è un campionato molto difficile, vedo la Juventus un passo indietro rispetto alle altre".
L’Atalanta è lontana dalle prime posizioni e non vince da sei giornate: cosa non sta funzionando nella squadra di Juric?
"Immaginavo che in casa Atalanta il dopo Gasperini non sarebbe stato facile. La società c'è, i giocatori ci sono e giocano anche bene, ma finora hanno concretizzato davvero poco. In qualche occasione, poi, c'è stata anche un po' di sfortuna. L'Atalanta deve riprendere a fare gol per lottare con tutte le proprie forze per rientrare in zona Champions. Certo, quelle davanti stanno correndo tanto e quest'anno la situazione non è e non sarà delle più semplici. Nei prossimi impegni Juric, che reputo un buon allenatore, si gioca una fetta importante della propria permanenza a Bergamo. Soprattutto contro il Sassuolo mi aspetto una risposta immediata della Dea, l'obiettivo deve essere quello di ritrovare la vittoria in campionato".
In Europa pensi che la Dea possa superare la prima fase di Champions?
"L'Atalanta ha una squadra forte, anche se in estate ha perso Retegui il suo centravanti di riferimento. In Serie A come in Europa deve ritrovare la concentrazione e l'energia di tutti i suoi giocatori, soprattutto dei pilastri, come Ederson e De Ketelaere. Anche chi ha giocato di meno deve cercare di dare qualcosa in più nell'impegno infrasettimanale, come ha fatto Samardzic a Marsiglia. In ogni caso, la Dea ha tutte le carte in regola per passare la prima fase della Champions League".
In estate ha fatto discutere il caso Lookman, vicino all’Inter ma rimasto a Bergamo: che ruolo può avere oggi nell’Atalanta?
"L'Atalanta è una società molto seria. Con Lookman si è ripetuto quanto successo l'anno prima con Koopmeiners. L'olandese sono stati costretti a cederlo alla Juventus e quest'anno non volevano perdere un altro giocatore fondamentale, almeno non a condizioni dettate da altri club. La dirigenza si è imposta e a mio parere ha gestito bene la situazione. L'Inter per Lookman rappresentava una possibilità, ma il nigeriano deve essere riconoscente e ricordare che prima di venire a Bergamo non era quel calciatore che oggi tutti conoscono. Adesso tocca a lui riprendersi un ruolo centrale in questa Atalanta e riconquistare l'affetto di una città che comunque gli vuole bene. In futuro avrà sicuramente altre occasioni di accasarsi in grandi club".
Tra Krstovic e Scamacca, su chi punteresti per il posto da titolare in attacco?
"Tra i due per il ruolo di titolare punterei senza ombra di dubbio su Gianluca Scamacca. Sicuramente è stato sfortunato dal punto di vista della tenuta fisica negli ultimi anni, ma si tratta di un ottimo giocatore. Ora deve stare concentrato per superare le difficoltà al ginocchio e tornare a suoi livelli, ritrovando la via del gol. D'altro canto, Krstovic deve sfruttare al meglio ogni occasione e farsi trovare pronto perché se ora è all'Atalanta vuol dire che in carriera ha dimostrato un certo valore".
Il Lecce ha ottenuto un successo importante a Firenze: credi che la squadra di Di Francesco possa conquistare la salvezza con largo anticipo?
"Lecce è una piazza fantastica. A Di Francesco e al club auguro di centrare l'obiettivo salvezza. Il mister ha sempre fatto vedere un ottimo calcio in Italia, il più delle volte gli è mancata anche una buona dose di fortuna. Tolta la parentesi Sassuolo, ha sempre fatto girare al meglio le proprie squadre. Spero possa finalmente invertire la tendenza, conquistando la permanenza in Serie A con il Lecce, facendo valere sempre i propri principi di gioco. I salentini devono continuare così, ripartendo da quanto fatto vedere nella vittoria di Firenze".
In avanti Di Francesco sta puntando sul 17enne Camarda: che impressione ti ha fatto questo giovane talento?
"Lanciare un giocatore così giovane in una squadra che punta alla salvezza vuol dire avere davvero tanto coraggio. Di Francesco vede talento nel ragazzo ed è giusto che lo metta al centro del proprio attacco. In Italia una cosa del genere non è assolutamente scontata. Dare la possibilità a un giovane di crescere, misurandosi ad alti livelli, è importante. Si tratta di un buon attaccante, ma non deve essere lasciato solo. Ha bisogno anche di rifiatare e non può portare sul groppone il peso della salvezza di un club come il Lecce. Giusto puntare su di lui, ma bisogna comunque non mettergli troppa pressione".
In Serie B ottimo momento per il Cesena di Mignani, quarto in classifica: può essere la mina vagante del campionato e centrare di nuovo i playoff?
"La Serie B è un campionato lungo e complicato. Penso che il Cesena sia partito molto bene, deve tenere botta e restare lì in classifica, per poi giocarsi tutte le proprie carte verso il finale di stagione. Si tratta di una piazza importante, dove mi sono trovato benissimo. Brava la società che ha creato un ottimo gruppo, puntando anche su giovani davvero interessanti. Mi auguro che il Cesena possa imporsi come la sorpresa di questo campionato cadetto".
Dopo gli anni al Ponte San Pietro, sei passato all’Almé in Promozione: come sta andando questa nuova esperienza e quali obiettivi ti sei posto per il futuro?
"Ho giocato 11 anni al Ponte San Pietro in Serie D, dove mi sono trovato davvero molto bene. Questa estate, dopo una fusione del club, abbiamo deciso di separarci, ma i rapporti restano comunque ottimi. Poi, ho abbracciato il progetto Almé, per me una nuova sfida. Abbiamo avuto un po' di problemi in queste prime partite, ma ora la squadra è al completo. Vogliamo fare un campionato di vertice, l'obiettivo è quello di centrare la promozione al massimo nei prossimi due anni. Appese le scarpette al chiodo, mi piacerebbe intraprendere la carriera da allenatore. Molto dipenderà anche dalle occasioni che capiteranno in futuro".