Intervista esclusiva a Ciccio Millesi: "Napoli obbligato a vincere contro la Juve. Como squadra senza stress. Il Catania se continua con lucidità approderà in B"

Ai nostri microfoni é intervenuto in esclusiva l'ex difensore di Catania e Avellino Ciccio Millesi. Napoli, Inter e non solo tra gli argomenti affrontati. Millesi ha inoltre analizzato il momento della Fiorentina e del Cagliari. Passaggio anche sulla Serie B, sull’Avellino e sul Catania.

Millesi

Francesco "Ciccio" Millesi, ex calciatore professionista, è stato ospite della nostra redazione. Ai nostri microfoni, Millesi fa il punto sul campionato del Napoli e dell'Inter, senza trascurare l'analisi del momento della Fiorentina e di alcuni club di B e C, come Avellino e Catania.

Ciccio, come vede il momento attuale del Napoli in Serie A?
"Il momento che sta attraversando il Napoli non è certamente dei più favorevoli. Il pareggio contro il Parma ha rappresentato un duro colpo, un risultato che ha inevitabilmente tolto energie e fiducia all’ambiente, anche perché il pari contro l’Inter può essere considerato del tutto fisiologico, vista la caratura dell’avversario. A complicare ulteriormente il quadro c’è anche l’emergenza legata agli infortuni, che sta condizionando le scelte tecniche e rendendo ancora più difficile il percorso della squadra in questa fase della stagione".

Quali sono le principali sfide per il Napoli nella lotta scudetto?
“Se il Napoli vuole davvero continuare a restare agganciato alla corsa con le due milanesi, sarà chiamato a una prova di forza domenica contro la Juventus, un passaggio chiave che dirà molto sulle reali ambizioni della squadra. Superare l’ostacolo bianconero significherebbe non solo rilanciarsi in classifica, ma anche ritrovare convinzione e slancio. Successivamente arriveranno le sfide contro Fiorentina e Genoa che, sulla carta, potrebbero sembrare più abbordabili, ma che nascondono insidie tutt’altro che banali: la recente lezione impartita dal Parma dimostra come proprio queste partite, considerate “facili”, siano spesso le più complesse da gestire, soprattutto in un momento così delicato della stagione. Prima di arrivare allo scontro diretto con la Roma, il Napoli dovrà quindi dimostrare maturità, continuità e capacità di non sottovalutare nessun avversario”.

Come giudica la stagione dell'Inter fino ad ora?
"Il campionato dell’Inter, ormai da diverse stagioni, sembra svilupparsi su binari propri, con una squadra che viaggia a ritmo costante e con una solidità che poche altre riescono a garantire. I nerazzurri appaiono come una vera e propria macchina quasi perfetta, organizzata, cinica e dunque estremamente difficile da affrontare per qualsiasi avversario. I numeri, del resto, parlano in modo eloquente: in 21 gare l’Inter ha messo a segno 44 gol, subendone soltanto 17, dati che certificano un equilibrio quasi ideale tra fase offensiva e difensiva. Il confronto con la cugina milanese è altrettanto significativo, perché a fronte di 34 reti realizzate dal Milan emerge con chiarezza come l’Inter, almeno sul piano della continuità e della concretezza, rappresenti oggi la squadra da battere in questo campionato".

Quali sono le principali differenze tra l'Inter di Lautaro e quella di Lukaku?
"I nerazzurri, con Antonio Conte alla guida tecnica, nella stagione successiva all’esordio della coppia "LuLa" riuscirono a conquistare lo scudetto imponendosi con numeri semplicemente impressionanti. L’Inter chiuse quel campionato a quota 91 punti, mettendo a segno 89 gol e subendone appena 35, dati che fotografano alla perfezione la superiorità mostrata lungo l’intero arco della stagione. Decisivo fu il contributo della coppia formata da Lautaro Martínez e Romelu Lukaku, che solo in campionato combinarono per un totale di 41 reti, diventando il vero motore offensivo della squadra. A mio avviso, quella "LuLa" rappresentava una coppia d’attacco praticamente completa, capace di unire forza fisica, velocità di esecuzione e qualità tecnica, creando un mix difficilissimo da contenere per qualsiasi difesa."

