Intervista esclusiva a Massimo Rastelli: "Napoli, Anguissa assenza pesante. Conte pretende di più, ma nessuna rottura con lo spogliatoio. Como modello Dea, Cagliari e Cremonese da salvezza"
Intervista esclusiva a mister Massimo Rastelli. Dalle polemiche per le parole pronunciate da Conte in casa Napoli all'infortunio del camerunese Zambo Anguissa, passando per l'obiettivo salvezza di Cagliari e Cremonese e le ambizioni europee del Como di Fabregas e Nico Paz.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Massimo Rastelli. L'allenatore ed ex calciatore in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Lucchese, Napoli, Reggina, Como e Avellino. Tra le esperienze in panchina, invece, è da annoverare la promozione in Serie A alla guida del Cagliari nel 2016. Dalla lotta scudetto alle polemiche che coinvolgono Antonio Conte in casa Napoli, passando per le ambizioni europee del Como e l'obiettivo salvezza di Cagliari e Cremonese. Ecco le sue dichiarazioni.
La Serie A è apertissima, con quattro squadre in due punti. Chi vedi favorita per lo scudetto?
"Nelle ultime stagioni si sono giocate lo scudetto principalmente Napoli e Inter, quest'anno il ventaglio delle squadre che possono puntare al titolo è sicuramente più ampio. La compagine con l'organico più forte e con la rosa più completa, superiore alle altre, è quella di Chivu. L'Inter al momento rappresenta la candidata principale per il tricolore. Il Napoli sta attraversando un momento di flessione, ma ha tutte le capacità e le risorse per poter riprendere un cammino vincente, giocandosela fino alla fine. Poi c'è la Roma di Gasperini, che ha ricominciato come aveva finito lo scorso anno, quando con Ranieri aveva una media punti da scudetto. Infine, metto il Milan di Allegri, che se non avesse perso alcuni punti con squadre inferiori dal punto di vista tecnico sarebbe primo in classifica. Inoltre, i rossoneri hanno il vantaggio di non giocare le competizioni europee, ciò può rappresentare una risorsa in più per il percorso in Serie A".
In Serie A sono già arrivati cambi importanti: Spalletti alla Juventus e Palladino all’Atalanta. Che ne pensi di queste scelte e che tipo di impatto possono avere sulle rispettive squadre?
"Spalletti è un allenatore di assoluto valore. Cercherà in questi mesi di dare una precisa identità ai bianconeri e di restituire al club una mentalità vincente. Subentrare in corsa non è mai semplice, ma la sua esperienza e il suo carisma possono essere determinanti. Con Spalletti la Juventus deve come minimo provare ad insidiare i primissimi posti, inserendosi nella lotta scudetto. Per quanto concerne Palladino, che è subentrato a Juric all'Atalanta, la scelta della Dea dimostra di voler dare una sorta di continuità al lavoro e al progetto tattico portato avanti negli scorsi anni da Gasperini. Chiaro che non è semplice ritrovare subito i ritmi e i risultati del passato, un'annata difficile poteva essere messa in preventivo. In ogni caso, l'Atalanta è una squadra di qualità e credo che Palladino possa dare molto sotto l'aspetto della gestione dei giocatori, con la speranza che venga fuori il valore di ciascuno di loro".
Hanno fatto discutere le parole di Conte dopo il ko col Bologna: credi davvero ci sia una frattura con lo spogliatoio?
"Credo che Conte abbia voluto sfogare un suo disagio. Lui è un vincente e di conseguenza vuole sempre alzare l'asticella. Magari in questi mesi si è reso conto che, nonostante i suoi input e le sue motivazioni, dall'altra parte questa squadra non riesce ad andare un po' oltre la soglia delle difficoltà. Sta percependo che il gruppo non butta il cuore oltre l'ostacolo e questo lo infastidisce molto. Si tratta anche di un modo per smuovere la situazione e valutare la reazione dei giocatori. In ogni caso, non credo assolutamente ci sia una rottura tra l'allenatore e la squadra. Nei confronti di Conte c'è tanta dedizione, serve fare quello step mentale che il mister richiede".
Dopo gli stop di Meret, De Bruyne e Lukaku, ora il Napoli perde anche Anguissa a lungo: quanto può pesare questa assenza?
"Quella di Anguissa è una perdita importante per il Napoli sotto tanti punti di vista: per qualità, fisicità e presenza in mezzo al campo e in area di rigore. Gli azzurri perdono tanto anche sotto l'aspetto realizzativo, il camerunese aveva già fatto 4 gol in campionato. Ora Conte deve o mantenere il centrocampo a tre, con l'inserimento magari di Elmas, oppure passare ad un centrocampo a due, con l'utilizzo di un trequartista. In ogni caso, con l'infortunio anche di De Bruyne, la coperta a centrocampo è corta. Conte saprà sicuramente come destreggiarsi per sopperire alla mancanza di Anguissa e non perdere troppo in termini di equilibrio e di inserimenti offensivi".
Il Como si sta confermando anche quest'anno ad alti livelli e molti lo considerano la “nuova Atalanta”: sei d’accordo? E come valuti un talento come Nico Paz?
"Vedo una società e una squadra che può ripercorrere quello che ha fatto vedere l'Atalanta negli ultimi anni con Gasperini. Mi aspetto una crescita costante ed esponenziale. Forse il Como si sta sviluppando anche più velocemente rispetto alla Dea. L'anno scorso è arrivata una salvezza tranquilla, ora l'asticella si è alzata e si pensa anche all'Europa. Il Como può contare su un allenatore giovane e forte come Fabregas che ha fatto anche una grandissima carriera da calciatore, e questo rappresenta un importante punto di forza. Nico Paz? Ha sicuramente qualità tecniche impressionanti, per diventare un campione bisogna avere anche grande personalità e grande continuità. Si tratta di un giocatore che fa la differenza, il Real Madrid non ci penserà due volte a riportarselo a casa".
Che giudizio dai sul Cagliari di Pisacane? I rossoblù hanno le carte giuste per conquistare la salvezza?
"In queste prime undici giornate credo che il Cagliari sia perfettamente in linea con l'obiettivo stagionale della salvezza. Si tratta di una squadra molto compatta, dove tutti corrono e tutti si aiutano, e con delle buone individualità. Ovviamente, sanno le difficoltà della Serie A, ma è un gruppo che non si disunisce anche quando va sotto con il risultato. In questo momento la posizione di classifica è positiva, ma le insidie non mancheranno e bisogna stare sempre con le antenne dritte. C'è ancora tanto da giocare, ma il Cagliari ha il carattere e le qualità per salvarsi".
Ottimo avvio anche per la Cremonese di Davide Nicola: può mantenere questo ritmo fino al termine del campionato?
"La Cremonese dal punto di vista della tecnica e dell'esperienza ha un organico superiore rispetto a tante altre concorrenti per la salvezza. Alle spalle c'è una proprietà importante. Dopo la promozione, hanno preso un allenatore come Davide Nicola abituato a lottare, magari quest'anno gli si chiede qualcosina in più rispetto ad una salvezza all'ultimo momento. C'è voglia di consolidarsi e stabilirsi in Serie A e credo che la squadra stia interpretando bene questo desiderio della piazza e della società".
In Serie B la Juve Stabia sta disputando un ottimo campionato, i gialloblù strapperanno ancora il pass per i playoff?
"Dopo la splendida stagione passata e dopo aver perso Guido Pagliuca e Adorante, non era facile né scontato ripartire così bene quest'anno. Ci potevano essere conseguenze dal punto di vista dell'impatto emotivo, oltre che della qualità in campo. La società ha puntato su un allenatore giovane e bravo come Abate, che ha fatto molto bene a Terni, e ora i gialloblù sono in una posizione di classifica ottima, in linea con gli obiettivi della società. Nonostante le vicissitudini che ci sono state negli ultimi tempo intorno alla squadra, i calciatori sono stati bravi a mantenere alta la concentrazione, pensando unicamente al campo".
Come vedi l’Italia in vista dei playoff Mondiali?
"Sarebbe impensabile un altro Mondiale senza l'Italia, nonostante le difficoltà vissute dal movimento calcistico nell'ultimo decennio. Ora è fondamentale azzerare tutto, sconfitta contro la Norvegia in primis, e pensare solo agli spareggi di marzo. Tutti gli italiani desiderano rivedere gli azzurri al campionato del mondo, spero questa possa essere la volta buona".
Guardando al futuro, punti a tornare in panchina? Sei in attesa del progetto giusto?
"Ci sono stati contatti con alcune società, ma ho ritenuto non accettare certe offerte per aspettare qualcosa che reputo più idoneo alle mie ambizioni. Come tanti allenatori senza panchina, attendo fiducioso l'occasione giusta per tornare ad allenare. Spero che qualcosa si smuova nelle prossime settimane o nei prossimi mesi".