Il Como ha sorpreso molti in Serie A. Qual è il segreto del suo successo fino ad ora?
"Il segreto del Como risiede innanzitutto in una costruzione societaria basata su persone competenti, capaci di lavorare con metodo e visione. Il fatto di non essere obbligato a vincere a tutti i costi, come accade invece alle grandi piazze, consente al club di portare avanti una programmazione a lungo termine, lontana dallo stress del risultato immediato e più attenta alla crescita complessiva del progetto. In questo contesto si inserisce perfettamente la scelta di affidare la squadra a Cesc Fàbregas, la vera ciliegina sulla torta: un tecnico giovane, preparato e con idee chiare. La sua filosofia di gioco, personale e riconoscibile, sta dando identità al Como e rendendo questo percorso particolarmente interessante. Per questo non posso che esprimere soddisfazione e apprezzamento per il cammino intrapreso, che appare solido e ricco di prospettive".

La Fiorentina e il Cagliari hanno avuto stagioni molto diverse fino ad ora in Serie A. Qual è la chiave per capire il momento dei viola e dei sardi?
"Il cammino della Fiorentina desta più preoccupazioni rispetto a quello del Cagliari. Se da un lato il Cagliari sta procedendo lungo il suo percorso con una certa regolarità, va considerato che lo sta facendo sotto la guida di un allenatore all’esordio in Serie A, il che rende i risultati finora ottenuti ancora più positivi: si tratta di una squadra che lotta con determinazione e che continuerà a farlo fino all’ultimo turno di campionato. Diversa è invece la situazione della Fiorentina, che, nonostante possa contare su un organico di assoluto valore, con calciatori abituati a competere per i primi posti e a disputare campionati di alta classifica, sta mostrando un andamento preoccupante. Non si tratta di responsabilità dell’allenatore, quanto piuttosto di un clima interno segnato da una sorta di nube di negatività e apprensione, una condizione con cui né la società, né la città di Firenze, né i giocatori stessi sono abituati a confrontarsi. È proprio per questo motivo che lottare nelle zone basse della classifica si rivela sempre particolarmente complicato, anche per squadre di grande talento e tradizione".

Qual è la mentalità che serve per affrontare una stagione in Serie B, dove ogni partita è una finale e la pressione è alta?
"La Serie B è un campionato estremamente complesso e insidioso, dove difficilmente si trova un “ammazza-campionato” in grado di dominare nettamente le altre squadre. Spesso le formazioni si equivalgono e qualsiasi partita può riservare sorprese: non è raro vedere la prima della classe faticare contro l’ultima, o addirittura venire battuta da quella che teoricamente dovrebbe essere la squadra più debole. In questo contesto, per emergere non basta la qualità tecnica: serve una mentalità “operaia”, fatta di sacrificio, resistenza e concentrazione costante. È fondamentale avere un gruppo coeso, pronto ad affrontare le difficoltà e capace di soffrire insieme nei momenti più complicati, perché la Serie B è un campionato che richiede un equilibrio tra qualità e quantità, tra talento individuale e forza collettiva. Solo chi possiede entrambe le caratteristiche può sperare di competere fino alla fine".

Dove collochi l’Avellino ?
"L’Avellino dispone di un organico di grande qualità, guidato da un tecnico preparato e capace di valorizzare al massimo le potenzialità della squadra. Si tratta di una piazza molto calda, che sostiene i propri colori con passione e determinazione, trasformandosi in un vero e proprio “dodicesimo uomo” che segue la squadra ovunque e rappresenta un fattore decisivo nel cammino verso i playoff. In questo contesto, diventa fondamentale mantenere compattezza all’interno del gruppo e permettere a Biancolino di lavorare con serenità, rispettando il suo progetto tattico e le sue scelte. Solo così l’Avellino potrà esprimere appieno il proprio potenziale e ambire a un posizionamento di vertice nella griglia dei playoff".

Quali sono le speranze per il Catania di tornare in Serie B?
"Il Catania ha tutte le carte in regola per lottare fino alla fine della stagione e mantenere vive le ambizioni di vertice. A questo punto diventa fondamentale non commettere passi falsi, perché ogni punto perso difficilmente potrà essere recuperato nel girone di ritorno: in Serie C o nei playoff ogni dettaglio conta, e la posta in palio aumenta con il passare delle giornate. Le partite diventano progressivamente più difficili, sia sul piano tecnico che mentale, e per questo ora servono determinazione, concentrazione e, soprattutto, zero ansia: qualsiasi tensione eccessiva può trasformarsi in un effetto negativo, condizionando prestazioni e risultati. Il segreto, come sempre, è continuare a lavorare duramente e giocare con lucidità, senza farsi distrarre dalla classifica o dalle squadre che inseguono. I playoff, poi, rappresentano una vera e propria lotteria: il Catania deve fare di tutto per evitarli, puntando a consolidare una posizione di vantaggio che garantisca sicurezza e controllo sul proprio destino".